Lei va al lavoro, una «risorsa» la stupra
(IStock)
  • È un trentacinquenne gambiano con precedenti penali per possesso di droga l’uomo che la mattina di venerdì ha abusato di una donna di 53 anni a Gallarate, nel Varesotto. L’ha malmenata, trascinata e violentata dietro le siepi di un parcheggio.
  • Arrestato l’influencer Don Alì. Era responsabile di atti persecutori nei confronti di un maestro di scuola elementare.

Lo speciale contiene due articoli.

Incastrato dal cellulare perso. Un trentacinquenne del Gambia è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Gallarate perché accusato dalla brutale aggressione subita da una donna di 53 anni alle prime luci dell’alba di venerdì nel quartiere Cajello di Gallarate. Il gambiano è stato sottoposto a fermo per violenza sessuale aggravata e lesioni aggravate. È stato ascoltato dal pm Roberto Bonfanti e ha confessato la violenza sessuale.

Il trentacinquenne era già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali per spaccio di droga. Secondo le indagini, il gambiano avrebbe sorpreso la vittima alle spalle mentre camminava sul marciapiede per raggiungere il posto di lavoro. Dopo averla colpita e malmenata, l’avrebbe trascinata e violentata dietro le siepi di un’aiuola di un parcheggio pubblico. Sempre sulla base della ricostruzione delle forze dell’ordine, l’uomo sarebbe poi fuggito a piedi portando con sé il telefono cellulare della donna mentre avrebbe perso il proprio. Proprio questo lo avrebbe incastrato. La donna era stata soccorsa da un passante e trasportata all’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate. Poi è stata trasferita nella clinica Mangiagalli. La donna ha riportato diverse lesioni e le è stata assegnata una prognosi di 20 giorni.

Dalle indicazioni fornite da un testimone e dall’analisi a tappeto di tutti gli impianti di videosorveglianza pubblici e privati presenti nelle immediate vicinanze, gli investigatori del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gallarate hanno ricostruito il percorso di fuga dell’autore e individuato la sua abitazione. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione hanno scoperto l’uomo nascosto all’interno di un letto a cassettone. Il trentacinquenne, che indossava ancora gli stessi vestiti indossati all’alba e ripresi dalle telecamere, è stato immediatamente portato nella caserma di Largo Verrotti. Il cellulare della donna, grazie agli ulteriori approfondimenti, è stato recuperato all’interno di una proprietà privata lungo la via di fuga, non distante dall’abitazione dell’indagato. Il cittadino gambiano avrebbe, probabilmente, provato a nasconderlo per non farsi rintracciare ma l’escamotage non gli è servito perché gli investigatori sono riusciti a scovarlo. Al momento dell’irruzione i militari non hanno trovato nessuno in casa, almeno in apparenza. Poi si sono spinti fino alla camera da letto e lo hanno trovato rannicchiato in un cassettone. L’uomo, al momento dell’arresto, è rimasto in silenzio.

La Procura di Busto Arsizio è riuscita ad acquisire un quadro indiziario consistente. In caserma, nel corso dell’interrogatorio reso davanti al pm Bonfanti, l’indagato, messo di fronte alle responsabilità, ha reso piena confessione. Da quanto si è appreso, l’uomo di professione meccanico, ma di fatto nullafacente, è in Italia da oltre undici anni ed è sposato con una donna italiana dalla quale ha avuto anche tre figli. La brutale aggressione di Gallarate, che si è conclusa anche con la violenza sessuale, ha nuovamente riacceso i riflettori sul problema sicurezza allarmando i cittadini e le istituzioni. Sull’accaduto è intervenuto il sindaco della città, il leghista Andrea Cassani: «A nome della città volevo esprimere innanzitutto i complimenti ai carabinieri della compagnia di Gallarate per aver preso questo criminale. Ieri ancora non si sapeva chi era il colpevole, ma già tutti lo avevano capito: lo stupro ai danni di una nostra concittadina è stato perpetrano da un gambiano che evidentemente non è venuto a Gallarate per pagarci le pensioni o perché fuggiva da qualche guerra ma per farsi mantenere da noi e per stuprare una donna che potrebbe essere nostra madre, nostra moglie. Non è razzismo ma statistica: più del 50% dei reati violenti sono commessi dagli stranieri che sono in Italia meno del dieci per cento della popolazione. Il tutto è avvenuto a pochi passi dal Teatro Condominio dove pochi mesi fa giovani da tutta Europa, preoccupati per le conseguenze dell’immigrazione incontrollata e per l’elevata propensione a delinquere di questi, parlavano di remigrazione. È ora che tutti i cittadini aprano gli occhi sulle conseguenze dell’immigrazione e che anche la politica metta un freno a questa invasione e rispedisca al loro Paese questi criminali. Esprimo ancora vicinanza alla vittima e alla sua famiglia e come Comune faremo il possibile per sostenerli e stare loro vicini per superare questo momento».

Nella prima settimana di novembre, una turista panamense di 35 anni è stata aggredita e violentata da due cittadini stranieri. I due poi sono stati individuati e rintracciati dagli inquirenti. La giovane, nella notte tra venerdì e sabato, era stata avvicinata da due uomini mentre camminava in piazza San Pancrazio, uno dei luoghi più centrali della città, nei pressi della stazione di Santa Maria Novella. Secondo la ricostruzione fornita poi agli investigatori dalla vittima stessa, è stata costretta dai due uomini a seguirli e a entrare in un’automobile dove i due hanno iniziato prima ad aggredirla e poi ad abusare sessualmente di lei.

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