C’è un paradosso nel maxirisarcimento che Mario Roggero, il gioielliere settantunenne di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio dovrà pagare ai familiari dei due rapinatori uccisi e del terzo rimasto ferito durante la rapina commessa nella sua gioielleria il 28 aprile 2021.
Da un lato lo Stato, almeno finora, ha previsto che anche i congiunti di criminali uccisi durante le loro attività illecite vadano risarciti. Dall’altro, le compagnie di assicurazione, nelle loro polizze vita escludono categoricamente la copertura per polizze sottoscritte da qualcuno la cui morte è causata «da delitti dolosi compiuti o tentati dall’assicurato». Il crimine, insomma, viene trattato al pari di altre attività lecite ma rischiose, come le corse d’auto o di moto, l’arrampicata, il kite surf e varie altre. In poche parole: se ti esponi consapevolmente a dei rischi molto alti, perdi il diritto al risarcimento.
Cosa alla quale invece, lo Stato finora non aveva pensato e solo nell’ultimo decreto Sicurezza il governo Meloni ha introdotto una norma che, in futuro, impedirà che si creino nuovi casi come quello di Roggero. Il decreto introduce infatti una norma che prevede che chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non potrà più chiedere un risarcimento in sede civile, indipendentemente dalle eventuali responsabilità penali di chi si è difeso da un’aggressione, da un furto o da una rapina.
Sui social il premier, Giorgia Meloni, ha commentato così la modifica legislativa: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali». Agli agenti di Polizia, in serata, il premier ha detto: «Lo Stato vi copre le spalle. Facciamo tutto quello che possiamo per riconoscere il vostro lavoro. Tolleranza zero su zone franche».
Purtroppo però Roggero, difeso dall’avvocato Stefano Marcolini, non potrà beneficiare della modifica legislativa e lui e i suoi familiari si troveranno a far fronte a richieste di risarcimento enormi, che arrivano a circa 3,3 milioni di euro. E per le quali le toghe hanno già fissato una provvisionale monstre da 780.000 euro. Cifre altissime, che si spiegano solo andando a vedere l’altrettanto alto numero di parti civili ammesse nel processo, pari a 15. Un numero forse senza precedenti in un caso simile, cosa che probabilmente spiega anche perché finora nessuno avesse pensato a un provvedimento ad hoc.
Entrando nel dettaglio dei più significativi tra i risarcimenti già concessi attraverso la provvisionale, alla «figlia di fatto» di Andrea Spinelli, uno dei rapinatori uccisi, le toghe del tribunale di Asti che hanno giudicato Roggero, in primo grado, hanno riconosciuto una provvisionale di 20.000 euro, a fronte di una richiesta di 245.000 euro, la stessa cifra rivendicata dalla madre dell’uomo, che ha però ottenuto un «acconto» di 30.000 euro.
Il «padre di fatto» del rapinatore ucciso (rappresentato da un diverso avvocato dello stesso studio legale che assiste gli altri congiunti) ha chiesto anche lui 245.000 euro, per i quali ha ottenuto una provvisionale di 20.000. La convivente di Spinelli ha diritto a una provvisionale di 60.000 euro, calcolati su una richiesta di 323.000 euro, mentre al fratello e alla sorella dell’uomo, che hanno rispettivamente chiesto 124.000 e 137.000 euro, sono andati 20.000 euro a testa.
A portare alla condanna del commerciante è stato il conflitto a fuoco che si tenne all’esterno della gioielleria. Mentre tre i rapinatori cercavano di fuggire in auto con il bottino, Roggero li inseguì sparando in rapida successione quattro colpi di pistola. Il bilancio di quell’episodio fu tragico: due banditi, Giuseppe Mazzarino e Spinelli rimasero uccisi. Un terzo complice, Alessandro Modica, ferito a una gamba, patteggiò successivamente una condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione per la tentata rapina alla gioielleria.
Ma questo non gli ha impedito di rivendicare un risarcimento di 214.886 euro, che con la «personalizzazione massima» potrebbe arrivare a 250.000 euro. Nella richiesta i legali dell’uomo, (che era riuscito a fuggire dal luogo della tentata rapina per poi essere arrestato qualche ora dopo) affermano che Roggero «esplodendo non uno, ma ben due colpi di arma da fuoco nella direzione del Modica ha per ben due volte attentato alla sua vita».
Tra le varie voci che quantificano in danno, spicca quella del danno biologico di 140.000 euro, legato a un’invalidità permanente del 35%, la cui esatta origine non è però specificata nel documento. A Modica i giudici hanno riconosciuto una provvisionale da 10.000 euro a fronte degli 80.000 richiesti.
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