All’Ucraina i soldi non bastano mai: chiesti all’Europa altri 6,6 miliardi
Volodymyr Zelensky e Ursula von der Leyen (Ansa)

Non bastano all’Ucraina i fondi per le armi già previsti nel mega-pacchetto biennale da 90 miliardi di euro dell’Unione europea. Solo due giorni fa la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen annunciava che era stato staccato un primo assegno da 3,9 miliardi di euro, prima tranche dei 6 miliardi destinati da Bruxelles per i droni di Kiev, e già ieri è emerso che gli ucraini vogliono ulteriori 6 miliardi extra-pacchetto. Il giornale Ukrainska Pravda ha rivelato una lettera spedita il 26 giugno dal ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ai governi Ue per chiedere che vengano destinati al rafforzamento militare ucraino ben 6,6 miliardi di euro aggiuntivi traendoli dal Fondo europeo per la pace (European Peace Facility).

Per Fedorov il fabbisogno in Difesa auspicato dall’Ucraina per il 2026 totalizzerebbe 136 miliardi di euro, cifra spaventosa che la porrebbe al quarto posto nel mondo per budget militare, dopo Usa (775 miliardi di euro), Cina (282 miliardi) e Russia (198 miliardi) e davanti alla Germania (108 miliardi). «Ma», lamenta il ministro, «il bilancio nazionale potrà coprirne 53 miliardi», meno della metà. Perciò, dice Fedorov, «le risorse del Fondo europeo per la pace rappresenterebbero uno dei contributi europei più significativi alla difesa dell’Ucraina, purché producano l’effetto militare maggiore e più immediato». Indirettamente, dalla lettera del ministro ucraino emerge che per Kiev il tempo stringe e solo un riarmo più veloce può controbattere la massa della Russia, per la quale il tempo è un problema assai minore. Lo stesso Fedorov è sembrato confermarlo, ieri stesso, in un’intervista a Politico: «Se avremo risorse sufficienti per un nuovo ciclo di innovazioni belliche prima che la Russia s’adatti a quello attuale, avremo altri sei mesi di tempo».

Nel frattempo, la stampa francese, e in particolare Le Figaro, accredita l’ipotesi che dietro il tentato omicidio, mediante attentato dinamitardo, di Vadim Ermolaev, l’imprenditore ucraino ferito nel Principato di Monaco, ci sia il servizio segreto di Kiev, l’Sbu. Gli inquirenti francesi sospettano che il fuggitivo che ha posto l’ordigno «possa essere in fuga verso l’Italia», ma teorizzano anche che «possa essersi trattato di un avvertimento» e non di un sicuro tentativo di omicidio. Ermolaev è ritenuto da Kiev vicino ai russi. Cittadino cipriota dal 2019, è sanzionato dal governo ucraino a partire dal 2023 poiché implicato nella vendita d’alcolici nella Crimea annessa dai russi.

Il presidente ucraino Volodymir Zelensky, in visita ieri a Dublino per l’inizio del semestre europeo a guida irlandese, ha sentito il primo ministro irlandese Micheal Martin dire: «L’adesione di Kiev all’Ue potrebbe avvenire anche durante la guerra». Zelensky, stando alla stampa ucraina, pensa a elezioni presidenziali in autunno, cercando il rinnovo, ma ci sarebbero sfidanti pericolosi, fra cui l’ex comandante in capo dell’esercito ucraino, generale Valery Zaluzhny, ora ambasciatore a Londra, e il suo capo d’ufficio presidenziale Kyrilo Budanov. Zaluzhny, dimessosi dai vertici militari in polemica col presidente, avrebbe informato pochi giorni fa Zelensky dell’intenzione di candidarsi, stando a Ukrainska Pravda.

Il presidente di Kiev ha firmato un nuovo contratto per armamenti, stavolta con la Svezia. L’acquisto, per 24,6 miliardi di corone (2,2 miliardi di euro) di 16 caccia SaabGripen di nuova fabbricazione, che verranno consegnati nel 2029-2030, mentre all’inizio del 2027 è prevista la consegna di altri 16 Gripen, di versione più vecchia, radiati dall’aviazione svedese. Ieri, droni ucraini hanno attaccato altri obbiettivi in Russia. A Penza, 600 km dal confine, è stato colpito un centro di ricerca per missili spaziali dell’agenzia Roscosmos, mentre a Ufa, 1.300 km dal confine, è stata danneggiata per la seconda volta in pochi giorni una raffineria. A Belgorod un drone ha centrato un’auto, uccidendo un civile russo. Caccia dell’aviazione russa, di contro, hanno bombardato con sette bombe plananti Kab (Korrektiruyemaya Aviabomba, «bomba aerea a traiettoria corretta») obbiettivi a Zaporizhzhia, uccidendo due persone. Altri sei morti si sono registrati per raid russi in altre regioni, in particolare 2 morti a Odessa, dove un missile balistico, probabilmente Iskander-M, ha centrato un impianto industriale, e una vittima, una ragazza di 18 anni che andava a iscriversi in università, a Kherson, dove un drone ha sventrato un mini-bus. Sul terreno, la fanteria russa ha conquistato il villaggio di Kopani, nella regione di Zaporizhzhia, e quello di Ukrainskoye, nella regione di Kharkiv. Ieri la Russia, ha chiuso gran parte dei valichi di confine con Finlandia, Estonia e Lettonia, forse per evitare rischi di spionaggio, in termini di infiltrazione o esfiltrazione. Mosca ha comunicato: «È stata sospesa la circolazione di persone, veicoli, merci e carichi ai valichi con la Finlandia di San Pietroburgo-Finlyandsky, Vyborg, Vyartsilya, Ljuttja e Svetogorsk, con l’Estonia quello di Pechory-Pskovskiye e con la Lettonia quello di Pytalovo».

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