Melissa Satta con Roggero, femministe choc: «Sei anche per il delitto passionale?»
Melissa Satta (Ansa)

Una donna di spettacolo, che espone il suo punto di vista sulla condanna e la carcerazione del gioielliere del Cuneese, per la sinistra è ciarpame. Lo si è visto ieri, dalla reazione all’intervista di Melissa Satta sul Corriere della Sera. «Anni fa sono entrati dei ladri a casa mia. Di notte. Me li sono trovati in camera da letto, c’era mio figlio. Momenti di grande paura e angoscia», ha raccontato la showgirl, modella e conduttrice televisiva nata a Boston da due genitori sardi.

Cresciuta tra gli Stati Uniti e la Sardegna, acquistò popolarità nel 2005, quando venne scelta come «velina» per il programma di intrattenimento satirico Striscia la Notizia. Ieri, aveva deciso di condividere un ricordo doloroso, una brutta esperienza assieme al figlio, Maddox Prince, nato nel 2014 dalla sua relazione con il calciatore Kevin-Prince Boateng, proprio per spiegare come non sia affatto facile essere lucidi nei momenti di terrore.

«Non vorrei essere fraintesa», tiene però a sottolineare al Corriere. «Non desidero un’Italia del Far West e non voglio che si uccida il prossimo. Nessuno dovrebbe usare delle armi per difendersi. A questo devono pensarci le forze dell’ordine». Il però è importante. «Occorre valutare lo stato d’animo di un uomo che ha già subito, che è esasperato, e vede i propri cari con le mani legate», riflette la showgirl.

La situazione era drammatica, il gioielliere «probabilmente era sotto choc», vedeva moglie e figlie legate: come trascurare il fatto che «si trattava di un anziano, un onesto lavoratore», dichiara. «Non penso avesse l’intenzione di uccidere», si dice convinta Satta. È ben consapevole che ci sono carabinieri e polizia impegnati sul territorio, però fa notare: «I malviventi non hanno paura delle forze dell’ordine, che spesso non sono messe nelle condizioni di fare il proprio dovere: non possono sparare o non possono usare la forza. Inoltre abbiamo leggi blande. Ce ne vorrebbero di più dure».

Considerazioni di buon senso, la maggior parte degli italiani le sta facendo in questi giorni.

Però la dem Alessia Morani decide di ridicolizzare l’intervento dell’ex velina. «Quindi al prossimo femminicidio qualcuno potrà invocare il delitto “passionale”?», è stato il suo post su X. Ride, l’ex sottosegretaria di Stato al ministero dello Sviluppo economico durante il Conte II, dei commenti sprezzanti che prendono di mira una donna solo perché appartiene al mondo dello spettacolo. «Ma quindi sta realmente commentando Melissa Satta? E poi? Il punto di Costantino Vitagliano», chiede un utente, dall’alto della sua mediocrità. La Morani posta faccette che si sbellicano dalle risate. Già, perché secondo lei della questione si può dibattere solo se si hanno le sue competenze giuridiche.

Come quelle che sfoggia nel post successivo: «In fondo, lo schema logico che qualcuno usa per Roggero è lo stesso che per decenni ha protetto gli assassini delle donne […] Anche lì c’è un’emozione forte, per quanto malata e distorta, a fare da motore. Anche lì c’è un’incapacità di gestire un trauma che si trasforma in violenza letale», discetta l’ex onorevole del Pd. Per poi sentenziare: «Se si comincia a fare eccezione per la rabbia di un commerciante, su che base la si negherà domani alla rabbia di un partner respinto?».

Morani scrive che la destra dovrebbe chiedere la grazia anche per i due commercianti cinesi che nel 2024 uccisero a Milano un uomo sorpreso a rubare. «Sempre e solo dalla parte degli extracomunitari, dei clandestini e degli islamici! Voi del partito democratico siete destinatari a scomparire perché gli italiani si sono rotti le scatole con la vostra ipocrisia», è il duro post che un utente pubblica sul profilo Instagram della dem.

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