crollo tribunale bolzano
Il cedimento al Palazzo di giustizia di Bolzano (Ansa)

Dopo il crollo, si fanno i conti con i danni e soprattutto con la paura. Bolzano è sotto choc per il crollo della parte centrale del tribunale avvenuto verso le 6 di ieri mattina. Lo stabile, adesso, è inagibile. Tutte le udienze civili e penali sono state rinviate a data da destinarsi.

Secondo quanto emerso dai primi sopralluoghi, il cedimento ha coinvolto almeno un quarto dell’edificio, dove erano in corso lavori di ristrutturazione e ampliamento. Nell’immediato, è stato possibile constatare, anche con il supporto dei droni, che non esistono più l’aula della Corte d’Assise, il Consiglio dell’ordine, l’ufficio del procuratore, l’ufficio di presidenza e diversi uffici amministrativi sono stati danneggiati.

Al momento del crollo erano presenti solo tre addetti alle pulizie. Uno di loro è rimasto ferito lievemente ed è stato fatto uscire dai vigili del fuoco di Bolzano che, in contatto telefonico, hanno indicato una via sicura di uscita dall’edificio. Il portinaio del tribunale, Federico Roso, che al momento del crollo era all’interno del palazzo, si sente un «miracolato» e andrà «a San Giovanni Rotondo» da Padre Pio: «Attorno alle 6.05 c’è stato il crollo, io ero dentro al palazzo, al piano terra, ho sentito un tonfo e poi tanta polvere. Sì, ho avuto un po’ di paura ma l’importante è che siano usciti tutti vivi, un miracolo, solo un miracolo!».

Intanto, la Procura di Bolzano ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti. L’ipotesi di reato è crollo colposo di costruzione. L’indagine dovrà chiarire le cause del cedimento e verificare eventuali responsabilità legate ai lavori di ristrutturazione in corso o alle condizioni dell’edificio. Il procuratore aggiunto, Igor Secco, ha confermato l’avvio dell’attività investigativa e ha precisato: «Stiamo valutando cosa sequestrare». Per il procuratore Axel Bisignano, «è ancora presto per dire quali siano le cause, ora si cercherà di ripristinare al più presto il servizio e capire come ridistribuire la forza lavoro».

Mentre le indagini proseguono per accertare le cause del crollo, l’Anm ha «sparato a zero» sulle colpe: «È l’ennesimo allarme. Troppi Palazzi di giustizia presentano da anni gravi criticità strutturali. Da tempo abbiamo consegnato al governo un dossier con 500 immagini sul degrado di numerosi uffici giudiziari: non può più restare senza risposta, come finora accaduto. È incomprensibile che si continui a discutere dell’apertura di piccoli tribunali quando lo Stato non è ancora in grado di garantire condizioni di sicurezza e dignità negli uffici giudiziari».

Per l’Associazione nazionale magistrati non sembrano esserci dubbi sul fatto che la responsabilità del crollo sia «politica». Ma, in realtà, secondo quanto emerso sin dai primi sopralluoghi, il cedimento potrebbe essere strettamente collegato ai lavori di ristrutturazione in corso. Le indagini dovranno accertare anche se quanto accaduto possa essere legato al cantiere presente nella struttura e, quindi, ai lavori. Il presidente del tribunale di Bolzano, Francesca Bortolotti, all’Ansa ha precisato che «a cedere sono stati i pilastri portanti nell’area che era interessata dai lavori».

L’Unione delle Camere penali italiane ha espresso la propria vicinanza e solidarietà ai colleghi del Foro di Bolzano, ai magistrati, al personale amministrativo e a tutti coloro che operano ogni giorno nel Palazzo di Giustizia, ma anche ai cittadini: «Sulle cause saranno gli accertamenti a fare piena luce. Resta però un dato che non può più essere ignorato: troppo spesso i Palazzi di giustizia versano in condizioni di inadeguata manutenzione e di insufficiente sicurezza». L’avvocato trentino e membro laico del Csm, Claudia Eccher, in qualità di componente del Csm e di avvocato che ha lavorato in quel tribunale, ha annunciato di voler «seguire con la massima attenzione ogni sviluppo»: «Sono disposizione di tutti i magistrati e del personale del tribunale per fornire il mio supporto e aiuto concreto».

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