A Zelensky mancano i piloti di F-16. Adesso li cerca tra quelli in pensione
Gli F-16 (Getty Images)
  • I caccia sono in consegna ma ci sono pochi uomini per guidarli in battaglia: l’idea è di reclutare degli istruttori last minute tra gli assi che hanno da poco finito il servizio attivo. Arruolandoli in Usa, Turchia, Grecia e Iraq.
  • Dopo il blitz ucraino in Russia, Kiev confessa: «Non ci fanno lanciare i missili, allora noi occupiamo via terra». Putin avvisa: «Distrutte quasi tutte le forze nemiche nel Kursk».

Lo speciale contiene due articoli.

L’Ucraina starebbe arruolando ex-piloti di F-16 Viper per affrettarne l’utilizzo in guerra. Risvegliando un ricordo, quando l’Italia dovette noleggiare gli aerei dagli Usa perché eravamo rimasti fermo agli F-104. Ecco perché, quanto a investimenti nella Difesa, è importante essere lungimiranti.

Che i piloti dell’aviazione ucraina abilitati agli F-16 fossero in numero troppo esiguo per garantire la necessaria capacità operativa è cosa nota, del resto serve tempo per poter addestrare gli equipaggi come per specializzarli nel teatro operativo. Farlo, infatti, è un processo lento e al momento e fino alla fine dell’anno, soltanto una ventina di piloti dell’aeronautica militare ucraina saranno qualificati, ovvero la metà del numero necessario per gli aerei disponibili.

Diverse le tipologie di missioni alle quali sono destinati, dal supporto ravvicinato all’avanzata delle truppe terrestri, fino alla deterrenza agli attacchi a lungo raggio provenienti dal fronte russo e anche la reazione rapida a eventuali incursioni da parte dell’aviazione russa. Con la presenza dei Viper i russi saranno costretti a lanciare missili e droni da distanza maggiore, quindi a limitare il numero di bersagli raggiungibili e la probabilità di riuscirci. Ma si tratta, in tutti i casi, di missioni molto «specializzate» per le quali i piloti devono potersi addestrare e allenare anche presso poligoni nei quali poter sparare. Non a caso, secondo quanto riportano gli analisti militari, per ora le missioni dei Viper ucraini non si sarebbero spinte oltre cinquanta chilometri dal fronte, in modo da poter evitare i sistemi missilistici russi per non esporsi al pericolo di un abbattimento.

Questo rientra nei compiti dell’intelligence ucraina (Gur), una creatura della Cia divenuta giocoforza estremamente efficiente. Ora, però, nel tentativo di accelerare i tempi per piena operatività, Kiev starebbe reclutando ex piloti di F-16 «in pensione» per rafforzare i suoi ranghi, ovvero personale esperto sulle versioni degli aeromobili in corso di consegna all’aviazione ucraina. Lo ha dichiarato questa settimana il senatore statunitense Lindsey Graham (repubblicano, 69 anni, della Carolina del Sud), avvocato ed ex militare.

Graham, dopo un incontro con il presidente Volodymyr Zelensky, ha dichiarato ai giornalisti: «Se sei un pilota di F-16 che si è ritirato da non troppo tempo e ha mantenuto la capacità di volo e stai cercando di combattere per la libertà, ti assumeranno in Ucraina. Gli alti ufficiali ucraini cercheranno in tutte le nazioni della Nato piloti di caccia disposti ad aiutarli finché non saranno in grado di addestrare da soli i loro piloti. Vogliono far volare questi jet il prima possibile». L’aviazione ucraina ha ricevuto i suoi primi F-16 a fine luglio e, al momento, quelli pronti al combattimento dovrebbero oggi essere meno di dieci. Inoltre, sarà importante creare gli istruttori nazionali in modo da rendersi progressivamente indipendenti nell’addestramento, che oggi avviene in Usa, Regno Unito, Francia, Olanda e altre nazioni europee. Per ragioni di sicurezza, ovviamente, non sono conosciute sia le basi di schieramento degli aeroplani sia quelle dove si trovano gli allievi e, secondo talune fonti di informazione, gli aeromobili non sarebbero neppure basati sul territorio ucraino.

Un eventuale reclutamento di piloti senior, oltre a esperienza e stato di prontezza (bastano pochi mesi di fermo ed è comunque necessario molto allenamento fisico per tornare a volare su aeroplani ad alte prestazioni), dovrà tenere conto anche della provenienza, in quanto in talune nazioni i militari in congedo non possono, per legge, combattere sotto altre bandiere.

Questo sarà, quindi, un altro lavoro del Gur che, attualmente, è molto attivo anche al di fuori dei confini nazionali, come in Africa (soprattutto nel Mali) e in Siria, dove è in corso un’azione militare volta a colpire gli uomini dell’ex gruppo Wagner. Dove gli ucraini potranno trovare ex piloti di F-16 è presto detto: negli Stati Uniti, cercando tra le fine degli ex-aviatori della Air national guard, oppure in Turchia, ma anche in Grecia e in Iraq. Tutte nazioni tra le molte che, negli ultimi vent’anni, hanno schierato il caccia leggero prodotto dal 1974 dalla General Dynamics (poi da Lockheed-Martin) e battezzato ufficialmente «Fighting Falcon», quindi appunto, «Viper», poiché tra i suoi impianti c’è n’è uno che utilizza idrazina (miscela composta da azoto e idrogeno), idealizzato come fosse, appunto, il veleno della vipera.

Una curiosità: anche l’Italia ebbe gli F-16 nel corso del programma di leasing Peace Caesar per l’uso, da parte dell’Aeronautica militare, di 34 esemplari multiruolo (in sigla, F-16ADF nelle varianti Block 10 e 15), di proprietà statunitense da impiegare in missioni di protezione dello spazio aereo italiano. Questi aerei entrarono in servizio nel 2003 e furono resi all’aviazione americana nel 2012. Li acquisimmo perché le consegne degli Eurofighter Typhoon erano in grande ritardo e questo creava una grave mancanza per la nostra Difesa aerea, dimostrata soprattutto quando l’Italia dovette affrontare una crisi internazionale come quella del Kosovo (1998-1999) con gli ormai vecchi F-104 mentre i serbi disponevano dei ben più moderni MiG-29.

A garantire sicurezza su quella regione a noi quasi confinante furono allora gli Stati Uniti, ma successivamente l’Aeronautica ebbe bisogno di un velivolo per la Difesa aerea nazionale. Affittammo dagli inglesi una ventina di Tornado Adv, la versione da caccia del velivolo da bombardamento che avevamo in dotazione, ma non si rilevarono idonei al compito e furono sostituiti con gli F-16.



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