Sito in tilt e doppio rinvio. Ma dopo lo psicodramma il M5s assolve il leghista
  • Rousseau zoppica, slittano l’inizio e il termine della votazione sulla Diciotti. Sui 52.147 iscritti totali, il 59% si oppone al procedimento per il vicepremier.
  • Oggi la decisione della giunta del Senato: grillini decisivi. Per la Procura Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli «innocenti».
  • Nel movimento di apre il fronte dei sindaci. Filippo Nogarin e Chiara Appendino tifano contro il ministro. Luigi Di Maio: «si fanno strumentalizzare, mi cadono le braccia».

Lo speciale contiene tre articoli

Il soldato Salvini è salvo: gli iscritti del M5s hanno votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno.

Al termine di una giornata convulsa, i contrari al processo al segretario della Lega sono stati 30.948 (il 59,05%), mentre a favore dell’autorizzazione a procedere si sono espressi 21.469 militanti del M5s (il 40,95%). Hanno votato 52.147 iscritti al M5s, su un totale di circa 100.000 aventi diritto. «La votazione», secondo il Blog delle stelle, «entra nella storia di Rousseau per essere stata quella con il maggior numero di votanti di sempre in una singola giornata. Un record. E ciò conferma l’importanza dei principi di democrazia diretta all’interno del M5s». Fino a ieri, il primo gradino del podio era occupato dal voto sulle Quirinarie del gennaio 2015, quando votarono 51.677 iscritti.

Il risultato consente una navigazione serena del governo guidato dal premier Giuseppe Conte: già oggi si vedranno gli effetti concreti della scelta degli iscritti al M5s, visto che i sette componenti grillini della giunta per le Immunità del Senato si adegueranno alla indicazione della «base», definite «vincolanti» da Luigi Di Maio. Il vicepremier ha commentato su Facebook l’esito della consultazione online, che è stato comunicato mentre a Montecitorio era già iniziata l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari: «Grazie», ha scritto Di Maio, «a tutti i 52.417 iscritti che oggi hanno partecipato alla votazione online su Rousseau. Far votare i cittadini fa parte del nostro Dna, lo abbiamo sempre fatto come accaduto per il contratto di governo, per la scelta dei nostri parlamentari o per i programmi. L’altissimo numero di votanti dimostra anche questa volta che Rousseau funziona e si conferma il nostro strumento di partecipazione diretta». «Con questo risultato», ha aggiunto Di Maio, «i nostri iscritti hanno valutato che c’era un interesse pubblico nella vicenda Diciotti e che era necessario ricordare all’Europa che c’è un principio di solidarietà da rispettare. Sono orgoglioso di far parte dell’unica forza politica che interpella i propri iscritti, chiamandoli ad esprimersi. Presto ci saranno votazioni anche sulla nuova organizzazione del M5s». La nuova organizzazione alla quale si riferisce Di Maio è stata illustrata per sommi capi ai parlamentari nel corso dell’assemblea congiunta di ieri sera: «Non basta presentare una lista», ha detto Di Maio, «abbiamo bisogno di un tessuto di amministratori sui territori, di un’organizzazione verticale sui temi. L’argomento che vorrei porre nei prossimi mesi è un’organizzazione centrale del Movimento, con una struttura verticale». Il Movimento si fa partito, dunque, e non potrebbe essere altrimenti, considerati i risultati negativi che il M5s raccoglie nelle consultazioni regionali e amministrative.

Pochi minuti dopo, è arrivato anche il commento di Matteo Salvini: «Li ringrazio per la fiducia», ha detto il ministro dell’Interno, rivolgendosi agli iscritti del M5s, «poi non sono qua a stappare spumante, né mi sarei depresso se fosse stato il contrario. Ero tranquillo prima e sarò tranquillo domani. Se uno ha la coscienza a posto», ha aggiunto Salvini, «come ce l’ho io non vive con l’ansia».

Una giornata complicata, quella di ieri, per il M5s, i cui militanti hanno incontrato molte difficoltà di carattere tecnico per riuscire a esprimere il loro voto online. I responsabili della piattaforma hanno dovuto posticipare l’inizio e la fine della consultazione: l’apertura delle «urne telematiche», prevista per le 10 di ieri mattina, è slittata alle 11, e così anche la chiusura delle votazioni, originariamente fissata per le 19, è stata posticipata prima alle 20 e poi alle 21.30. La Verità ha assistito alla votazione di un iscritto, durata una mezz’oretta circa. I problemi che si sono verificati? Innanzitutto, per collegarsi alla piattaforma sono stati necessari diversi tentativi; una volta connessi, per tre volte è apparso il messaggio che segnalava che la password era errata; il tentativo di recuperarla è stato vano. In realtà, la password era corretta, e infatti dopo diversi tentativi il log in è riuscito. Prima che comparisse la fatidica scritta «grazie per aver votato», però, è stato necessario cliccare molte volte. Anche la formulazione del quesito, che aveva scatenato molte critiche, è stata leggermente modificata.

Sul Blog delle stelle si sono moltiplicate le proteste degli attivisti: c’è chi ha denunciato di non essere riuscito a votare pur avendo provato per 5 ore. La senatrice pentastellata Elena Fattori è intervenuta a gamba tesa: «L’associazione Rousseau usufruisce di 90.000 euro di soldi pubblici, versati dai parlamentari, dal mese di Marzo 2018. Quindi ha ottenuto circa un milione di euro per implementare la piattaforma. Non riesco neanche a connettermi. Tutti i mesi», ha aggiunto la Fattori, verso 300 euro e chiedo gentilmente, internamente, una fattura e il rendiconto. Mai ottenuto risposta».

In ogni caso, ora che lo scoglio della votazione on line sul caso-Diciotti è stato superato, il governo targato Lega-M5s può tornare a dedicarsi ai temi di più stringente attualità, tra i quali al primo posto c’è l’autonomia differenziata per Veneto, Lombardia e Emilia Romagna.

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