Un’altra fumata nera per il cda di Enit
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  • A distanza di 9 mesi dalle elezioni di marzo, infatti, l’istituto che ha il compito di promuovere il nostro Paese sui mercato mondiali del turismo, si ritrova ancora senza un consiglio di amministrazione. Al momento è avvenuta la sola designazione del nuovo presidente. Il budget resta congelato.
  • L’inchiesta sulle accise del carburante si frappone alla nomina di Salvatore Sardo in Fintecna.

Lo speciale contiene due articoli

Continuano le turbolenze economiche e politiche intorno all’Enit, l’Ente nazionale del turismo, ormai senza una guida certa da quasi un anno, dopo la caduta del governo di Paolo Gentiloni. A distanza di 9 mesi dalle elezioni di marzo, infatti, l’istituto che ha il compito di promuovere il nostro Paese sui mercato mondiali del turismo, si ritrova ancora senza un consiglio di amministrazione. Al momento è avvenuta la sola designazione del nuovo presidente: giovedì 10 gennaio Palazzo Chigi ha ratificato la nomina di Giorgio Palmucci a capo del board. Palmucci succede così a Evelina Christillin, che guidava la struttura dal 2016. Una nomina annunciata e sostenuta dal ministro del turismo Gian Marco Centinaio. Palmucci conosce bene il settore: è presidente di Aica, Confindustria Alberghi e fondatore di Th Resorts, catena alberghiera padovana partecipata al 46% da Cassa depositi e prestiti e di cui ora è vice presidente, dopo essere stato a lungo amministratore delegato. C’è però un problema, visto che da nessuno di questi incarichi Palmucci si è ancora dimesso. Con il concreto rischio di inciampare in qualche conflitto di interessi, su cui l’Anac di Raffaele Cantone, già coinvolta dalla Presidenza del Consiglio al momento della nomina, sarebbe chiamata a pronunciarsi.

Per di più Enit è ufficialmente in esercizio provvisorio. Un fatto, questo, mai accaduto negli ultimi anni. La convenzione con il ministero del Turismo è scaduta alla fine di dicembre. Enit, dunque, è in questo momento in un limbo, non potendo aprire bandi né stipulare contratti. Per di più regioni e associazioni di categoria, che devono nominare gli altri due membri del consiglio di amministrazione, continuano a non trovare una soluzione. Anche mercoledì 23 gennaio, durante l’ennesima riunione tra i rappresentati regionali, non si è riusciti a trovare una quadra. O meglio, un nome è emerso dalla riunione, quello di Sebastiano Conti Nibali, giovane e strettissimo collaboratore del governatore siciliano Nello Musumeci già dai tempi in cui era sottosegretario e adesso vicecapo di gabinetto all’Assemblea regionale siciliana.

A quanto risulta a La Verità, la scelta è stata tra lui e Gaetano Armao, attuale assessore all’economia nella giunta Musumeci. La decisione avrebbe rappresentato uno smacco per il ministro del Turismo Gianmarco Centinaio, che invece vorrebbe puntare su un tecnico di esperienza. Non a caso la nomina è stata congelata da Palmucci e respinta al mittente. Ma non litigano solo le regioni. Anche il terzo componente del consiglio di amministrazione, che deve essere invece scelto dalle associazioni di categoria, continua a creare non pochi grattacapi. Tra i nomi in circolazione per il ruolo di consigliere c’è da mesi quello di Magda Antonioli Corigliano, direttrice del Master in Economia del turismo dell’Università Bocconi, e da anni figura di riferimento nell’ambito Confindustriale. E proprio per questo fortemente osteggiata dalla Federalberghi di Bernabò Bocca, che pare voglia puntare su un altro nome. Circola da settimane, infine, quello di Antonella Ferrari, responsabile delle agenzie Gattinoni, sostenuta, senza però avere concrete chance di nomina, dalla Confturismo di Luca Patanè.

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