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Starmer vieta i baby social, non i baby trans
Keir Starmer (Ansa)
Il premier britannico che, da super pm, dormì sui pakistani che stupravano bimbe e ora consente il cambio di genere a scuola a quattro anni, annuncia restrizioni sulle piattaforme per i minori (senza escludere il bando totale). Ma lo scopo è proteggerli oppure sorvegliarli?

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. E pure di amnesie e incoerenze. La buona intenzione di Keir Starmer è di proteggere i minorenni sui social network, introducendo regole più stringenti. Le amnesie sono, semmai, le autentiche reticenze - in parte, a lui stesso riconducibili - nell’indagare sulle bande di pakistani che stupravano ragazzine. Le incoerenze riguardano la tutela dei bambini che si attiva a targhe alterne: antenne dritte per TikTok e Instagram; dopodiché, secondo i laburisti, a 4 anni, i piccini d’Inghilterra devono poter decidere se cambiare la loro «attribuzione di genere» a scuola.

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I bioetici: altolà ai farmaci per baby trans
(iStock)

Il Comitato frena sull’uso della triptorelina: «Studi carenti, prudenza». Assuntina Morresi: «Bloccanti della pubertàsolo quando gli interventi psicologici, psicosociali ed eventualmente psichiatrici si siano rivelati inefficaci» .

Lo speciale contiene due articoli

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«Mia figlia operata troppo in fretta: per fare le transizioni la sanità vola»
iStock
Un padre racconta il cammino della ragazza: «Dalla diagnosi di possibile disforia di genere alla mastectomia sono passati pochi mesi. Vorrei che le famiglie avessero più strumenti, l’approccio “affermativo” fa danni».
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Londra ferma i baby trans. L’Italia dorme
Wes Streeting (Ansa)
Il ministro della Salute laburista Wes Streeting conferma il bando voluto dai conservatori sui bloccanti della pubertà: «Rischiosi, ne è stato fatto un uso scandaloso». Da noi, invece, sui centri per la disforia, da Cagliari al Careggi, tutto tace. E il tavolo al dicastero prende tempo.
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