Raid contro Dnipro e le città dell’Ovest. A Kiev si stringe la morsa dei blindati
  • Attacchi vicini ai confini Ue. Sequestrato il sindaco di Melitopol I russi: «Controlliamo noi la centrale atomica di Zaporizhzhia».
  • Nuova telefonata con Emmanuel Macron, Bruxelles e Washington introducono altre sanzioni. Erdogan rimprovera l’Occidente. E ora Vladimir Putin valuta di sfruttare i flussi di migranti.

Lo speciale contiene due articoli

La guerra in Ucraina si fa più cruenta. Immagini satellitari hanno mostrato che il lungo convoglio militare russo, fermatosi nei pressi di Kiev nei giorni scorsi, è stato sciolto, mentre i suoi elementi sono stati riposizionati in svariate aree attorno alla capitale ucraina. Secondo il ministero della Difesa britannico, è probabile che questa mossa possa preludere a un attacco contro Kiev nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Un segnale preoccupante è arrivato dalla Turchia che ha evacuato la propria ambasciata nella capitale ucraina.

Nel frattempo, gli attacchi di Mosca si sono intensificati. «Ogni 30 minuti gli aerei arrivavano sulla città di Mariupol e operavano sulle aree residenziali, uccidendo civili: anziani, donne, bambini», ha dichiarato il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko. I media di Mosca hanno inoltre riferito che i separatisti filorussi avrebbero conquistato la città di Volnovakha: un fattore che, secondo Al Jazeera, potrebbe facilitare la presa di controllo della stessa Mariupol da parte dei russi. Ricordiamo che il Cremlino considera questa città strategica sia perché punta a sottrarre al governo di Kiev i centri portuali sia per la sua posizione sul Mar d’Azov.

In tutto questo, tre raid aerei si sono abbattuti sulla città di Dnipro. «Ci sono stati tre attacchi aerei sulla città, in particolare su un asilo nido, un condominio e una fabbrica di scarpe a due piani, provocando un incendio. Una persona è morta», hanno dichiarato le autorità ucraine. Nel frattempo, il ministero della Difesa russo ha reso noto che le proprie truppe hanno lanciato un attacco ad alta precisione contro due aeroporti militari posti nelle città di Lutsk e Ivano-Frankivsk: le strutture sarebbero state messe fuori gioco.

Un aspetto da sottolineare è che queste città sono collocate fortemente a Ovest e -specialmente Ivano-Frankivsk – a non molti chilometri dai confini di Moldavia, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia, cioè dell’Ue. Bisogna però fare attenzione soprattutto alla Moldavia, perché si sospetta che il Cremlino voglia usare un’eventuale conquista di Odessa come trampolino di lancio verso la Transnistria. Non è quindi del tutto escludibile che l’offensiva ai due aeroporti possa essere inserita in questo quadro. Intanto, Energoatom ha reso noto ieri che Mosca ha dichiarato la centrale nucleare di Zaporizhzhia come ormai sottoposta al controllo della russa Rosatom. Si conferma quindi la strategia militare del Cremlino che, oltre al controllo dei porti, mira a bloccare il rifornimento energetico al governo di Kiev. Dall’altra parte, il Guardian ha pubblicato il video di un drone che sembra descrivere una possente imboscata ucraina ai danni di una colonna di carri armati russi nei pressi di un sobborgo a Est di Kiev.

«Abbiamo già raggiunto una svolta strategica. Siamo già sulla strada per la vittoria. Abbiamo bisogno di tempo, pazienza, saggezza, energia, dobbiamo fare il nostro lavoro nel miglior modo possibile», ha detto Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio ieri. Incontrandosi con l’omologo bielorusso Alexander Lukashenko, Vladimir Putin ha dal canto suo parlato di alcuni progressi nei colloqui con l’Ucraina. Ricordiamo che l’incontro in Turchia dell’altro ieri tra i ministri degli Esteri russo e ucraino si era concluso senza passi avanti, sebbene fosse stata ventilata l’ipotesi di un vertice tra Putin e Zelensky. Oltre ad aumentare la pressione militare, il capo del Cremlino si è detto pronto a cedere alle repubbliche separatiste del Donbass le armi occidentali cadute in mano russa nel corso del conflitto. Tutto questo, mentre su alcuni siti circola la notizia che i sistemi di difesa ucraini avrebbero per errore abbattuto due velivoli militari rumeni nei giorni scorsi: non è però al momento chiaro se tale notizia sia verificata. Frattanto il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, è stato sequestrato ieri nel centro della città mentre stava distribuendo aiuti umanitari alla popolazione, pare da un commando di dieci russi.

In attesa del quarto round di colloqui tra le delegazioni, la situazione generale si fa sempre più preoccupante. I problemi russi derivano da una serie di elementi: l’assenza del fattore sorpresa, un’eccessiva sottovalutazione dell’avversario e un’avanzata territoriale troppo rapida nei primissimi giorni di invasione. Un dato, quest’ultimo, che – come detto alla Cnn dall’analista di Jane’s Thomas Bullock – ha permesso alle forze ucraine di allungarsi dietro le unità meccanizzate russe e di mettere nel mirino le colonne logistiche di Mosca, che viaggiavano su percorsi non resi adeguatamente sicuri. Gli ucraini, dal canto loro, sono in inferiorità numerica e il recente riposizionamento delle truppe russe punta probabilmente a correggere alcuni degli errori commessi. È probabile che i due contendenti si stiano muovendo per mettersi vicendevolmente sotto pressione in vista del prosieguo dei negoziati, con Putin che spera in un cedimento di Zelensky e Zelensky nel timore nutrito da Putin di impantanarsi. La guerra sul campo si accompagna a una guerra di nervi. E intanto la tensione continua a crescere.

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