A parte Trieste il centrosinistra si prende tutte le altre città
  • Il sindaco uscente conquista il quarto mandato e difende l’ultima roccaforte della coalizione. Anche se lo sfidante Francesco Russo recupera quasi 15 punti nel secondo turno. «Sul porto vecchio lavoreremo insieme», promette il primo cittadino. Affluenza ferma al 42%
  • La sinistra prende Isernia, Caserta, Savona e Cosenza. L’ex ministro: «Io contro tutti»
  • Nella Capitale netta affermazione dell’ex ministro dell’Economia, che fa suoi parte dei voti andati al primo turno a Raggi e Calenda. Giorgia Meloni: «Paghiamo la scelta di candidati civici». Intanto a sinistra è già lotta interna per il seggio da deputato del neo sindaco
  • Chiusa la parentesi pentastellata, nel capoluogo piemontese scatta la restaurazione dei soliti apparati, dalla Fiat alle banche

Lo speciale contiene quattro articoli

Roberto Dipiazza e la sua Trieste regalano un sorriso al centrodestra che dai ballottaggi di queste amministrative dell’era Covid si aspettava un risultato decisamente migliore. Primo imputato l’assenteismo e forse i candidati civici scelti all’ultimo momento. Eppure a Trieste, mentre venivano usati gli idranti contro chi protestava al porto, i cittadini, almeno la metà, hanno deciso di tornare alle urne per riconfermare sindaco Roberto Dipiazza con una percentuale del 51,30% contro Francesco Russo del centrosinistra che non è andato oltre il 48,7%. L’affluenza definitiva al ballottaggio è stata del 42%. «Sono l’unico sindaco di centrodestra che ha portato avanti la bandiera in Italia, una gran bella soddisfazione», ha detto il neo eletto, «Mi hanno telefonato tutti da Salvini a Meloni a Berlusconi. Oggi sono un po’ l’eroe di centrodestra, ma me lo hanno detto loro, non lo sto dicendo io», scherza, e aggiunge: «Ricominciamo da Trieste».

Dipiazza, che è stato uno storico esponente di Forza Italia, ma si è ripresentato alla città a guida di una lista civica sostenuta dalle forze di centrodestra, si conferma quindi, a 67 anni, per la quarta volta primo cittadino della città giuliana. Aveva già ricoperto l’incarico di primo cittadino per due mandati, dal 2001 al 2011, sempre per il centrodestra, poi dopo una parentesi come consigliere regionale, annoiatosi della scarsa effervescenza in Consiglio e in assenza di un purosangue da candidare nel centrodestra, si è gettato nuovamente nella mischia. E ha vinto una terza volta, contro il sindaco di centrosinistra Cosolini, e stavolta, contro un agguerrito e benvoluto Francesco Russo. Ad annunciare la vittoria lo stesso sindaco Dipiazza, nel corso di un primo collegamento telefonico quando mancavano ancora i risultati di sei sezioni: «Ho vinto e questa è una cosa che non dimenticherò mai e farò sempre di tutto per la mia città con grande amore». Grande fair play anche con l’avversario che partiva da uno svantaggio del 16% al primo turno: «Mi sono complimentato con Russo per il recupero. L’ho sentito e gli ho fatto una proposta: gli ho detto che sul porto vecchio lavoreremo insieme. Sul resto potrà fare opposizione ma sul porto vecchio, visto che è stato uno dei promotori, lavoreremo insieme».

Russo, il candidato del centrosinistra, autore tuttavia di una incredibile rimonta, si è detto comunque soddisfatto: «Sono soddisfatto del Pd e del centrosinistra al ballottaggio: abbiamo recuperato quasi 15 punti di distacco, quindi l’impresa c’è stata. Evidentemente non siamo riusciti a spiegare la novità di un messaggio, di un nostro progetto per il futuro. Ci siamo e continueremo a lavorare per questo. Credo comunque che una volta in Consiglio comunale, se ci sono le condizioni, ci si possa venire incontro».

A Trieste non c’è stato nessun apparentamento in vista del ballottaggio ma Russo ha incassato il sostegno di Riccardo Laterza, terzo classificato tra gli aspiranti sindaci, e di Tiziana Cimolino. Al primo turno, Laterza aveva ottenuto quasi il 9% di preferenze con la lista Adesso Trieste, mentre le due liste di Cimolino (Europa Verde e Sinistra in Comune) si erano fermate all’1,67%. Numeri alla mano, sarebbe servito qualcosa in più per ribaltare il risultato della prima tornata elettorale. Il Movimento 5 stelle, che ha preso meno voti del Movimento 3V di Ugo Rossi, non si è speso per nessuno dei due candidati arrivati al ballottaggio lasciando libertà di scelta ai suoi elettori. Anche qui, come in altre città, il peso dell’astensione al voto del 3 e 4 ottobre si è fatto sentire: solo il 46% degli aventi diritto si è recato alle urne due settimane fa. Gli astenuti avrebbero avuto l’onere di confermare o ribaltare il voto del primo turno.

«Congratulazioni a Roberto Dipiazza rieletto sindaco di Trieste. Il suo buongoverno degli ultimi cinque anni è stato premiato. La sua scelta, come quella di Roberto Occhiuto in Calabria, conferma che i candidati di Forza Italia sono vincenti. Buon lavoro!», ha scritto su Twitter Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.

Non si esalta ma resta obiettivo sul risultato il leader della Lega, Matteo Salvini: «Nelle tre grandi città, Roma, Torino e Trieste, chi governava ha confermato i propri sindaci», ma proprio su Trieste ha rimarcato il problema della sicurezza e la gestione del Viminale anche nei confronti della protesta nel porto triestino: «Che il ministro dell’Interno usi gli idranti contro i lavoratori e i guanti di velluto contro gli squadristi, mi stupisce e mi preoccupa. È stato fatto in maniera strumentale per le elezioni amministrative? Spero di no, ma in ogni caso l’errore mi sembra evidente». Poi Salvini è entrato nel vivo della protesta dei portuali: «Lamorgese mi spieghi perché lascia tranquillamente assediare istituzioni a Roma gente che per legge non poteva essere a piede libero e ordini di usare idranti e lacrimogeni contro i portuali e gli studenti seduti per terra, a Trieste. Non mi sembra normale, c’è qualcosa che non funziona. Ribadisco a Draghi la mia richiesta: facciamo un incontro con il ministro Lamorgese, perché le prossime settimane non saranno facili se la gestione dell’ordine pubblico sarà così schizofrenica».

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