Tra i tanti problemi che lo affliggono in questa campagna elettorale, Joe Biden rischia di trovarsene uno particolarmente spinoso: i suoi parenti. Il fratello minore dell’attuale front runner democratico, James, avrebbe infatti promesso ai dirigenti di due aziende sanitarie concreti aiuti nel loro business, sfruttando la propria vicinanza all’ex vicepresidente. A sostenerlo sono alcune dichiarazioni giurate, depositate in un tribunale federale del Tennessee lo scorso venerdì.
I dirigenti di due società del settore sanitario, Azzam Medical Services e Diverse Medical Management, hanno infatti citato in giudizio James Biden e i suoi soci in affari lo scorso giugno, sostenendo che, a partire dal 2017, James avrebbe offerto loro una partnership, con l’obiettivo di farle fallire e sottrarre i loro modelli di business. Stando a quanto riporta Politico, secondo il CEO di Diverse Medical Management Michael Frey, James Biden avrebbe suggerito di volersi rivolgere a suo fratello maggiore con lo scopo di piazzare dei contratti per cure ambulatoriali ordinate dai tribunali. Nel dettaglio, Frey racconta di aver incontrato James nel gennaio del 2018 in un ospedale di Pineville, nel Kentucky. «Durante la mia presentazione riguardante il trattamento ambulatoriale intensivo, James Biden mi ha interrotto per dire: “Mio fratello ha bisogno di averti in tutti i sistemi giudiziari in America», per poi aggiungere: «Ho lasciato l’incontro molto eccitato e ottimista sul futuro della Diverse Medical Management». Secondo la dichiarazione di Mohannad Azzam, in vista del lancio della campagna presidenziale di Joe, James Biden avrebbe promesso che «il modello di assistenza psichiatrica DMM sarebbe stato utilizzato da Joe Biden come parte della propria campagna». Non solo. Azzam ha sostenuto che, lo scorso autunno, «James Biden ha affermato che le connessioni di suo fratello con i sindacati e il Dipartimento degli affari dei veterani aiuterebbero DMM ad espandere il suo modello a livello nazionale». In un’ulteriore dichiarazione, Mitchell Cohen, ex consigliere generale della Diverse Medical Management, sostiene invece che a una cena fuori Filadelfia nel settembre del 2018, James Biden avrebbe sottolineato come i legami di suo fratello con il Dipartimento degli affari dei veterani avrebbero potuto aiutare la società a stipularci dei contratti.
Questo tipo di accuse non sono del tutto nuove. Come riportato sempre da Politico, gli ex dirigenti di Paradigm Global Advisors, società di hedge fund un tempo posseduta da James e Hunter Biden (figlio di Joe), hanno sostenuto che questi ultimi avrebbero discusso dei loro piani per sfruttare i legami dell’ex senatore del Delaware con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo? Attrarre investimenti dai fondi pensione dei sindacati. Va precisato che, al momento, l’ex vicepresidente non risulti coinvolto nella questione giudiziaria e che – fino a prova contraria – i suoi parenti possano essersi benissimo dati al millantato credito. Ciononostante l’ex consulente deontologico per la Casa Bianca, Richard Painter, ha affermato che – qualora divenisse presidente – Biden dovrebbe chiedere ai suoi parenti di astenersi da attività economiche controverse.
Proprio per cercare di gettare acqua sul fuoco, durante evento elettorale in South Carolina mercoledì scorso, l’ex vicepresidente ha affermato: «Non ho mai discusso, con mio figlio o mio fratello o con qualcun altro, di nulla che abbia a che fare con i loro affari. Punto. E quello che farò è la stessa cosa che abbiamo fatto nella nostra amministrazione. Ci sarà un muro assoluto tra personale e privato, tra [interessi economici] e governo. Non c’era alcun accenno di scandalo quando eravamo lì. E proporrò lo stesso tipo di regole rigide, rigide. Ecco perché non ho mai parlato con mio figlio, mio fratello o chiunque altro, […] dei loro interessi economici. Punto». Sarà. Fatto sta che si tratta di parenti piuttosto ingombranti. Già la scorsa primavera infatti Biden era stato accusato di aver favorito, da vicepresidente, la società ucraina, Burisma Holdings, in cui lavorava proprio suo figlio Hunter. Come riportato da The Hill, nel marzo del 2016 Biden avrebbe minacciato l’allora presidente ucraino, Petro Poroshenko, di bloccare un miliardo di dollari in aiuti a Kiev, se non fosse stato silurato Viktor Shokin: il pubblico ministero che stava indagando proprio su Burisma.
Non è esattamente chiaro quanto queste opache vicende potranno influire sulla corsa elettorale dell’ex vicepresidente. Non bisogna comunque dimenticare che i politici americani finiscano spesso sotto la lente di ingrandimento per i parenti scomodi. E lo stesso Donald Trump è stato a più riprese criticato per la sua stretta vicinanza ai figli e al genero. Non è quindi forse il caso che Biden dorma sonni troppo tranquilli.
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