«Exploit» di Caserta al concorso in medicina
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In Italia le graduatorie riservano sempre sorprese. A volte è il candidato con il curriculum stellare, a volte è un gruppo di studio capace di trovare la formula magica, talvolta è il grado di parentela tra un candidato e il professore. Negli ultimi giorni, invece, è stata la geografia a divertirsi, con la piccola Caserta a riscoprirsi protagonista.

Lo scorso martedì si è svolta la prova nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina. Dopo poche ore sui social network è girata una graduatoria ufficiosa dei primi 15 punteggi d’aula basata su un campione di 14.997, cioè l’85,7% del totale. In questa élite, è spiccata la presenza di sette candidati provenienti dall’Università della Campania «Luigi Vanvitelli» di Caserta. Di questi, sei rientrano perfino tra i primi dieci, in compagnia di candidati delle varie università di Catania, Foggia, Roma Tor Vergata e Milano Statale. Il dettaglio di maggiore interesse per i più scaramantici è che, di questi sei casertani, tre hanno sostenuto la prova nella stessa aula.

In generale, però, a scatenarsi sono stati gli appassionati delle statistiche. Qualcuno ha rispolverato analisi di distribuzione ipergeometriche per dimostrare la «probabilità» di una concentrazione geografica così bizzarra. Tradotto in termini profani: le possibilità che casualmente sette dei primi 15 posti vadano a candidati di Caserta (su 403 totali in un campione di quasi 15.000) sono dello 0,00000513%, cioè una su 19,5 milioni. I più attenti hanno anche evidenziato la consistente presenza delle «seconde» linee casertane: nelle prime 25 posizioni ce ne sono 10, contro 0,67 attesi in base alla pura casualità e proporzionalità. Nelle prime 50 i casertani sono 12, contro 1,34 attesi e nei primi 100, 17 contro 2,69 attesi.

Al di là delle quantità, incuriosiscono anche i dati di valore. L’università di Caserta non può vantare risultati migliori della media: 75,17 contro il 77,77 delle altre università, una mediana di 75 contro il 79. Emerge, dunque, non un centro più preparato, ma un gruppo eccezionalmente concentrato nella parte più felice della graduatoria.

«Chiederemo formalmente l’accesso ai verbali di queste aule e al ministero dell’Università di aprire formale indagine, e invieremo comunicazione all’Anac (Autorità anti corruzione)»: ha dichiarato l’Associazione liberi specializzandi, voce dei medici in formazione.

Solo lo scorso anno, il 22 maggio, a Caserta le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni e sequestri nei confronti di otto soggetti gravemente indiziati di aver alterato le regolarità di un concorso interno per l’ammissione alla scuola di specializzazione in farmacologia e tossicologia clinica. Di questi, tre erano professori dell’ateneo: due hanno deciso di autosospendersi. Non ci sono sentenze né per il precedente dello scorso anno né per il curioso caso degli ultimi giorni. L’unica certezza è che in Italia le graduatorie riservano sempre sorprese, in qualche modo.

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