«Ad aprile altri soldi». Oppure la Troika
  • Il governo non dà abbastanza a imprese e partite Iva, però offre un salvagente ai dipendenti: più cassa e stop ai licenziamenti.
  • Roberto Gualtieri promette soldi ad aprile. Ma potrebbe portarli la Troika. Per tutta la giornata di ieri il decreto Cura Italia non s’è visto in «Gazzetta», in compenso l’esecutivo già pensa ad annunciare altri fondi. L’Ue non concederà flessibilità illimitata, applicherà il modello imposto alla Grecia.

Lo speciale comprende due articoli.

Non c’è che dire, all’interno del decreto (al momento in cui La Verità è andata in stampa non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale) elaborato dal Consiglio dei ministri che contiene le misure economiche per rispondere al coronavirus ci sono diversi provvedimenti che faranno bene ai lavoratori in difficoltà. Per far fronte a questa crisi, il governo – su un totale di 25 miliardi – ha messo in campo 10 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali e 3,5 per la sanità. «È un decreto che non lascia indietro nessuno», ha detto il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.

Tra le maggiori novità c’è quella legata alla cassaintegrazione anche per chi ha solo un dipendente: i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività a causa dell’epidemia possono presentare domanda di cassaintegrazione ordinaria con causale «emergenza Covid-19». Chi aveva già in corso una richiesta di cassa straordinaria potrà avere accesso a un nuovo periodo di Cig della durata massima di nove settimane. La nuova richiesta sostituirà interamente quella in corso. In più, Regioni e Province autonome potranno riconoscere a tutte le aziende ma anche agli enti del terzo settore fino a nove settimane di cassaintegrazione in deroga. In totale lo Stato ha previsto un esborso di 3,2 miliardi per questo. Via anche al congelamento dei licenziamenti per 60 giorni: la decisione riguarda tutte le procedure dal 23 febbraio. Anche quelle già avviate sono sospese.

In arrivo anche un bonus babysitter del valore di 600 euro per le famiglie con bimbi di sotto i 12 anni. Nel caso di particolari categorie di professionisti (medici, infermieri, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, operatori sociosanitari e forze dell’ordine) il contributo sale a 1.000 euro.

In alternativa è prevista per i dipendenti pubblici e privati la possibilità di richiedere un congedo parentale straordinario per un totale di 15 giorni da dividere per entrambi i genitori. In questo caso l’indennità prevista è pari al 50% dello stipendio. L’unica condizione da rispettare è che nessun genitore debba avere strumenti di sostegno al reddito o essere disoccupato. Per chi ha figli con più di 12 anni di età non sono previste agevolazioni.

Delusione invece per il bonus per chi lavora in sede e percepisce uno stipendio lordo fino a 40.000 euro: al massimo 100 euro per il mese di marzo, pochi spiccioli per chi deve affrontare tutti i giorni il rischio di ammalarsi. Buone notizie invece per chi è in quarantena forzata. Chi si trova in queste condizioni percepirà lo stipendio pieno perché la quarantena verrà equiparato alla malattia. Per tutti i lavoratori autonomi o stagionali che, a causa del virus, non possono lavorare viene riconosciuta un’indennità da 600 euro al mese, non tassata ma comunque di certo non sufficiente.

Coloro che sono iscritti a enti previdenziali privati, inoltre, avranno accesso a un fondo che dovrà garantire «il riconoscimento di una indennità, i cui criteri di priorità e modalità di attribuzione sono demandati a un decreto del ministro del Lavoro».

I lavoratori autonomi potranno chiedere la sospensione delle rate del mutuo grazie al Fondo Gasparrini, di norma riservato alle famiglie. I liberi professionisti dovranno però dimostrare di aver perso un terzo del proprio fatturato.

In ghiacciaia alcune condizioni legate al reddito di cittadinanza. Per «contrastare la diffusione del virus limitando gli spostamenti delle persone», sono sospesi per due mesi anche le misure di condizionalità e i relativi termini previsti per i percettori di Naspi e Discoll e per i beneficiari di integrazioni salariali. Infine, i risparmiatori truffati dai crac bancari ora avranno più tempo per la richiesta di ristoro.

Sotto il profilo fiscale, vengono sospesi i versamenti di ritenute, di trattenute dell’addizionale regionale e comunale, dell’Iva annuale e mensile e dei contributi Inps e Inail che erano previsti entro il 16 marzo ma solo per chi fattura fino a 2 milioni di euro. Tutti gli altri dovranno pagare entro il 20, quindi per loro la sospensione è una beffa. Stop anche alla ritenuta d’acconto per i professionisti senza dipendenti e a tutti i versamenti fiscali per gli operatori del turismo. Lo stesso vale anche per chi gestisce asili, servizi di assistenza per minori disabili, autoscuole, servizi educativi, servizi trasporto passeggeri, servizi di noleggio di mezzi di trasporto e di attrezzature sportive e guide turistiche. Slitta al 10 giugno il pagamento dei contributi di colf e badanti.

Anche per il settore sanitario sono previste diverse forme di supporto. Innanzitutto è prevista l’assunzione di 20.000 operatori sanitari. Inoltre, sale a 1,65 miliardi il fondo emergenze nazionali e vengono stanziati 150 milioni di euro per gli straordinari del personale e altri 340 milioni per la creazione di più posti di terapia intensiva. Inoltre, sono previsti 50 milioni di finanziamenti agevolati per le società che producono strumenti di protezione come mascherine o tute protettive.

Verranno arruolati temporaneamente presso l’esercito anche medici (120) e infermieri (200), tutti al di sotto dei 45 anni. L’arruolamento si concluderà entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Quanto alle infrastrutture, ai militari viene richiesto di potenziare i servizi con presidi medici. Allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, invece, è stato chiesto di produrre disinfettanti per 704.000 euro.


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