- Super droni d’attacco in arrivo per gli ucraini. Guido Crosetto scarta l’ipotesi dell’invio di truppe italiane. Dialogo Meloni-Zelensky.
- L’accordo Rosneft-Indian oil company «farà aumentare notevolmente l’esportazione».
Lo speciale contiene due articoli.
Quattrocento giorni di guerra non sono bastati a conquistare l’Ucraina, né Mosca né Kiev stanno vincendo e il conflitto continua a fare morti anche se sembra in stallo. In fondo lo ha detto anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: la guerra durerà a lungo. È per questo che la tensione sale e i rifornimenti da parte dell’Occidente aumentano, mentre l’Ucraina inizia a scommettere sulla controffensiva estiva, da portare avanti con i nuovi tank. Lo ha annunciato ieri il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov: «Vedrete i Leopard in contrattacco per decisione del nostro Stato maggiore», ha affermato, aggiungendo che «la controffensiva è già stata pianificata in più direzioni. Dipende qual è il momento migliore e da come decideranno i nostri comandanti».
Ma non finisce qui, oltre ai Leopard sono in arrivo anche i super droni d’attacco con un raggio di azione di 3.000 chilometri. Lo ha confermato Oleksiy Danilov, il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale. Oltre ai rifornimenti ci sono anche gli addestramenti. Dopo quelli di Regno Unito e Germania adesso arriva anche quello messo a disposizione dall’Italia. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo al question time alla Camera, ha dichiarato: «Il sistema difensivo completo Samp-T, fornito in coordinamento con la Francia, potrà essere utilmente impiegato da Kiev dopo il necessario addestramento del personale. Sono convinto sia giusto addestrare il personale a difendere le città e i civili ucraini da attacchi russi. Non è un materiale che serve ad attaccare e sono contento di poter addestrare le persone che potranno difendere le città, gli ospedali e le infrastrutture ucraine dagli attacchi missilistici ostili». Allo stesso modo, Crosetto ha escluso categoricamente l’ipotesi di un invio di truppe italiane sul campo: «Non ne abbiamo alcuna intenzione».
Le armi dell’Occidente ad ogni modo hanno fatto andare su tutte le furie il leader del Cremlino, Vladimir Putin, che da giorni invia minacce sempre crescenti. Secondo il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolay Patrushev, ad ogni modo, «nonostante l’aumento dell’assistenza militare all’Ucraina da parte dell’Occidente, tutti gli obiettivi dichiarati dell’operazione militare speciale saranno raggiunti. Anche se il comportamento provocatorio dell’Occidente nel contesto della crisi ucraina continua, la Russia è convinta che si debba evitare un confronto militare tra potenze nucleari». Parole le sue che potrebbero in parte distendere il clima sul tema più delicato del conflitto bellico in corso, anche se, allo stesso tempo, Mosca ha sospeso la condivisione di informazioni sulle sue forze nucleari con gli Stati Uniti, compresi gli avvisi sui test missilistici. Senza dimenticare che il mese scorso Putin aveva sospeso il trattato New Start. La Russia ha però sottolineato che non si sta ritirando completamente dal patto e che continuerà a rispettare i limiti sulle armi nucleari.
Intanto la diplomazia continua a cercare una difficile mediazione. La Turchia ha fatto sapere che i colloqui con Russia e Ucraina proseguono per tentare di portare la pace attraverso il tavolo negoziale. Mentre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a seguito della visita di Xi Jinping a Mosca ha invitato il presidente cinese a fargli visita in Ucraina. Pechino al momento dice di non avere nessuna informazione su Xi a Kiev, ma che la Cina è in contatto con tutte le parti. Procedono con costanza invece i colloqui telefonici tra Zelensky e il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni. L’ultimo ieri nel tardo pomeriggio, quando il presidente ucraino ha scritto su Twitter: «Grazie amici italiani per il vostro sostegno. Continuiamo a lavorare!». Non solo, «Zelensky ha manifestato apprezzamento per la prossima Conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina prevista per il 26 aprile», ha sottolineato una nota di Palazzo Chigi, «un’occasione importante per rafforzare i rapporti tra le imprese italiane e l’Ucraina».
A proposito di impatto del conflitto sull’economia, ieri Putin ha ammesso: «Le restrizioni illegittime imposte all’economia russa a medio termine potrebbero effettivamente avere un impatto negativo su di essa. Dobbiamo garantire un costante aumento della domanda interna». E sempre ieri, il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha ricordato: «Ora per Putin il mondo è più piccolo». Riferendosi al mandato di cattura emesso dall’Aia che lo ha fatto diventare a rischio arresto in più di 120 Paesi.
Guerra di parole ma anche di campo. Il conflitto armato continua a concentrarsi su Bakhmut. Lo stesso Zelensky ha riconosciuto che se si dovesse perdere la città si rischierebbe di mettere Mosca nelle condizioni di poter richiedere a Kiev compromessi inaccettabili. Secondo gli esperti del think tank statunitense Institute for the Study of War (Isw), la città sarebbe controllata per il 65% dalla Wagner. La conferma arriva anche dalle forze ucraine: «I russi continuano il loro assalto alla città di Bakhmut con parziale successo. Tuttavia, i nostri difensori stanno coraggiosamente tenendo la città, respingendo numerosi attacchi nemici». Sempre ieri è stata segnalata un’esplosione vicino a una base aerea russa in Crimea: un episodio raccontato dai residenti locali ma di cui non si è avuta alcuna informazione ufficiale.
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