Ravenna, il 25% dei non idonei al Cpr è tornato libero di commettere reati
Flashmob organizzato all'ospedale di Ravenna, in risposta alla perquisizione eseguita nei giorni scorsi nel reparto di malattie infettive, sull'ipotesi che sei medici abbiano falsificato i certificati per impedire l'invio nei Cpr di alcuni migranti, 16 febbraio 2026 (Ansa)

A Ravenna c’è un lasciapassare che ricorre con una certa puntualità nelle biografie giudiziarie di alcuni irregolari: il certificato di inidoneità al Cpr. Il certificato anti-trattenimento finiva nelle tasche degli immigrati, mentre negli archivi delle forze dell’ordine continuavano ad accumularsi denunce e arresti: furti, droga, stalking, minacce, aggressioni e resistenze.

La Verità è in grado di ricostruire i contenuti di un’informativa che gli investigatori avrebbero inviato nella prima fase dell’inchiesta in Procura e che, poi, sarebbe stata utile per le valutazioni rispetto alle esigenze cautelari. Gli stranieri passati dalle visite dei medici anti-Cpr del Santa Maria delle Croci e già noti alle forze dell’ordine, prima e dopo quel controllo, sono una decina.

La contabilità, comprendente anche i due profili ricostruiti ieri dalla Verità, rende ancora più interessanti le inidoneità. Perché mentre in ospedale si certificavano fragilità, sospetti diagnostici o l’impossibilità di escludere patologie, fuori dal reparto alcuni di quei pazienti continuavano a collezionare reati.

Uno di loro riveste un ruolo particolare nella vicenda.

Il 10 luglio 2025, Sow Mamadou L. viene accompagnato dalla polizia in ospedale per una visita medica finalizzata al trattenimento nel Cpr. La sua certificazione di inidoneità, emessa dalla dottoressa Anastasia Zoffoli (sospesa dall’esercizio dell’attività sanitaria per 10 mesi), per gli inquirenti è viziata da anomalie. I magistrati decidono di approfondire, concentrandosi sulle diagnosi del 2024, a partire dal mese di gennaio. A Sow, guineano del 1999, Zoffoli diagnostica «un sospetto quadro di malattia polmonare» che per gli investigatori sarebbe «non riscontrato dagli esami». Con l’inidoneità in tasca, il 20 agosto 2025 avrebbe accoltellato al volto il titolare del New Bar Bomber di via Nicolodi, aggredendo poi con calci e pugni i militari intervenuti. A settembre sottrae una bottiglia di liquore al Conad di via Aquileia, mentre a novembre rimedia una denuncia per atti persecutori e minacce alle cassiere dello stesso supermercato. Il 2 dicembre torna dai camici del progressismo. A visitarlo, stavolta, è Miriam Zanotti (interdetta dall’attività di certificazione): viene dichiarato inidoneo al termine di una visita di soli cinque minuti e sulla base di affermazioni verbali. Libero di circolare, inaugura il 2026 con resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

In quel periodo transita ancora dal Santa Maria delle Croci. Il 2 gennaio la dottoressa Elisa Vanino (sospesa dall’esercizio dell’attività sanitaria per 10 mesi) ne attesta l’inidoneità per «l’impossibilità di escludere infezioni da scabbia». Niente Cpr. Come per Diallo A., il ventinovenne guineano che già nell’aprile 2023 era stato denunciato a piede libero per una serie di furti ai danni di attività commerciali. Nel suo mirino finì il Caffè degli affari di via Berlinguer. Una spaccata da 600 euro. Diallo, soggetto a diagnosi pregresse di psicosi, viene valutato il 19 e il 27 novembre 2025 dal dottor Damiano Larnè (interdetto dall’attività di certificazione) e giudicato inidoneo per la «documentata fragilità psichica». L’ultima visita di Diallo avviene il 27 dicembre 2025. La dottoressa Miriam Zanotti gli consegna l’inidoneità dopo una visita di due minuti, nonostante precedenti esami radiologici ed ematologici negativi.

Al centro dei trascorsi giudiziari di Saif S. e Amine Mohamed B., invece, ci sarebbe la droga. Saif, tunisino del 2006, viene risparmiato dal Cpr a seguito di un controllo medico di Zanotti, che ne attesta l’inidoneità per «l’impossibilità escludere potenziali infezioni». Il 26 febbraio 2026 è tra gli arrestati del blitz della polizia che ha colpito la piazza di spaccio nella zona della stazione e dei giardini Speyer. Amine, tunisino del 1989, viene dichiarato inidoneo da Marta Zatti ( sospesa dall’esercizio dell’attività sanitaria per 10 mesi) il 16 maggio 2025, «senza che lo stesso», sottolinea chi indaga, «sia stato sottoposto ad accertamenti». Verrà denunciato per possesso di cocaina, il 27 novembre 2025.

La lista prosegue con Ben Khemais H. Il 16 dicembre 2025, il tunisino cinquantaquattrenne si oppone a ogni tipo di controllo. Nel dubbio, la dottoressa Zoffoli gli rilascia l’inidoneità. Il 31 dicembre verrà denunciato per inottemperanza all’ordine del questore. I «limitati accertamenti infettivologici» inducono il dottor Damiano Larnè, il 5 dicembre 2025, a negare l’accesso al Cpr per Eghenlen E. Per i giudici, Larnè ha dichiarato il falso. Quattro giorni dopo il suo paziente, un nigeriano del 1986, verrà denunciato per minacce aggravate in stazione. L’ultima impresa porta la firma di Sarder F. Inidoneo il 23 gennaio 2025 con Elisa Vanino, e il 7 maggio 2025 con Marta Zatti, il bengalese ventiseienne si fa arrestare il 26 luglio del 2025 per stalking e furto. Ora, in Consiglio comunale il capogruppo della lista La Pigna, Veronica Verlicchi, pretende chiarezza: «Ho presentato un’interrogazione formale chiedendo al sindaco di rivolgersi al direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori (del quale la consigliera chiede le dimissioni, ndr), affinché spieghi come sia stato possibile arrivare a questa situazione». Del tutto fuori controllo.

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