Varie sono le storie personali dei cittadini graziati dalla presidenza della Repubblica. Una vicenda singolare è quella del cinquantunenne Giovanni Porcelli, graziato lo scorso aprile. Da alcune settimane, per la precisione dal 1° luglio 2026, è divenuto «presidente non esecutivo» della società australiana WhiteHawk Limited, che si occupa di cybersicurezza nel mercato finanziario business-to-business, quotata sul mercato azionario australiano gestito da Asx.
Una «revisione» della leadership del gruppo, che, stando ai comunicati dell’azienda, «riflette l’impegno del consiglio di amministrazione nel definire una netta separazione tra l’organo non esecutivo e il team di gestione esecutiva e senior della società», oltre a «garantire una supervisione più attenta e una governance solida durante la fase di espansione dell’azienda». Porcelli era già direttore e maggiore azionista del gruppo, tramite la sua controllata Lakeba, dall’11 marzo 2025 e già fra agosto e settembre aveva avviato un programma di espansione del pacchetto azionario del gruppo, come si evince da un comunicato del gruppo, datato 12 agosto 2025.
Ma, a quanto si deduce incrociando le informazioni disponibili, aveva lo scorso anno ancora in essere un procedimento per bancarotta fraudolenta in Italia. Data infatti al 15 aprile 2026, come risulta dal sito Web ufficiale del Quirinale, la comunicazione della concessa grazia a Porcelli da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Tale la testuale motivazione, che ha portato il presidente a firmare il provvedimento «ai sensi di quanto previsto dall’art. 87 comma 11 della Costituzione” e con “avviso favorevole” formulato dal ministro della Giustizia “a conclusione della prescritta istruttoria”: “Porcelli Giuseppe, nato nel 1975, condannato alla pena di tre anni di reclusione per il delitto di bancarotta. Nel concedere la grazia che ha estinto l’intera pena detentiva inflitta, il capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole, formulato dal procuratore generale, del mutamento di vita del condannato che si è da anni trasferito con la famiglia all’estero, ove ha intrapreso un’attività imprenditoriale, e della condotta riparatoria posta in essere dal condannato a favore dei creditori del fallimento, mediante la messa a disposizione della somma per la quale è stata pronunciata condanna».
Come riconosciuto dallo Stato italiano, l’imprenditore ed esperto in cybersicurezza finanziaria, trasferitosi in Australia, ha potuto così dimostrare di voler rimediare a errori del passato.
Nel «Sesto continente», tuttavia, qualcuno ha sostenuto che egli avesse nascosto i guai pregressi con la giustizia italiana agli investitori della sua società australiana. Il giornalista d’inchiesta Michael West, pochi giorni dopo che la stampa italiana, compresa un’agenzia Ansa, avevano reso nota la grazia concessa dal Quirinale a Porcelli, ha scritto, il 20 aprile 2026: «Nell’ottobre dello scorso anno, Giuseppe Porcelli, l’imprenditore immigrato dall’Italia e basato a Manly (sobborgo di Sidney, ndr) ha postato questo su Hot Copper (il maggior forum di trading del mercato azionario australiano Asx, ndr) a proposito di WhiteHawk Ltd, usando il suo pseudonimo “myinvest”: “In risposta ad alcuni commenti sulla mia integrità nei termini dell’indurre in errore gli azionisti, volevo chiarire che media avversi non rendono una persona colpevole. È una corte che determina la colpevolezza e io non sono mai stato dichiarato colpevole di nulla nei miei 50 anni di vita”». «Di nulla?», si è chiesto West nel suo articolo. Al che ha ricordato ai lettori australiani che, appena cinque giorni prima, l’imprenditore venuto dal Belpaese era stato graziato dal presidente della Repubblica del reato di bancarotta fraudolenta e della prevista pena di tre anni. Diversi mesi dopo che, stando al post segnalato da West, si era dichiarato «pulito» di fronte agli azionisti. Frasi che, certamente, non cancellano affatto i meriti che le cariche dello Stato hanno inteso riconoscergli per aver saputo ricostruirsi una carriera da affermato imprenditore dall’altra parte del pianeta, riuscendo a ripagare i creditori.
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