Intesa Bruxelles-Berlino sull’e-fuel. Salvini: «Aprire ai biocarburanti»
Frans Timmermans (Ansa)
L’Italia chiede di allargare le deroghe rispetto allo stop dal 2035 per diesel e benzina.

Ultima chiamata per l’Italia. Ieri mattina, con un tweet, Frans Timmermans, Commissario europeo al Green deal, ha annunciato di aver raggiunto un compromesso con il governo tedesco sugli e-fuel. «Abbiamo trovato un accordo con la Germania sull’uso futuro degli e-fuel nelle automobili. Lavoreremo ora per ottenere quanto prima l’adozione delle norme in materia di CO2 per il regolamento sulle autovetture e la Commissione darà seguito rapidamente alle misure giuridiche necessarie per attuare il Considerando 11».

L’annuncio era atteso, dopo che le interlocuzioni delle settimane scorse tra il ministero dei trasporti tedesco, guidato dal liberale Volker Wissing, e lo staff di Timmermans, raccontate da La Verità, avevano portato ad una posizione comune che permetterà l’immatricolazione di automobili con motore endotermico anche dopo il 2035 purché alimentato da carburanti sintetici (gli e-fuel, appunto). Questo accordo, però, non riguarda i biocarburanti, cui la Germania non è interessata e che la Commissione non ha mostrato di apprezzare più di tanto. I biocarburanti rappresentano invece, per l’Italia, un compromesso ragionevole, rispetto alla totale elettrificazione della mobilità, per due ragioni. La prima è che l’utilizzo dei biocarburanti permetterebbe al settore automotive nazionale di sopravvivere, anche se certamente in dimensioni più contenute rispetto alle attuali. La seconda è che sui biocarburanti l’Italia ha già sviluppato negli anni competenze e investimenti che potrebbero essere valorizzati ed ampliati a tutto vantaggio dell’economia nazionale.

Ecco dunque che nel pomeriggio arriva la risposta del governo italiano, per bocca del vicepremier Matteo Salvini. Attraverso il suo profilo Facebook, nel riportare la notizia dell’accordo tra la Germania è la Commissione, il segretario della Lega fa sapere che «Il governo è determinato a proseguire nella strada del buonsenso: a tutela di posti di lavoro, ambiente e attività produttive e per non fare solo un enorme regalo alla Cina è necessario che l’Europa apra anche ai biofuels».

Una presa di posizione decisa che lascia intendere che la questione per il nostro governo non è affatto chiusa. Cosa peraltro affermata già ieri dal premier Giorgia Meloni al termine del Consiglio europeo. «La partita sui biocarburanti non è affatto persa. Stiamo dimostrando come anche i biocarburanti rispettino le emissioni zero: se una tecnologia risponde a quei target che ci siamo fissati, quella tecnologia può essere utilizzata».

Formalmente, come già argomentato ieri da queste colonne, la posizione italiana è ineccepibile: il Considerando 11 del provvedimento consente infatti l’omologazione successiva al 2035 di auto con motori a combustione interna nel caso in cui questi utilizzino «carburanti neutri in termini di emissioni di CO2». Cosa che i biocarburanti in effetti sono, al pari degli e-fuel. Se dunque la Commissione è disposta a considerare i carburanti chimici come ammissibili altrettanti deve fare con quelli biologici.

La battaglia del governo italiano è importante. L’onda dell’auto elettrica appare inarrestabile, soprattutto perché sono le case automobilistiche tedesche a volerla. Di fronte alla forza preponderante messa in campo dal sistema finanziario-industriale tedesco il governo italiano sta cercando di minimizzare i danni. Non va dimenticato che questo treno normativo si è generato in un parlamento europeo spostato a sinistra, e da una Commissione capeggiata da un ex ministro tedesco.

Il tempo però è poco e l’Italia deve agire subito per far passare il principio dell’equivalenza tra combustibili CO2-neutrali. La prima data utile per votare il provvedimento è il 5 aprile nel Coreper.

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