Ok definitivo al Decreto Sicurezza. Case più protette, la sinistra strepita
L’originale protesta delle opposizioni al Decreto Sicurezza, ieri nell’aula di Palazzo Madama (Ansa)
  • Il Senato approva la legge che prevede maggiori tutele per i proprietari vittime di occupazioni abusive e per gli agenti. Stretta su borseggiatrici e truffe agli anziani. L’opposizione si butta per terra e grida allo scandalo.
  • Quattro agenti feriti e celle devastate nel carcere di Genova. Le violenze sarebbero state originate da un regolamento di conti interno dopo lo stupro di un galeotto.

Lo speciale contiene due articoli

«Con l’approvazione definitiva del Decreto Sicurezza al Senato, il governo compie un passo decisivo per rafforzare la tutela dei cittadini, delle fasce più vulnerabili e dei nostri uomini e donne in divisa. Legalità e sicurezza sono pilastri della libertà. E noi continueremo a difenderli con determinazione», ha scritto su X il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Approvato dalla Camera il 29 maggio scorso, l’Aula del Senato ha confermato ieri la fiducia con 109 voti favorevoli, 69 contrari e un’astensione. La legge che detta disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario, è composta da 39 articoli che introducono 14 nuovi reati e nove aggravanti di delitti già esistenti, oltre a varare un nutrito pacchetto di tutele per le forze dell’ordine, ampliare i poteri dei servizi segreti (seppur in misura nettamente inferiore rispetto alla proposta originale) e vietare la produzione e la commercializzazione della cannabis light.

Ma c’è anche il reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo; più determinazione contro le occupazioni abusive, accelerando gli sgomberi e proteggendo famiglie, anziani e proprietari onesti; il rafforzamento degli strumenti a disposizione delle Forze dell’Ordine; la possibilità di revocare la cittadinanza fino a dieci anni dalla condanna; l’ampliamento del Daspo urbano; la punizione per chi usa ragazzi fino a 16 anni per l’accattonaggio; la stretta sulle detenute madri, sulle truffe agli anziani e sui borseggi. Il blocco stradale diventa reato ed è prevista l’aggravante per punire i no Ponte e no Tav.

L’approvazione è arrivata in una giornata parlamentare caratterizzata dalla protesta delle opposizioni, con i senatori che si sono seduti a mo’ di blocco stradale al centro dell’Aula e una rissa sfiorata tra Carlo Calenda e Alberto Balboni. Nel suo intervento, rivolgendosi alle opposizioni, il senatore di Fdi, a capo della commissione Affari costituzionali, ha detto: «Per chi propugna la dottrina Salis e porta in Parlamento chi predica le occupazioni abusive, capisco che preferite stare dalla parte della criminalità organizzata anziché della povera gente. State dalla parte degli agenti feriti o dei manifestanti?. Voi siete quelli che andavate in carcere a trovare i terroristi e i mafiosi. Capisco che vogliate stare dalla parte della criminalità». Parole che hanno scatenato la replica delle opposizioni, con alcuni esponenti dem e M5s che hanno provato a raggiungere i banchi dei partiti di maggioranza, arrivando quasi allo scontro fisico. «Se vuoi fare il fascista di Colle Oppio ci vediamo a Colle Oppio. A me non puoi accostarmi alla criminalità organizzata», ha tuonato il leader di Azione Calenda che ha cercato di raggiungere il banco dove era seduto lo stesso Balboni, fermato dai commessi che si sono interposti.

Da lì il sit in di protesta dei senatori di Pd, M5s e Avs che si sono seduti davanti ai banchi del governo urlando «Vergogna vergogna», mostrando alcuni cartelli con le scritte «Denunciateci tutti», con riferimento al reato di blocco stradale introdotto dalla norma. Seduta sospesa dal presidente Ignazio La Russa, ma alla ripresa dei lavori nuove scintille per l’intervento della senatrice leghista Nicoletta Spelegatti, che ha accusato le opposizioni di fare «un teatro dell’assurdo» e di «non ascoltare».

Intanto per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, «il Decreto Sicurezza è un provvedimento strategico, fortemente voluto da questo governo, che introduce nuovi ed efficaci strumenti per rafforzare il contrasto a criminalità e terrorismo, garantire una maggiore protezione dei cittadini, in particolare dei più fragili, e valorizzare il lavoro quotidiano delle nostre Forze dell’ordine. Ma non c’è nessuna punizione del dissenso, men che meno con il carcere». «Sono molto contento perché finalmente il dl Sicurezza è una legge in cui ci sono alcune norme di civiltà che migliorano la qualità della vita in tante nostre periferie», ha detto il segretario della Lega e ministro dei Trasporti Matteo Salvini mentre per il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, «la sinistra ha fatto ostruzionismo per circa due anni al decreto per difendere Askatasuna e i violenti che occupano case, chi fa manifestazioni aggredendo e ferendo poliziotti e carabinieri. Noi siamo dalla parte della legge e dell’ordine».

«La mia indignazione è a un punto senza ritorno» ha detto il leader di Iv Matteo Renzi che è andato all’attacco della maggioranza («Vi stanno rendendo degli schiaccia-tasti») e degli articoli sulle intercettazioni e sugli agenti dei servizi non punibili anche in caso di direzione di organizzazioni terroristiche. «Ma siete impazziti? Se i servizi vogliono compiere un colpo di Stato possono farlo!», ha concluso.

«Abbiamo protestato in Aula per la vergognosa gestione del Decreto Sicurezza e la sudditanza della maggioranza verso il governo» ha detto il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, mentre il collega del M5s Roberto Scarpinato ha sottolineato che «il Movimento si impegnerà davanti agli elettori a inserire nel proprio programma politico al primo punto l’abolizione di questa legge vergogna».

E per festeggiare il successo della nuova norma, i deputati e i senatori di Fratelli d’Italia hanno organizzato ieri pomeriggio un flash mob sotto Palazzo Madama.

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