Sono 307 i prigionieri di guerra scambiati ieri tra Kiev e Mosca. È la seconda fase di uno scambio senza precedenti per proporzioni, avvenuto «in conformità con gli accordi russo-ucraini sanciti il 16 maggio a Istanbul», ha chiarito il ministero della Difesa russo. Il segno che un dialogo tra Russia e Ucraina è possibile. Per Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, «questo è un esempio efficace e pratico di come la Russia si comporta sulla scena mondiale, anche nel contesto della crisi ucraina». Secondo la funzionaria, «questo esempio smentisce completamente le argomentazioni dell’intera comunità liberale occidentale, secondo cui la Russia non vorrebbe i negoziati e non sarebbe pronta». Un modo per confutare «tutti gli intrighi orditi dagli occidentali, dal presidente francese Emmanuel Macron, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal primo ministro britannico Keir Starmer». Lo scetticismo nei confronti delle intenzioni di Mosca è ben rappresentato anche dall’Unione europea, tanto che, nel pieno della trattativa, gli stessi vertici hanno chiarito che si sta lavorando a un nuovo pacchetto di sanzioni. Secondo Bloomberg, si valutano l’esclusione di oltre 20 banche dal sistema internazionale di pagamenti Swift e l’abbassamento del tetto al prezzo del petrolio russo a circa 45 dollari al barile.
Secondo quanto riferito da fonti riservate europee, la Commissione europea ha avviato consultazioni con gli Stati membri ma non è ancora stata definita una tempistica per l’adozione di queste misure. Tra le ulteriori ipotesi al vaglio ci sarebbe anche l’introduzione di restrizioni commerciali su beni per un valore stimato di 2,5 miliardi di euro. L’obiettivo dei 27 è quello di «ridurre ulteriormente le entrate della Russia e ostacolarne l’accesso alle tecnologie necessarie per la produzione bellica». Bruxelles starebbe inoltre prendendo in considerazione la possibilità di vietare i gasdotti Nord Stream nell’ambito di una nuova serie di sanzioni.
Non è la prima volta che si pensa all’esclusione dal sistema Swift. La rete centrale per l’elaborazione dei pagamenti interbancari è stata infatti uno dei primi strumenti colpiti dalle sanzioni occidentali nel febbraio 2022.
Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ieri si è lamentato di non aver ancora ricevuto il «memorandum di pace» promesso da Mosca, specificando: «È trascorsa una settimana dall’incontro di Istanbul». Alla sua accusa ha risposto il vicepresidente del Senato russo, Konstantin Kosachev: «Tra pochi giorni la Russia consegnerà all’Ucraina l’annunciata bozza del memorandum che contiene le condizioni di Mosca per giungere a un cessate il fuoco, la cui stesura è nello stadio finale», ha spiegato, aggiungendo: «Molto difficilmente saranno resi pubblici in questa fase in quanto si tratta di un processo negoziale difficilissimo e delicatissimo da molti punti di vista».Le intenzioni di Mosca sembrerebbero sincere, eppure i bombardamenti continuano.
L’ultima serie di attacchi aerei russi contro l’Ucraina ha ucciso almeno 13 persone e ferito 56 civili in tutto il Paese. Secondo la Bbc, solo nella capitale sono stati lanciati 250 droni e 14 missili balistici, la maggior parte intercettati, che hanno provocato il ferimento di almeno 14 persone e incendi in edifici residenziali. Non solo. Le forze armate russe hanno annunciato di aver compiuto un attacco missilistico sul porto di Odessa. L’obiettivo dell’operazione era una nave portacontainer con forniture militari, spiega la nota del ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale sono stati colpiti circa 100 container. Sarebbe imminente anche un attacco nei pressi di Kharkiv. Secondo Sky news, la Russia ha dislocato 50.000 soldati al confine con la regione, truppe che prima si trovavano nel Kursk. Per gli analisti, Mosca ha una finestra di quattro mesi per cercare di sfondare le difese ucraine, prima che il meteo peggiori e le riserve di carri armati inizino a esaurirsi.
Il ministro degli Esteri Sybiha ha definito l’attacco «una chiara prova della necessità di aumentare la pressione delle sanzioni su Mosca per accelerare il processo di pace». L’ambasciatrice dell’Ue a Kiev, Katarina Mathernova, lo ha descritto come «un attacco orribile. Se qualcuno dubita ancora che la Russia voglia continuare la guerra, legga le notizie». La linea è quella di Volodrymyr Zelensky: «L’Ucraina ha proposto più volte un cessate il fuoco, sia totale che aereo. Tutto questo è stato ignorato». E così, anche il presidente in tuta mimetica invoca ulteriori sanzioni per costringere la Russia alla pace.
Intanto, se da Helsinki assicurano che la minaccia dello zar non è imminente, il ministro della Difesa di Berlino, Boris Pistorius, torna a evocare scenari di guerra: i Paesi Nato, avvisa, si preparino a un attacco da parte di Vladimir Putin entro il 2030.
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