- Dopo le difficoltà iniziali, Mosca si è accanita sulla parte orientale del Paese e sta piegando la resistenza. Cresce la tragica pressione sulla città di Severodonetsk, dove le autorità locali denunciano 1.500 morti.
- Joe Biden non molla: «Altre armi a Kiev». Washington pronta a inviare strumenti offensivi ancora più potenti, ma c’è l’incognita della preparazione del personale ucraino: la Nato invierà istruttori o combattenti?
Lo speciale comprende due articoli.
Le mire di Vladimir Putin sul Donbass portano a un’intensificazione dei combattimenti e l’esercito russo, dopo aver registrato inizialmente delle difficoltà, si spinge in avanti senza troppi ostacoli. Le truppe ucraine sono in grosso affanno soprattutto nella regione di Lugansk che sta subendo continui bombardamenti. Mosca ha stabilito il controllo su circa il 95% del territorio del Lugansk e, adesso, anche la parte ucraina ammette che la Russia prevale nell’area. La notizia che un pezzo del Donbass sembra ormai cedere sotto il peso dell’avanzata russa è stata data infatti dal governatore ucraino, Serhiy Haiday.
La situazione si stava delineando già da qualche giorno, tanto che il viceministro della Difesa ucraino, Ganna Malyar, aveva già spiegato come la «lotta contro le truppe russe nell’Ucraina orientale» avesse raggiunto la «massima intensità» e aveva previsto l’inizio di «una fase lunga ed estremamente difficile». Lo svantaggio della parte ucraina è stato ammesso anche dal generale Oleksiy Gromov: si può dunque dire che tanto la politica, quanto i militari, hanno ormai ben presente che il Lugansk potrebbe a breve cadere in mani russe. Appare palese che Mosca, dopo aver abbandonato le pretese su Kiev (apparentemente, anche se ci sono da monitorare gli strani movimenti delle truppe di Lukashenko sul confine Sud tra Bielorussia e Ucraina) ed essersi concentrata sul Donbass, abbia ripreso vigore. Le forze dell’autoproclamata repubblica di Donestk dichiarano ad esempio di aver raggiunto «il pieno controllo» della città di Lyman. In più, dopo la caduta di Mariupol, l’esercito russo sta attaccando Severodonetsk, nella regione di Lugansk, da varie direzioni.
È proprio Severodonestk che, in una strategia di controllo dell’intero Donbass, si troverà a subire pesanti tentativi di sfondamento da parte di Mosca, come già accaduto per Mariupol. Secondo la parte ucraina, attualmente i russi non sarebbero in grado di avere la meglio sulle difese ucraine. Al di là delle dichiarazioni ottimistiche, il quadro della situazione lo restituisce al meglio, ancora una volta, il governatore della regione di Lugansk, Haiday. La realtà è che due terzi di Severodonetsk sono ormai circondati dai russi. «Stanno attaccando Severodonetsk da diverse direzioni, anche se gli occupanti non riescono a sfondare la difesa. I combattimenti continuano». Poi è sceso nei dettagli. «Le truppe di Mosca stanno cercando di avvicinarsi alla strada Lysychansk-Bakhmut per prendere il controllo, ma non riuscendo ad avere la meglio bombardano continuamente, il che rende difficile muoversi. Stanno anche colpendo i ponti che collegano le città all’interno della regione per interrompere la circolazione». A Severodonestk ci sono ancora circa 13.000 persone rimaste, mentre sarebbero 1.500 i civili che hanno perso la vita dall’inizio della guerra. Secondo il sindaco Oleksandr Stryuk, «il 60% del patrimonio abitativo è completamente distrutto e fino al 90% degli edifici sono danneggiati e necessitano di importanti riparazioni. Il percorso per uscire dalla città è estremamente pericoloso, ma i militari ucraini stanno facendo tutto il necessario per rendere le strade sicure». Intanto nella Mariupol conquistata dai russi, le vacanze scolastiche estive sarebbero state cancellate, per consentire agli alunni di studiare il russo e mettersi al pari con il curriculum scolastico russo, a sentire Petro Andryushchenko, ex consigliere (prima della caduta) del sindaco della città portuale sul mare di Azov. Non ci sono conferme dell’annuncio da parte russa. Non è un mistero, invece, che Putin punti al controllo non solo dell’Est ma anche di alcune città del Sud, come Kherson e Melitopol, dove sono in fase di distribuzione passaporti russi. Kiev ha condannato la decisione del Cremlino di semplificare la procedura per ottenere la cittadinanza russa per gli abitanti delle aree delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia. «Il decreto è legalmente nullo», ha chiarito la missione diplomatica Ucraina presso l’Ue, affermando che la mossa è un tentativo di costringere gli ucraini a cambiare cittadinanza.
La situazione è incandescente nell’oblast di Dnepropetrovsk e in particolare a Dnipro, dove il governatore Valentin Reznichenko parla di una serie di pesanti bombardamenti sia nella notte che nelle prime ore diurne. «Notte e mattina inquiete», ha scritto il governatore, «c’è grave distruzione e i soccorritori stanno sgomberando le macerie e cercando di trarre in salvo le persone sepolte». Più a Sud, in direzione di Zaporozhye, i russi stanno muovendo ingenti truppe di terra, unità marittime e aerei dalla Crimea. È salito intanto a cinque il numero delle vittime dei bombardamenti russi a Kharkiv. Lo ha detto il consigliere del capo del consiglio regionale, Natalia Popova. Inoltre, 10 persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino. «Parliamo di città bombardate, donne violentate, grano rubato come se vivessimo nell’epoca di Gengis Khan. La Russia ha dimostrato di essere un Paese barbaro che minaccia la sicurezza mondiale. Rende ogni persona in Europa più povera, provocando carestie in Asia e nuovi conflitti. Dobbiamo fermarla insieme usando la forza per preservare l’ordine mondiale», ha scritto in proposito Mikhaylo Podoliak, consigliere del presidente Zelensky. Il fronte ucraino sta insomma vivendo ore non facili, in cui l’unico dato di rilievo è l’abbattimento, da parte di un caccia ucraino MiG-29, di un caccia russo Su-35 sopra la regione di Kherson. A riferire l’unica notizia favorevole all’Ucraina, l’Aeronautica militare delle forze armate del Paese.
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