Il Vaticano «epura» i seguaci di Wojtyla
  • Lo smantellamento dell’Istituto Giovanni Paolo II prosegue: messo alla porta anche Stanislaw Grygiel, consigliere del santo Papa polacco. L’ex arcivescovo di Milano si indigna.
  • L’ennesimo tentativo di aggregare politicamente i fedeli dispersi ha due facce: quella del vecchio generale democristiano e quella del figlio del direttore dell’«Osservatore». L’unico collante? L’odio per Matteo Salvini.

Lo speciale contiene due articoli

Lo smantellamento dell’istituto che Giovanni Paolo II aveva fondato nel 1981 per gli studi su matrimonio e famiglia, affidandolo alle cure dell’allora don Carlo Caffarra, prosegue di slancio. Il Gran cancelliere monsignor Vincenzo Paglia, dopo aver licenziato in tronco i due professori ordinari simbolo di quell’istituto, don Livio Melina e padre Josè Noriega, invia altre lettere, anzi mail, di allontanamento. Questa volta tocca a un altro simbolo, il professore emerito Stanislaw Grygiel, filosofo polacco amico intimo di Wojtyla e tra i fondatori dell’istituto stesso. Con lui non sono stati confermati altri collaboratori come la professoressa Maria Luisa Di Pietro, insegnante di bioetica, il giovane e brillante professore Przemyslaw Kwiatkowski, suor Vittorina Marini e la figlia di Grygiel, la dottoressa Monika, psichiatra che da 11 anni teneva corsi di psicologia della famiglia sia nel corso ordinario che nei vari Master. I loro contratti di collaborazione non possono essere rinnovati perché nel progetto di ristrutturazione non c’è più spazio per i loro corsi e poi vi sarebbero anche motivazioni economiche. Grazie e arrivederci. Non si sa ancora che fine farà la cattedra Wojtyla, il cui direttore è proprio il professor Grygiel, e qui bisognerà capire cosa succederà perché dietro vi è anche una fondazione privata con i suoi importanti proventi.

Il progetto di «ristrutturazione» dell’istituto è un attentato alla eredità magisteriale di Giovanni Paolo II, il santo Papa polacco canonizzato per precisa volontà di papa Francesco in tandem con Giovanni XXIII. Che le cose stiano in questi termini trapela da diversi elementi. Uno dei quali è anche il «mi piace» che il cardinale Angelo Scola, preside dell’istituto dal 1995, succedendo proprio a Caffarra, ha messo al tweet del vaticanista del Foglio Matteo Matzuzzi: «Silurato dall’Istituto Giovanni Paolo II il professor Stanislaw Grygiel, allievo di Karol Wojtyla divenuto poi suo consigliere. Epurazioni in corso». E Scola mette il suo significativo «mi piace» accendendo il cuoricino social, mentre il cuore di Paglia avrà accelerato un po’ i suoi battiti.

L’oscuramento della cattedra di teologia morale di don Livio Melina, già assistente di Caffarra e poi preside dell’istituto, è l’esempio più chiaro del senso di questa «ristrutturazione» di cui ha parlato il preside Pierangelo Sequeri in un’intervista concessa ad Avvenire per dettare la linea. Questa svolta, ha detto il preside, è «per l’elaborazione di strumenti di intelligenza teologicamente condivisibili e pastoralmente adeguati alla contemporaneità», una formuletta di parole molto musicale, ma che solleva qualche domanda. Il tutto, infatti, ha una genesi lontana ed è stato perfezionato durante il controverso doppio sinodo sulla famiglia che portò lo stesso Caffarra a firmare poi i famosi dubia al Papa. Dubia a cui Francesco non ha mai risposto, né mai ha accolto i cardinali in udienza per ascoltarli, come si dice, in camera caritatis.

La «ristrutturazione», culminata con i nuovi statuti, invece, pare sia avvenuta proprio senza fare la dovuta chiarezza. Dopo la pubblicazione del Motu proprio di Francesco che dava il là alla ricreazione dell’istituto, nel 2018 Paglia ha proposto al Consiglio d’istituto e al Consiglio internazionale d’istituto (che quindi comprendeva anche le sedi sparse in vari continenti) una bozza del nuovo statuto che però ha trovato resistenze. Gli emendamenti proposti da una sottocommissione interna sono stati poi consegnati allo stesso Paglia, che però li ha trattenuti per due mesi senza mandarli in visione ai vicepresidi delle sedi internazionali. Quindi lo sprint finale: nel giugno scorso Paglia dichiara di aver già mandato tutto alla congregazione vaticana per l’educazione, il tutto con approvazione di papa Francesco. L’11 luglio la congregazione ha messo un bel timbro e approvato definitivamente. Con buona pace dei vari vicepresidi in giro per il mondo che si sono visti recapitare la bozza consegnata in congregazione tra il 27 e il 28 giugno, chiedendo loro di esprimersi entro il 2 luglio.

Agli studenti che mercoledì scorso hanno scritto una lettera al preside Sequeri per avere rassicurazioni su come si intende preservare l’identità dell’istituto, ha risposto venerdì pomeriggio il Gran cancelliere Paglia. Ha indicato due link di interventi di Sequeri: l’intervista ad Avvenire e un pezzo sull’Osservatore Romano, rispondendo che è qui che possono comprendere «l’attuazione concreta dell’approvazione degli statuti». Risposte nel merito non pervenute, però ha augurato agli studenti «un meritato riposo estivo». A Giovanni Paolo II e al suo magistero, pare che, invece, resti solo il meritato riposo eterno.

Lorenzo Bertocchi

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