Meloni suona la sveglia all’Europa: «Sulle bollette non perda tempo»
  • Il premier invita Bruxelles a «sospendere urgentemente gli Ets sul termoelettrico». Offre dialogo sincero al centrosinistra, ma dice al Pd di non essere «strabico» sulle bombe: «Quelle di Clinton andavano bene?».
  • Dopo aver ammesso che il conflitto è costato 3 miliardi ai contribuenti, Ursula Von der Leyen conferma che la Commissione non farà nulla contro l’inflazione, tenendo una linea ecologista. Procedura d’infrazione per 19 Paesi (Italia compresa) sul piano dell’edilizia verde.

Lo speciale contiene due articoli

Responsabilità, pragmatismo e disponibilità (respinta) a un tavolo di confronto con le opposizioni. Una Giorgia Meloni versione soft, nelle sue comunicazioni al Senato sulla crisi in Medio Oriente e in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. «Siamo di fronte al venir meno di un ordine mondiale condiviso. Si tratta di un processo in corso da tempo», sottolinea la Meloni, «ma che ha avuto, a mio avviso, un punto di svolta ben preciso. Ovvero, l’invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La destabilizzazione globale che ne è derivata», aggiunge, «ha avuto le sue ripercussioni in Medio Oriente, dove pure l’attuale conflittualità ha una data d’inizio chiara, e non è quella del 28 febbraio 2026, ma il 7 ottobre 2023. È l’attacco, barbaro e folle, al territorio israeliano da parte di Hamas. Un attacco letale e sofisticato che è stato possibile grazie al sostegno fornito dall’Iran a questo gruppo terroristico. È in questo contesto di crisi strutturale del sistema internazionale», osserva il premier, «gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano. Un intervento al quale l’Italia non prende parte e non intende prendere parte».

Da Pd, M5s e Avs arriva la richiesta di non usare le basi americane in Italia. «A oggi», risponde la Meloni, «non è pervenuta alcuna richiesta per l’uso delle basi militari americane in Italia per scopi oltre quelli previsti dagli accordi, e in questo caso la decisione spetterebbe al Parlamento. E ribadisco che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». «La Meloni», attacca il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro, «non può dire nulla perché è subalterna al suo alleato americano. Ha schierato l’Italia a totale sostegno di Donald Trump, offendendo la storia politica e diplomatica del nostro Paese».

Passiamo al tema dei prezzi dei carburanti: «Il governo italiano ha investito 5 miliardi di euro per calmierare i prezzi delle bollette. Il messaggio che voglio dare, agli italiani», avverte il premier, «ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili». Ma l’Europa non può far finta di niente: «In molte nazioni europee», ricorda Giorgia Meloni, «una parte rilevante del costo dell’energia è legato, direttamente o indirettamente, al sistema europeo di tassazione del carbonio, il cosiddetto Ets. Un sistema che necessita di una revisione per correggere una serie di meccanismi che oggi, in un significativo numero di Stati membri, Italia inclusa, gonfiano artificialmente il prezzo dell’elettricità, con punte che, per la nostra nazione, toccano i 30 euro per Mwh, un quarto dell’intero costo dell’elettricità. Perché gli Ets sono di fatto una “tassa” voluta dall’Europa che dovrebbe gravare solo sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile, ma finisce per determinare il prezzo di tutte le forme di energia. A livello europeo», sottolinea, «stiamo chiedendo di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico».

La svolta politica della Meloni è quando afferma di essere «disponibile a un tavolo con le opposizioni». Appello raccolto solo da Italia viva e Azione. «Il tavolo c’è già oggi in Parlamento», commenta il leader del M5s Giuseppe Conte, «a cosa serve una sfilata a Palazzo Chigi, per essere presi in giro, come per il salario minimo? Qual è il posizionamento dell’Italia sulla guerra? Ditecelo adesso, non è che veniamo a Chigi e ci facciamo due chiacchiere. Se un ministro va in ferie quando l’attacco Usa è imminente che informazioni dobbiamo prendere?».

I numeri. L’Aula del Senato approva la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier con 102 Sì, 66 No e un astenuto. In sede di replica alla Camera, in serata, la Meloni sottolinea che «l’Agenzia Internazionale per l’energia ha appena annunciato di aver deciso all’unanimità di immettere sul mercato 400 milioni di barili di riserve strategiche». Una scelta presa da una riunione del G7 che si è tenuta in videoconferenza nel pomeriggio. Ai deputati dem che hanno criticato l’intervento Usa in Iran, la Meloni risponde tagliente: «Viva gli americani che liberano l’Europa dal nazifascismo ma no agli americani che liberano dalla dittatura altri popoli in altre parti del mondo. Viva i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia per fermare i massacri di civili in Kosovo, con la partecipazione italiana a quei bombardamenti senza passare dal Parlamento», argomenta la Meloni, «ma no agli interventi militari per fermare i massacri in Iran e in altre parti del mondo. Io francamente non condivido questo strabismo».

Tocca a Conte l’attacco finale: «Le manca il coraggio e la schiena dritta», dice il leader M5s alla Meloni, «perché sopraffatta dall’essere subordinata a Trump».

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