In finanza pubblica, la coperta è corta. In politica estera, l’iniziativa autonoma è limitata. Sui temi etici, però, il governo conservatore ha un bel margine di manovra. E lo deve usare per conservare, appunto, un valore inestimabile: il benessere, la serenità e la salute dei ragazzini.
Un primo tassello lo hanno messo i ministri della Salute e della Famiglia, Orazio Schillaci ed Eugenia Roccella, firmando il decreto che dà il via ai lavori della commissione che riscriverà le linee guida sul trattamento della disforia di genere, «dalla diagnosi alle eventuali terapie», incluso il controverso impiego della triptorelina. Ovvero, il farmaco che blocca la pubertà, in attesa dell’eventuale somministrazione di ormoni e di interventi chirurgici invasivi. Le limitazioni dovrebbero essere introdotte sulla base dell’esperienza di «alcuni Stati europei, che già da tempo adottavano» quel medicinale e che, «avendo rilevato importanti criticità, hanno rivisto, del tutto o in parte, i proprio protocolli, specie quelli rivolti ai minori».
Il tavolo tecnico sarà composto da 29 tra funzionari dei dicasteri ed esperti. Per lungotevere Ripa ci saranno Marco Mattei, capo di gabinetto di Schillaci; la sua vice, Giulia Ferrari; Maria Rosaria Campitiello, prossima direttrice della Prevenzione; l’attuale capo ad interim del settore, Giovanni Leonardi; e Francesco Saverio Mennini, numero uno al dipartimento di Programmazione e del farmaco. Il ministro ha voluto coinvolgere pure il suo ex capo di gabinetto, Arnaldo Morace Pinelli, docente di diritto privato a Tor Vergata. La Roccella ha scelto Assunta Morresi, vicecapo di gabinetto, e Alfonso Peluso, dirigente del settore legislativo; parteciperà anche Gianfranco Costanzo, responsabile delle politiche familiari presso la presidenza del Consiglio. Tra gli scienziati, spiccano i nomi di Alessandro Nanni Costa, presidente del Comitato etico nazionale per le sperimentazioni cliniche in ambito pediatrico, e Carlo Petrini, presidente del Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici. Convocati, inoltre, i vertici delle società di endocrinologia pediatrica, ginecologia e ostetricia, andrologia e medicina della sessualità, neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza, terapia cognitiva, psicologia, pediatria, psicanalisi, medicina di genere, endocrinologia. Infine, presteranno il loro contributo professori di Catania, Napoli, Trieste, Milano, Bologna e dell’ateneo del Piemonte orientale.
Martedì, audito dalla commissione Affari sociali della Camera, il nuovo presidente dell’Aifa aveva anticipato che l’agenzia sta riconsiderando i criteri per prescrivere la triptorelina. L’ente, ha spiegato Robert Giovanni Nisticò, «rimane vigile e sensibile all’evoluzione del contesto scientifico internazionale e avvierà una discussione e una rivalutazione sull’inclusione della triptorelina nell’elenco dei medicinali» coperti dal Servizio sanitario nazionale per il trattamento della disforia.
Di sicuro, pesa la recente pubblicazione, in Gran Bretagna, della Cass review, il rapporto che ha denunciato i rischi connessi alle terapie farmacologiche sui giovanissimi, ribaltando l’approccio «affermativo» della World professional association for transgender health, che suggerisce di assecondare ogni pulsione degli aspiranti baby trans. E i cui membri – come ha svelato un’inchiesta di Environmental progress, l’Ong di Michael Shellenberger – indulgono in prassi piuttosto disinvolte: tipo le operazioni demolitive dei genitali e il via libera alla transizione per individui, anche minorenni, con disturbi psichiatrici.
Proprio la questione dell’accompagnamento psicologico dei pazienti è stata al centro del caso Careggi, l’ospedale fiorentino oggetto di un’interrogazione parlamentare del forzista Maurizio Gasparri, di vari esposti in Procura da parte dell’avvocato Anna Maria Bernardini de Pace, e di un’ispezione ministeriale che ha riscontrato diverse irregolarità. A partire dall’assenza di terapeuti che seguissero a tempo pieno i piccoli candidati alla cambio di sesso.
Difende a spada tratta il nosocomio Ilga Europe, associazione che pubblica ogni anno la Rainbow map sulla situazione dei dritti Lgbt+. Stavolta, il gruppo ci ha fatti scivolare alla posizione 36 su 48, alle spalle dell’Ungheria dell’arcinemico Viktor Orbán. L’organizzazione ha rivendicato l’importanza della triptorelina, utile a «evitare il rischio di depressione, comportamenti autolesionistici, disturbi alimentari e pensieri suicidi». Lo stesso repertorio di bugie con cui vengono martellati i genitori degli adolescenti disforici. A gennaio, Panorama aveva ascoltato le loro testimonianze. Erano tutte concordi nel riferire che i professionisti dei centri per la disforia li mettevano sempre di fronte a una sorta di ricatto psicologico: «Preferite un figlio trans o un figlio suicida?». E perché non un figlio sano e felice?
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