• Scontri e violenze di Peschiera non sono isolati. Le periferie sono bombe pronte a esplodere. Ecco la mappa dei quartieri in mani straniere.
  • Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni: «Gli arrivi incontrollati e le politiche di integrazione hanno ottenuto l’esito opposto, cioè rabbia e odio nei confronti del Paese che ha accolto e ospitato questa massa di disperati».
  • Più di 3.000 appartamenti Aler sono occupati abusivamente, come in via Bolla dove sono è scoppiata la rivolta. I pochi inquilini regolari: tra poco qui ci scappa il morto.

Lo speciale contiene tre articoli

«Qui comanda l’Africa». «Le donne bianche non salgono». Basterebbero questi due slogan per capire che aria tirava a Peschiera del Garda per la «Giornata Africa» del 2 giugno, quella in cui migliaia di ragazzi, soprattutto immigrati africani di seconda generazione, si sono radunati per «spaccare tutto», come hanno annunciato sulla piattaforma sociale Tiktok. Altri slogan: «Se non sei a Peschiera ti perdi tutta l’Africa in un solo posto», «Africa a Peschiera», «Oggi Peschiera è stata conquistata dagli africani», «Peschiera come l’Africa». Dopo aver seminato il panico con furti e aggressioni violente, hanno assaltato il treno per Milano, con vagoni devastati e un gruppo di ragazze molestate dal branco urlante.

Tornano alla mente le violenze sessuali in piazza Duomo a Milano la notte di Capodanno. Le tensioni e l’insofferenza violenta per un’integrazione mai veramente avvenuta, e forse mai voluta, si verificano sempre più spesso in tutto il Paese. Le periferie delle grandi città come le banlieue parigine sono bombe a orologeria. Ci sono scuole, come la elementare Narcisi a Milano, con il 68% di alunni stranieri mentre la media nella città è il 27%. Nelle case popolari la differenza è ancora più marcata, con le famiglie italiane a basso reddito da tempo trasferitesi altrove per evitare questi ghetti. La malavita ha fatto un salto di qualità. I ragazzini si organizzano in gang e si «allenano» scippando i coetanei griffati.

Le forze dell’ordine fanno quello che possono, ma sono sempre pochi rispetto al territorio. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, nella legge di bilancio 2021, ha fatto tagliare le unità militari dell’operazione Strade sicure: da 7.000 gli uomini impiegati scenderanno a 5.000. Secondo il Viminale, nel 2021 l’incidenza della criminalità straniera sul totale dei soggetti denunciati o arrestati è stata superiore al 30%; addirittura al 67% a Milano. Il 39% delle violenze sessuali è compiuto da stranieri, così come un reato su tre. Queste le situazioni più preoccupanti.

MILANO

Il Capodanno in piazza Duomo è solo la punta dell’iceberg. «Fino a qualche anno fa le situazioni di degrado legate alla presenza di immigrati coinvolgevano quartieri come Baggio, Quarto Oggiaro, Gratosoglio, Barona, Corvetto, San Siro; ora l’emergenza sociale ha contagiato il centro», afferma il consigliere comunale leghista Pietro Marrapodi. La responsabile di un negozio in corso Buenos Aires è stata picchiata selvaggiamente da un gambiano che stava cercando di rubare magliette. Tutto il quartiere è piagato dalla presenza di balordi che bivaccano nei giardini e tirano a campare vivendo di spaccio, furti e violenze. La stazione Centrale è terra di nessuno: il 18 maggio, un ventunenne è stato accerchiato da un branco di stranieri che gli hanno rubato il cellulare sotto la minaccia di cocci di bottiglia. La vittima ha riconosciuto uno degli aggressori, tuttavia il magistrato non ha convalidato il fermo. Corso Como, un tempo regno della movida, ora è terra degli africani e gli esercizi commerciali ne risentono. A Porta Venezia, area di spaccio dominata dagli algerini, si sono costituiti 12 comitati che chiedono il controllo del territorio. «Abbiamo chiesto di aumentare le telecamere per il controllo delle aree cittadine più a rischio», afferma Marrapodi, «ci è stato risposto che non siamo a Gotham City».

