Continuano le turbolenze tra Washington e Kiev. Secondo il governo ucraino, SpaceX avrebbe limitato i servizi Internet di Starlink, ostacolando le operazioni militari condotte con i droni dalle forze armate dell’Ucraina.
Starlink limita i servizi in Ucraina, Zelensky: «Ci sentiamo traditi»
«E’ un peccato che stiamo perdendo un partner forte», ha detto ieri Volodymyr Zelensky. «Questa decisione porterà a molte perdite umane. Sono sicuro che sapevano cosa hanno fatto, assolutamente», ha proseguito, sottolineando di essersi sentito «tradito».
«Le nostre forze di difesa non hanno ricevuto alcun preavviso di tale restrizione. E ciò ha portato al fallimento di diverse missioni», ha dichiarato, sempre ieri, il consigliere presidenziale ucraino, Serhii Beskrestnov.
Trump fa pressione su Kiev: nel mirino i raid contro le raffinerie russe
«È ovvio che questa azione non può essere una coincidenza ed è collegata all’attuale situazione politica», ha aggiunto. Il riferimento è alle tensioni che, negli ultimi giorni, si sono registrate tra Donald Trump e Zelensky, dopo che quest’ultimo si era rifiutato di ottemperare alla richiesta statunitense di interrompere i raid contro le raffinerie russe.
Ricordiamo che SpaceX è un’azienda che intrattiene storici legami con il Pentagono e che lo stesso Elon Musk è stato recentemente messo alla direzione del Progetto Meridian: un’iniziativa del Dipartimento della Guerra statunitense, finalizzata «all’individuazione delle capacità necessarie per raggiungere il dominio tecnologico assoluto sul campo di battaglia di prossima generazione».
Del resto, secondo Axios e il Financial Times, negli ultimi giorni l’amministrazione Trump avrebbe fatto pressioni su Zelensky per convincerlo a bloccare i raid contro le raffinerie russe: in particolare, avrebbe minacciato il presidente ucraino di sospendere sia la condivisione di informazioni d’intelligence sia la vendita delle armi americane che la Nato fornisce all’Ucraina.
Come che sia, l’altro ieri, tanto Trump quanto il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, hanno confermato che Washington sta continuando a condividere materiale d’intelligence con Kiev.
«Non abbiamo indicazioni che la condivisione delle informazioni d’intelligence con l’Ucraina si sia interrotta», ha inoltre fatto sapere, ieri, la Commissione europea. Una posizione, questa, espressa, in sostanza, anche dalla Nato.
Washington nega lo stop all’intelligence, ma SpaceX tace sulle restrizioni
Tornando invece alla questione di Starlink, almeno fino a ieri sera né SpaceX né l’amministrazione statunitense avevano fornito chiarimenti al governo ucraino né commentato ufficialmente le sue rimostranze.
Non è quindi al momento dato sapere se le restrizioni di cui parla l’Ucraina costituiscano o meno una mossa della Casa Bianca per mettere sotto pressione Zelensky e dissuaderlo dall’effettuare attacchi contro le raffinerie russe: attacchi che, secondo Washington, contribuiscono a tenere alto il costo del diesel negli Stati Uniti, rendendo così impervia la strada del Partito repubblicano verso le elezioni di metà mandato del 3 novembre.
Missili russi su Kiev e tregua energetica in bilico, l’Ue studia nuovi aiuti
Nel frattempo, Mosca, nella notte tra martedì e mercoledì, ha condotto un massiccio attacco missilistico e con droni su Kiev, colpendo complessi residenziali e alcune importanti infrastrutture energetiche: secondo il Kyiv Independent, ci sarebbero stati almeno cinque morti e 25 feriti.
Tutto questo rende chiaramente ancora più incerto il già precario destino del cessate il fuoco energetico, che era stato annunciato da Trump domenica.
Ieri, il Cremlino ha fatto sapere che, sul tema, non è ancora stato «specificato nulla in termini concreti». Frattanto, mentre Zelensky affermava di essere pronto a «qualsiasi tipo di tregua», una fonte diplomatica dell’Ue ha ipotizzato di condividere con Kiev le scorte di difesa aerea e di acquistare con fondi europei materiale dagli Usa.
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