- In Inghilterra un uomo con un finto giubbotto esplosivo ha accoltellato diversi passanti sullo stesso ponte dove l’Isis fece 8 vittime nel 2017. Stavolta i morti sarebbero due. L’attentatore, bloccato da civili eroi, è stato ucciso dalla polizia. I video della scena su Internet.
- In Olanda violenza nelle vie dello shopping, gremite per il Black friday. Quartiere isolato.
Lo speciale contiene due articoli.
Un uomo armato di coltello e con indosso un finto giubbotto esplosivo ieri ha seminato il panico sul London Bridge e ferito diverse persone prima di essere ucciso dalla polizia. Quando il nostro giornale andava in stampa ieri sera, le autorità della capitale britannica non avevano né indicano le generalità dell’assalitore né ufficializzato il numero dei feriti, che secondo i quotidiani britannici sarebbero almeno dieci. Secondo la stampa britannica due dei feriti sarebbero morti in ospedale.
L’attentatore è stato ucciso dalla polizia sul ponte di Londra che già nel 2017 fu teatro di un attacco terroristico rivendicato dallo Stato islamico e che causò otto morti (più i tre attentatori) e 48 feriti. Scotland Yard ha confermato che il caso viene trattato come un attacco terroristico e le indagini sono state affidate alla polizia antiterrorismo. Neil Basu, numero 2 di Scotland Yard e responsabile dell’antiterrorismo, ha spiegato che verranno impiegati più agenti di polizia di pattuglia in tutta Londra dopo l’attacco, anche sulla rete dei trasporti.
L’allarme è scattato alle 14 ora locale circa, le 15 in Italia. Molti i video su Internet, in particolare su Twitter, che hanno raccontato in tempo reale l’attentato. Secondo le ricostruzioni possibili grazie ai filmati, sembra che l’aggressore sia stato bloccato da alcuni civili prima dell’intervento della polizia. In uno dei video si vede uno dei passanti con in mano il coltello strappato dalle mani dell’assalitore.
«La gente correva nel panico tra le urla, subito è arrivata la polizia che ha bloccato ed evacuato il Borough market pieno di gente e turisti, le persone si sono barricate all’interno dei negozi. Siamo ancora tutti in attesa di indicazioni», racconta un giornalista dell’Ansa che si trovava nei pressi del luogo dell’attentato. Una testimone oculare, Kirsten Jones, ha detto alla Bbc che l’assalitore indossava una specie di cintura esplosiva, poi rivelatasi un finto giubbotto esplosivo. «Ero su un autobus diretto a Sud sul London Bridge, quando questo si è fermato improvvisamente perché c’erano persone che attraversavano la strada. Sembrava che ci fosse uno scontro in atto: diverse persone litigavano tra loro. Poi mi sono resa conto che la polizia stava lottando con un uomo alto e con la barba. Ho sentito due rumori forti e un taser puntato sull’uomo, che era sdraiato per terra. Il presunto assalitore ha spostato il cappotto e mi sembra di aver visto una specie di giubbotto sotto. La polizia ha quindi indietreggiato velocemente».
E sempre via Twitter è arrivato il ringraziamento del primo ministro britannico Boris Johnson, che ha parlato di «incidente terribile», per la pronta reazione. Confermando la matrice terroristica dell’attentato, il sindaco della capitale, il laburista Sadiq Khan, ha chiesto ai cittadini di «rimanere determinati e restare uniti di fronte al terrore. Resto in stretto contatto con la polizia metropolitana e vengo aggiornato sugli sviluppi», ha scritto in una nota. «È stato confermato che nell’attacco ci sono stati dei feriti. Il mio cuore batte per loro, per le loro famiglie e per tutte le persone coinvolte», ha aggiunto ringraziando i servizi di emergenza che hanno risposto all’attacco. «Dobbiamo, e lo faremo, restare determinati, forti e uniti di fronte al terrore. Chi ci attacca e cerca di dividerci non avrà mai successo», ha dichiarato il sindaco.
Ma è lo stesso Khan che dopo un’esplosione a New York che nel 2016 fece 29 feriti disse che gli attacchi terroristici sono «parte integrante della vita in una grande città». Così come sembrano essere diventati, durante la sua amministrazione, parte integranti della vita a Londra anche gli accoltellamenti. Basti pensare che non si registravano così tanti accoltellamenti fatali ad adolescenti dal 2008. Come riportava la Bbc soltanto una settimana fa, quest’anno (con ancora un mese davanti) sono stati 25 i giovani uccisi per le strade della capitale del Regno Unito. Di questi, 23 sono stati accoltellati. A fine 2008 furono di più i morti tra gli adolescenti: 28. Ma meno gli accoltellamenti: 22. Di «epidemia fuori controllo» ha parlato alla Bbc Terry Ceshney, zio di una delle vittime di quest’anno, Jodie di 17 anni. E c’è anche un dato preoccupante che riguarda la giustizia: sono soltanto due gli omicidi di adolescenti che hanno visto i colpevoli consegnati alla giustizia.
Infine, uno sguardo ai numeri degli omicidi a Londra. Anche questi sono vicinissimi ai livelli record da dieci anni a questa parte. Sono stati, infatti, 130 quest’anno, mentre nel 2018 furono 132. I grafici diffusi dalle autorità mostrano una certa costanza negli omicidi da arma da fuoco e un’impennata, a partire dal 2016, anno in cui Khan è diventato sindaco, di quelli da coltello.
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