Cordata di camion dell’Ue per portare il grano di Odessa

L’Unione europea starebbe per annunciare un’iniziativa straordinaria per trasportare via terra il grano e il mais bloccati nei silos di Odessa, dal cui porto non possono partire a causa del blocco navale imposto dalla Russia.

Si tratterebbe di una sorta di “carovana alimentare”, un serpentone di camion che riporterebbe sul mercato internazionale le 4,5 milioni di tonnellate di cereali ferme al momento nella città ucraina. Lunedì il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, in visita ad Odessa dove a un certo punto è stato sorpreso da un attacco missilistico e costretto a scendere insieme al primo ministro ucraino Denys Shmyhal in un rifugio antiaereo, aveva anche fatto tappa al porto della città, pubblicando poi su Twitter le foto dei silos.

«Nel porto di Odessa ho visto silos pieni di grano, frumento e mais pronti per l’esportazione», aveva commentato. «Questo cibo di cui si ha estremo bisogno è bloccato a causa della guerra russa e dal blocco dei porti del Mar Nero, causando conseguenze drammatiche per i Paesi vulnerabili. Abbiamo bisogno di una risposta globale». Appelli in questo senso sono stati lanciati più volte dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha ricordato come il porto sia completamente bloccato per la prima volta dalla seconda guerra mondiale.

Anche il Programma alimentare mondiale dell’Onu ha lanciato l’allarme pochi giorni fa chiedendo che i porti ucraini vengano «riaperti con urgenza per evitare che la crisi globale della fame sfugga al controllo». Secondo le stime delle agenzie internazionali ci sarebbero in tutto 25 milioni di tonnellate di cereali bloccate in Ucraina.

I TIMORI EUROPEI

Secondo alcuni analisti i russi mirerebbero ad ottenere il controllo di tutta la costa ucraina, da Mariupol sul mar d’Azov a oriente fino appunto a Odessa, la cosiddetta “perla del mar Nero” a occidente, togliendo a Kiev l’accesso al mare e creando una continuità territoriale tra le repubbliche filorusse del Donbass e la Transnistria, passando per la Crimea. L’Ucraina è uno dei maggiori esportatori al mondo di cereali: prima della guerra copriva il 15,3% del commercio mondiale di mais, il 12,6% di quello dell’orzo e il 10% di quello del grano.

A preoccupare in modo particolare gli europei è il fatto che tra i maggiori acquirenti dei cereali ucraini c’è l’Egitto, mentre tra i Paesi più dipendenti figurano la Libia e la Tunisia. Tutti Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo e soggetti a possibili rischiose tensioni sociali, visto il precedente del 2011, quando la scintilla che portò alle primavere arabe partì proprio dalle proteste di piazza contro l’aumento dei prezzi dei generi alimentari.

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