Il caso di Mario Roggero tiene banco anche in politica e sui social. Appena l’orefice di 72 anni di Grinzane Cavour (condannato per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo) ha varcato la soglia del penitenziario di Bollate, la moglie Mariangela Sandrone ha presentato la domanda di grazia per il marito al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Mentre i legali attendono le motivazioni della sentenza per aprire «la strada del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo».
A sostenere subito la richiesta, il vicepremier Matteo Salvini, accusato dalle opposizioni di «propaganda oltre il limite della decenza». Intanto la Lega del Lazio, attraverso il segretario regionale Davide Bordoni, martedì presenterà mozioni in tutti i Consigli comunali della regione per impegnare sindaci e giunte a sostenere la concessione della grazia.
Ieri, invece, Fabrizio Santori, capogruppo Lega in Assemblea capitolina, e Maurizio Politi, consigliere, hanno presentato una mozione per impegnare il sindaco Roberto Gualtieri a sostenere istituzionalmente la concessione della grazia e a trasmettere una lettera ufficiale al presidente Mattarella: «Le sentenze si rispettano, ma la Costituzione prevede l’istituto della grazia proprio per consentire una valutazione che tenga conto anche delle circostanze umane ed eccezionali di una vicenda». Mentre il centrodestra fiorentino ha promosso per il 23 luglio una manifestazione in piazza Strozzi,
I capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro popolare hanno avviato la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno aderirvi, per richiedere al ministero di Giustizia la grazia per l’orefice: «Riteniamo che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto».
Su X, il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva scritto: «Su Roggero penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa. Da anni c’è una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle ed è stato consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, per questo ciò che è accaduto a Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare».
Il caso ha suscitato prese di posizione anche da parte di numerosi personaggi dello spettacolo. Il cantautore Enrico Ruggeri si è scontrato direttamente con la giornalista Luisella Costamagna. Così Ruggeri ha espresso il suopensiero sui social: «Il caso di Mario Roggero è complesso e controverso, qualsiasi opinione è lecita, anch’io ascolto e rifletto. Ma che quelli che difendevano il green pass si appellino allo “Stato di diritto” mi sembra quantomeno ridicolo», ha scritto il rocker.
Alle sue parole ha replicato senza mezzi termini Costamagna: «Se quelli che scrivono queste cose non avessero fatto Quello che le donne non dicono o Il mare d’inverno mi vergognerei per loro. O forse mi vergogno per loro lo stesso». Ma ieri Ruggeri è tornato sull’argomento commentando le reazioni ricevute: «Grazie ai tantissimi che hanno riflettuto con me. Poi c’è stata una piccola fart-storm fatta di insulti e dileggio, senza un solo post che contenesse un ragionamento, la frase più intelligente era “pensa a cantare”. Un brutto segnale di intolleranza senza contenuti».
Diretta anche la risposta alla giornalista: «Solita procedura, offese senza entrare nel merito. Io ho difeso le mie idee pagando un prezzo molto alto, mentre c’è chi per aver fatto da cassa di risonanza a quel sistema ha avuto in cambio ingaggi, trasmissioni, ospitate… siamo sicuri che devo vergognarmi io?».
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