
La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia del 2026, presentata ieri mattina in una conferenza stampa dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, racconta uno spaccato complesso, che va ben oltre quello dell’uso di sostanze stupefacenti.
Che resta però il pericolo principale, soprattutto tra i giovani. Nel 2025, si legge infatti nel documento, quasi 350.000 studenti under18 hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne, dato in aumento rispetto al 20% del 2024. Cannabis e cocaina continuano a rappresentare le sostanze più diffuse, mentre si osserva «una crescente diffusione di prodotti ad alta potenza e di Nuove sostanze psicoattive (Nps), in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi».
In particolare, tra gli studenti di 15-19 anni, dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, si osserva una ripresa dei consumi di numerose sostanze.
Secondo il dossier infatti, tra 2024 e 2025 cala leggermente il consumo di cannabis e derivati (da 21% a18%); sale quello di oppiacei (da 1,2% a 1,5%); è stabile quello di cocaina (da 1,8% a 1,9%) e stimolanti (da 2,4% a 2,7%); sale il consumo di allucinogeni (da 1,2% a 1,9%); è stabile quello di Nuove sostanze psicoattive (da 5,8% a5,7%) e di cannabinoidi sintetici (da 3,5% a 3,6%), mentre scende il consumo di psicofarmaci Spm-senza prescrizione medica (da 12% a 11%). Il dato sui farmaci riguarda quasi 180.000 minorenni, con prevalenze quasi doppie tra le ragazze.
I numeri complessivi, evidenzia Mantovano, coinvolgono «un adolescente su quattro» e sostanzialmente, «sono quelli di una pandemia che ha una particolarità: quella di non essere percepita come tale. È come se al tempo del Covid ci fossimo disinteressati delle caratteristiche del virus e della sua diffusione».
Fortunatamente, ha spiegato ancora il sottosegretario, il devastante Fentanyl «non attecchisce in Italia» ma questo ha anche una spiegazione ben precisa: il calcolo criminale. A fronte di un quantitativo delle diverse sostanze stupefacenti immesse sul mercato oscillante tra le 160 e le 220 tonnellate ma sono davvero minimi quelli di oppioidi. Mantovano ha sottolineato che in Italia è in atto da due anni e mezzo un piano specifico di contrasto a questa sostanza ma va anche considerato che «la diffusione dipende soprattutto da un calcolo criminale, nel senso che il Fentanyl è un oppioide che causa una dipendenza immediata anche con assunzione di quantitativi minimi e uccide il consumatore. Il che dal punto di vista della logica del mercato criminale non è una grande prospettiva» per chi opera in questo traffico.
I decessi correlati all’assunzione di sostanze sono in crescita, e secondo quanto riferito dal sottosegretario i numeri sono sottostimati. La relazione parla di 249 morti causate da sostanze stupefacenti, contro i 231 di un anno prima. Il 39% è attribuito all’uso di oppiacei; il 35% a cocaina (33%) e crack; il 2% ad altre droghe e il 24% a sostanze non specificate. Le principali cause del decesso sono intossicazione acuta letale (28%); danni d’organo (19%); incidente stradale (16%); suicidio (11%); traumi accidentali (9%).
Il rapporto non si concentra solo sulle droghe, ma anche sulle nuove dipendenze, legate all’uso della tecnologia. Secondo il documento, «quasi 230.000 studenti minorenni hanno mostrato un utilizzo problematico di Internet, caratterizzato da difficoltà nel controllo del tempo trascorso online e dalla tendenza a trascurare sonno e relazioni sociali». Per quanto riguarda il cyberbullismo il 47% dei minorenni ha riferito di essere stato vittima di episodi online, mentre il 32% di aver assunto in prima persona comportamenti offensivi o aggressivi in rete, fenomeno più frequente tra i ragazzi. L’1,4% ha partecipato ad almeno una challenge online nella propria vita, mentre il ghosting resta un’esperienza molto diffusa sia come comportamento messo in atto (30%) sia come esperienza subita (29%). Quanto al gaming: «Il 17% degli studenti minorenni ha mostrato profili di gioco a rischio, spesso associati a irritabilità e difficoltà di regolazione emotiva quando impossibilitati a giocare». Infine, il gioco d’azzardo tra i minorenni raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: «Il 64% degli studenti under18 ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita e il 59% lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno».
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video messaggio ha commentato il rapporto parlando di «una realtà molto complessa, che richiede un approccio a 360 gradi e il coraggio di risposte lungimiranti. Risposte che abbiamo tentato di dare in questi anni, partendo dalle priorità». A partire da quella fondamentale, i fondi per intervenire. Meloni ha evidenziato come «con questo Governo il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro solo nel 2025. Risorse fondamentali per sbloccare le assunzioni nei Serd, sostenere il lavoro delle comunità di recupero, investire nei programmi di prevenzione, garantire la libertà di cura su tutto il territorio».
E dalle 21 di stasera, in occasione della «Giornata internazionale contro le droghe», nelle ore notturne la facciata principale di Palazzo Chigi si illuminerà di blu fino alla mezzanotte di domani, proiettando in bianco le parole «No alla Droga».






