L’Ue alla fine ci ha dichiarato guerra. E il primo alleato lo trova sul Colle
ANSA
  • La Commissione rigetta la bozza sui conti. Pierre Moscovici: «Il debito non cala». Ora tre settimane per riscriverla Sergio Mattarella regge il gioco: «L’equilibrio dei bilanci non si tocca». Matteo Salvini: «Attaccate un popolo». Spread a 318.
  • Giuseppe Conte tiene il punto: «Dialogheremo ma il deficit/Pil resta al 2,4%». L’ultima versione della manovra apre il regime agevolato al 20% fino a 100.000 euro dal 2020. Sulle coperture, però, i gialloblù cascano nel vecchio schema: imposte aumentate per sigarette e gioco.

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Peggio del verdetto, cioè per la prima volta la bocciatura del bilancio di un Paese membro, c’è solo il tempo e il modo in cui la Commissione Ue ha deciso di comunicarlo: a Borse aperte, e con una conferenza stampa a tratti perfino provocatoria di Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis.

Vi ricordate le dichiarazioni di Moscovici sulla dialettica costruttiva? E vi ricordate i retroscena dei giornaloni, dopo l’incontro del commissario francese al Quirinale, sulla volontà di rispettare l’Italia? Potete cestinare tutto. La Commissione Ue, invece, ha scelto il massimo impatto mediatico possibile, e soprattutto ha deciso di adottare una strategia incendiaria verso i mercati, per far pagare all’Italia il prezzo più alto. Di fatto, pure gli appelli del presidente della Bce Mario Draghi sono stati allegramente respinti.

Così, si è dato corpo a quanto scriveva ieri mattina (un vero e proprio «avvertimento» realisticamente proveniente da fonti della Commissione) il Financial Times: Bruxelles attende che sia «Mr Market» a (testualmente) «terrorizzare gli italiani e provocare una ritirata».

Così, alle 15.30 di ieri, subito dopo una brevissima riunione della Commissione, Dombrovskis e Moscovici si sono presentati in sala stampa. Il lettone ha esordito luttuosamente: «Deploro che per la prima volta dobbiamo chiederlo a uno Stato membro: ma abbiamo adottato un parere per cui l’Italia deve presentare entro tre settimane un nuovo piano di bilancio. Abbiamo ricevuto risposte non soddisfacenti, l’Italia non adempie agli impegni, e la zona euro è basata su cooperazione e fiducia: altrimenti, sarebbero danneggiati Stati membri e valuta unica. Non si può dare la sensazione di muoversi in libertà».

E dopo questo comizietto, concluso con la necessità «cruciale di una politica sana e rigorosa», la seconda bordata: «In primavera avevamo deciso di non avviare una procedura sul debito italiano, perché allora almeno l’Italia era adempiente rispetto al Patto di stabilità, ma ora saremo costretti a tornare sul tema. La nostra non è ancora una decisione definitiva, ma…». Quindi: reiezione della manovra e preannuncio di una procedura d’infrazione.

A questo punto, col tono del preside che si prepara a sospendere l’alunno, ha preso la parola Moscovici: «È una situazione inedita, un caso limite, perfino una deviazione che in Italia alcuni rivendicano» (ha detto proprio così, come se fosse un atto di terrorismo). «Il progetto di bilancio italiano non è conforme alle raccomandazioni del Consiglio Ue e agli impegni assunti». Poi, dopo una concessione all’ipocrisia («la Commissione non intende sostituirsi alle autorità italiane»), la frase più sconcertante: «Quello che ci preoccupa è l’impatto sui cittadini». Quindi, un organo non eletto da nessuno, la Commissione Ue, pretende di dettare le regole alla legittima maggioranza parlamentare italiana.

E poi ancora carota («il dialogo continua, la nostra porta è sempre aperta») e bastone («la Commissione presenterà nuove previsioni economiche l’8 novembre. In quell’occasione vedremo se saranno più vicine a quelle del Mef o a quelle dell’Ufficio parlamentare di bilancio»). Un’altra provocazione, quindi, prendendo per oro colato i pareri (non vincolanti) dell’Upb, non a caso ignorati da Renzi e Padoan nel 2016, senza che Bruxelles facesse una piega.

Davanti all’unica domanda che non fosse un inchino o un assist, quando Moscovici è stato interpellato sul suo mancato rispetto del 3% quando fu ministro dell’Economia francese, e sulle dichiarazioni che rese nel 2012 al New York Times contro i «tecnocrati di Bruxelles», Moscovici si è arrampicato sugli specchi, dicendo che allora era «in campagna elettorale», e che stavolta la Commissione è stata ancora più attenta al dialogo con il governo italiano.

Dopo una giornata così, era inevitabile la salita dello spread (315,70: circa 13 punti sopra la chiusura del giorno precedente) e un segno negativo in Borsa (-0,86%). Ma poteva andare molto peggio.

Certo, ora si fa più preoccupante l’atmosfera verso venerdì, quando anche Standard & Poor’s dovrà ridare il rating sull’Italia.

A stretto giro di posta, sono giunte le reazioni dei vicepremier italiani. «Non stanno attaccando un governo, ma un popolo. Sono cose che fanno irritare ancora di più gli italiani e poi qualcuno si lamenta che l’Ue sia al minimo di popolarità. Noi andremo avanti, io non tolgo un euro per i giovani, per cancellare la Fornero, per i disabili», ha dichiarato Matteo Salvini. Toni analoghi da Luigi Di Maio: «Sappiamo che, se dovessimo arrenderci, farebbero velocemente ritorno gli “esperti” pro banche e pro austerity. E quindi non ci arrenderemo. Sappiamo che stiamo percorrendo la strada giusta».

La vera doccia fredda, però, è arrivata con la reazione del capo dello Stato, che parlava di enti locali ai sindaci dell’Anci. Da un lato, per Mattarella, occorre evitare che «il disordine della pubblica finanza produca contraccolpi pesanti anzitutto per le fasce più deboli», dall’altro una blanda sottolineatura del fatto che «la logica dell’equilibrio di bilancio» non debba ridursi a quella «di un astratto rigore». Un colpo al cerchio e uno alla botte, in teoria. Ma in pratica era inevitabile (e il Quirinale non poteva non saperlo) che le parole di Mattarella venissero lette come una bacchettata al governo, non certo all’Ue. Brutto segnale, dopo un pomeriggio di aggressioni da Bruxelles.

Resta un ultimo interrogativo. Non si hanno tracce della commissaria italiana Federica Mogherini. Ha partecipato alla riunione e al pronunciamento contro l’Italia? Si è espressa? Sarà interessante accertarlo.

Daniele Capezzone

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