- I russi bombardano e avanzano: ora puntano a due impianti energetici strategici nel Sud dell’Ucraina Giallo su un battello colpito nel Mar Nero: secondo Kiev sarebbe stato usato come «scudo» da Mosca.
- Parla Stefano Mele, esperto di cybersecurity: «Non funziona come vediamo nei film, certi attacchi non sono alla portata di un gruppo di attivisti che opera in cameretta».
Lo speciale contiene due articoli
Russia e Ucraina hanno raggiunto un’intesa sulla creazione di corridoi umanitari con un cessate il fuoco temporaneo ma è fallito sul nascere, all’ottavo giorno di guerra, il tentativo del presidente francese Emmanuel Macron di riportare alla ragione il presidente russo Vladimir Putin.
Non è bastata quindi la telefonata durata un’ora e mezza nella quale il presidente russo gli ha comunicato con tono gelido come da copione putiniano che «il peggio deve ancora venire».
Poco più tardi, parlando in tv, il presidente Vladimir Putin ha confermato di non avere alcuna intenzione di cambiare i suoi piani, anzi ha rincarato la dose: «Non ritornerò mai indietro rispetto alla mia dichiarazione che Russia e Ucraina sono un unico popolo. Siamo in guerra contro i neonazisti. Nessuno può minacciarci, nemmeno con le armi nucleari». Parole che pesano come macigni sul tavolo dei colloqui iniziati per la seconda volta ieri in Bielorussia tra la Russia e l’Ucraina.
Se al tavolo si discute qui occorre premettere che nessuno sa che ordini di scuderia abbia ricevuto la delegazione russa e a tal proposito la sua composizione (figure non certo di primissimo piano) potrebbe suggerire che potrebbe essere tutta una farsa, le trattative non hanno certo fermato l’avanzata russa ordinata da un Putin descritto da più fonti come furente per la mancata vittoria lampo, per l’equilibrismo di Pechino che sapeva da tempo dell’attacco, per il numero enorme di vittime russe (sarebbero almeno 5.000), per il progressivo isolamento della Russia e i primi effetti delle sanzioni che mirano al cuore del potere putiniano ovvero i beni posseduti dagli oligarchi che in molti casi sono anche dei veri prestanome del presidente russo.
Per tornare al campo di battaglia, l’esercito russo secondo quanto riferito ai media dal capo ad interim della compagnia nucleare statale ucraina Energoatom, Petro Kotin, starebbe avanzando pericolosamente in direzione di due centrali nucleari nel Sud dell’Ucraina. Kotin ha anche aggiunto che il suo Paese controlla ancora entrambe le centrali, inclusa Zaporizhzhia, la più grande centrale nucleare d’Europa, ma le truppe russe sono sempre più vicine seppur rallentate dalle forze ucraine. A proposito delle battaglia: attorno alle centrali nucleari il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia nucleare, Rafel Mariano Grossi, in un’intervista a Bloomberg Tv ha dichiarato che «la situazione è molto delicata al momento e tutto può accadere».
Un altro fronte di guerra sta per aprirsi al largo di Odessa dove la popolazione si attende lo sbarco imminente di truppe russe dopo che il giornalista bielorusso Franak Viacorka ha pubblicato le immagini di quattro grandi navi da sbarco e di tre navi missilistiche che erano a pochi chilometri dalla città di Odessa. Sempre al largo delle coste ucraine vicino a Odessa, un cargo estone battente bandiera di Panama è invece affondato dopo un’esplosione. «Due siluri hanno affondato la nave mercantile. Ci sono vittime tra l’equipaggio» ha annunciato in un primo momento sul proprio canale Telegram il consigliere del ministro dell’Interno ucraino, Anton Gerashchenko. Si è poi saputo che i membri dell’equipaggio sarebbero riusciti a mettersi in salvo su una scialuppa di salvataggio. Secondo fonti militari di Kiev, la Marina russa avrebbe costretto il cargo a entrare in un’area pericolosa del Mar Nero per usarla come «scudo», coprendo i movimenti delle sue navi da guerra. «Per la sicurezza della navigazione civile, la Marina delle Forze armate ucraine ha chiuso la navigazione nella parte nordoccidentale del Mar Nero. Allo stesso tempo, la Flotta russa del Mar Nero continua le tattiche delle forze di terra russa cercando di nascondersi dietro le vite dei civili», ha denunciato Kiev.
Per il Generale S.A. Pasquale Preziosa, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana e presidente dell’Osservatorio Eurispes sulla Sicurezza. anche nei cieli la superiorità russa è stata schiacciante: «Le capacità aerospaziali russe sono di molto superiori a quelle dell’Ucraina. In effetti stiamo parlando di una superpotenza militare con capacità nucleari di ultima generazione con Pil nominale da 1,5 trilioni di dollari contro una Ucraina che sviluppa un Pil di appena 155 miliardi di dollari. L’invasione russa dell’Ucraina è il primo conflitto nella storia che si può seguire in diretta con le immagini satellitari. I russi hanno questa capacità a differenza degli ucraini che non hanno potuto sviluppare una politica spaziale. Il piccolo potere aereo ucraino non può essere comparato con quello russo».
Ma a questo punto la Nato non potrebbe concedere come da più parti si è evocato, degli aerei da guerra all’Ucraina? per Preziosa, «gli aiuti militari in un conflitto variano in base alle esigenze del teatro e sono di responsabilità dei singoli Paesi appartenenti alla Nato. La concessione di velivoli con il relativo armamento e supporto logistico manutentivo è complesso e comporta tempi lunghi per l’addestramento del personale navigante e tecnico. È da considerare comunque che per eguagliare il potere aerospaziale russo non sono sufficienti piccole quantità di aerei da combattimento».
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