TORINO

Barriera di Milano, Falchera, Porta Palazzo, Aurora, Valdocco sono quartieri che gli agenti immobiliari presentano come «vivaci contesti multiculturali», ma nei citofoni dei palazzi ci sono più Aziz che Ferrero e spesso sono al centro di risse e violenze di ogni genere. I portici di via Nizza appaiono come una perpetua sagra del kebab. Porta Palazzo, la piazza del mercato, è anche piazza di spaccio, rapine, microcriminalità. Da Nichelino, città dormitorio del circondario, sono arrivati alcuni dei giovani africani sospettati per le violenze a Capodanno a Milano. In che misura la città sia dominata dalle etnie nordafricane è emerso il 6 febbraio scorso, quando centinaia di persone si sono riversate nelle strade, con atti di vandalismo, per festeggiare la vittoria del Senegal in Coppa d’Africa. «Da tempo denunciamo che Torino Nord è un maxi ghetto in cui imperversano gli spacciatori della mafia africana», afferma Maurizio Marrone, assessore regionale di Fratelli d’Italia. L’ultimo caso inquietante è quello del ventottenne marocchino che ha scorrazzato con il machete nel quartiere Aurora: arrivato da irregolare nel febbraio 2021, ha già denunce per furto, ricettazione e rapina e ha ricevuto due decreti di espulsione non rispettati.

MODENA

La zona della stazione per Sassuolo, inaugurata nel 1932, è ormai un’enclave africana. Bivacchi ovunque, inascoltate le segnalazioni dei residenti. La struttura è fatiscente e i vagoni abbandonati sono il rifugio dei senzatetto e il ritrovo per ubriacarsi o drogarsi. Non si contano gli atti vandalici a danno dei treni fermi. Il Comune aveva promesso la riqualificazione dell’area ma non si è andati oltre gli annunci. Altro luogo di degrado è l’ex albergo Holiday Inn, nella frazione Tre Olmi vicino alla Fiera. Ospitò anche Pavarotti, adesso è in completo abbandono e in mano alle gang africane. Sono controllati dagli irregolari africani anche i sotterranei del palazzo che ospita l’Agenzia delle entrate mentre un altro sottopasso, quello che collega il quartiere Crocetta con il centro storico e il museo Enzo Ferrari, è chiamato il «sottopassaggio della droga», un ghetto malfamato.

BOLOGNA

La mappa del degrado è stata disegnata da Confabitare che ha raccolto le segnalazioni dei residenti e oltre 15.000 firme sotto una petizione inviata al sindaco Matteo Lepore. A lamentarsi di più sono gli abitanti di via Indipendenza e stazione, del Pratello e dintorni, della zona universitaria. La Bolognina, alle spalle della stazione ferroviaria, è terreno di borseggi, spaccio, criminalità gestita da bande di immigrati africani. In alcuni condomini sono stati assunti vigilantes privati per garantire la sicurezza e l’incolumità anche di amici e parenti in visita alla sera.

FIRENZE

Alle Cascine, il più grande spazio verde della città, le aggressioni, lo spaccio e i bivacchi soprattutto di senegalesi avvengono alla luce del giorno mentre le mamme passeggiano con i bambini o la gente che fa jogging. Dopo l’ennesima aggressione di un gruppo di stranieri ai danni di un anziano disabile, picchiato e preso a calci per sfilargli un pacchetto di sigarette, il Comitato cittadini per Firenze ha organizzato un corteo su viale Lincoln. «Nardella e il Pd vengono alle Cascine solo per la festa del ramadan, ma fanno finta di non vedere gli spacciatori», è l’accusa del consigliere comunale Alessandro Draghi, capogruppo di Fratelli d’Italia. «Il parco è in mano agli spacciatori extracomunitari».

ROMA

L’Africa nella capitale ha una geografia diffusa: le case popolari occupate, le banchine e le tendopoli lungo il Tevere da ponte Risorgimento all’Isola Tiberina, il quartiere Esquilino il cui mercato assomiglia a un suk, il parco di Colle Oppio dove si danno appuntamento gruppi di stranieri che si lavano seminudi nelle fontane. La stazione Termini è un grande bivacco e nelle periferie il degrado sociale è esplosivo. A Torre Spaccata un residente su tre è straniero, a Grottarossa uno su quattro, a Casetta Mistica-Torrenova il 24% e nella zona dell’Omo. A Tor Pignattara in alcune strade si vedono quasi soltanto africani e bangladesi con negozi alimentari e internet point.

PALERMO

Perfino le guide turistiche segnalano le zone da evitare per la malavita di colore. Il quartiere Zen è il regno degli immigrati che hanno occupato immobili già fatiscenti. Poi il Brancaccio, la Vucciria e l’area di Ballarò presso la torre di San Nicolò. Spaccio e prostituzione sono le attività più frequenti degli stranieri che bivaccano negli androni degli antichi palazzi barocchi della città, abbandonati nell’incuria. Molti edifici sono occupati illegalmente approfittando dell’assenza dei proprietari che si sono trasferiti nei quartieri satelliti della città, di nuova costruzione e più sicuri. Il centro storico, gioiello architettonico, è nelle mani degli immigrati africani che fanno da padroni.

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