• Calano gli inattivi e salgono i contratti a tempo indeterminato. Bene gli over 50, giovani più in difficoltà. Resta il nodo salari.
  • Il presidente di Max Mara blocca il progetto del nuovo Polo della moda a Reggio Emilia: «Clima politico divisivo. Il sindaco del Pd si è schierato con la Cgil senza confrontarsi».

Lo speciale contiene due articoli

Secondo gli ultimi dati Istat, a maggio il mercato del lavoro italiano ha mostrato una dinamica positiva, segnata da una crescita degli occupati accompagnata da un deciso calo degli inattivi. Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni scende infatti dell’1,4% rispetto al mese precedente, pari a 172.000 persone in meno. Il tasso di inattività arriva così al 32,6% (-0,5%) e il calo coinvolge sia uomini sia donne, toccando tutte le fasce d’età. Anche nel confronto tra marzo-maggio 2025 e il trimestre precedente (dicembre 2024-febbraio 2025), si registra una diminuzione degli inattivi dello 0,8%. Rispetto a maggio 2024, la riduzione degli inattivi è ancora più marcata: si contano infatti 320.000 inattivi in meno (-2,6%).

«Ancora buone notizie sul fronte occupazione. I dati confermano una crescita costante del numero di persone al lavoro – e dei contratti stabili – che ci porta ai livelli più alti da quando esistono le rilevazioni. Un segnale chiaro: l’Italia sta cambiando passo», ha scritto su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commentando i dati Istat. «Sappiamo che la strada è ancora lunga, ma continueremo a investire con determinazione su lavoro, impresa e crescita. Per costruire una nazione sempre più solida, produttiva e giusta», ha aggiunto. Certo è che la vera sfida per l’esecutivo resta quella di alzare i salari, il grande ostacolo che nessun governo recente è mai riuscito a superare. I numeri positivi spiegano anche il perché del flop dei referendum della Cgil, che per l’appunto non affrontavano il tema stipendi. Soddisfatto pure il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami: «Per sostenere l’occupazione non servono il salario minimo di Schlein e compagni o i referendum e gli scioperi selvaggi di Landini, ma piuttosto il buon governo di Giorgia Meloni».

Il numero degli occupati cresce su base mensile dello 0,3%, pari a 80.000 unità in più, portando il totale a 24,3 milioni. L’aumento coinvolge uomini, donne, lavoratori con contratto a tempo indeterminato, autonomi e persone con almeno 50 anni, mentre si osserva una diminuzione tra i dipendenti a termine e nelle fasce d’età più giovani. Il tasso di occupazione sale al 62,9%, con un incremento di 0,2 punti rispetto ad aprile. Nel confronto trimestrale, gli occupati aumentano di 93.000 unità (+0,4%). Su base annua, rispetto a maggio 2024, il numero degli occupati è superiore dell’1,7%, +408.000 unità. L’aumento è concentrato tra uomini, donne, fascia 25-34 anni e over 50, mentre si registra una diminuzione nelle fasce 15-24 anni e 35-49 anni. In un anno il tasso di occupazione è salito dello 0,8%.

Dal punto di vista delle differenze di genere, rispetto ad aprile 2025 il tasso di occupazione è aumentato di 0,1 punti tra gli uomini e di 0,2 tra le donne. Il tasso di disoccupazione è salito di 0,5 punti tra gli uomini e di 0,3 punti tra le donne, mentre il tasso di inattività è sceso di 0,5 e 0,4 punti. Anche su base annua, per entrambi i generi si registrano segnali positivi: il tasso di occupazione cresce di 0,9 punti per gli uomini e di 0,7 punti per le donne, mentre il tasso di inattività cala di 1,1 punti tra gli uomini e di 0,5 punti tra le donne. Il tasso di disoccupazione cresce tra gli uomini e cala tra le donne.

Il numero di persone in cerca di lavoro aumenta del 7,1% su base mensile, pari a 113.000 unità in più, con un incremento che interessa entrambi i generi e tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione sale così al 6,5%, con un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente. Significativo l’aumento del tasso di disoccupazione giovanile, relativo alla fascia 15-24 anni, al 21,6%, con un incremento di 1,7 punti. Nel confronto trimestrale, le persone in cerca di lavoro aumentano dello 0,8%, pari a 13.000 unità. Su base annua, rispetto a maggio 2024, il numero dei disoccupati cresce dello 0,9% (+15.000 persone).

Dal punto di vista delle tipologie contrattuali, la crescita del numero degli occupati è trainata soprattutto dai dipendenti permanenti, in aumento dello 0,4%, e dai lavoratori autonomi, in crescita dello 0,3%. Questi incrementi compensano ampiamente la contrazione dei contratti a termine, in calo dello 0,2%. Su base annua, l’occupazione cresce del 2,4% tra i dipendenti permanenti, con un aumento di 388.000 unità, e del 3,5% tra gli autonomi, pari a 175.000 unità in più, mentre i lavoratori a termine diminuiscono del 5,5% con una perdita di 155.000 unità.

Per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro per fasce d’età, tra aprile e maggio si rileva una dinamica differenziata. Nella fascia 15-34 anni diminuiscono sia il tasso di occupazione sia quello di inattività, mentre aumenta il tasso di disoccupazione. Per le altre classi di età, il tasso di inattività è in calo, mentre crescono i livelli occupazionali. Il tasso di disoccupazione aumenta tra 35 e 49 anni e resta stabile tra 50 e 64 anni. Su base annua, il tasso di occupazione diminuisce nella fascia 15-24 anni, è stabile nella fascia 25-34 anni e cresce per le restanti classi di età. Il tasso di disoccupazione aumenta tra coloro che hanno meno di 50 anni e cala invece tra 50 e 64 anni. Il tasso di inattività sale tra i più giovani (15-24 anni) e scende nelle altre fasce.

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