• Il cardinale modaiolo twitta citando San Matteo per criticare la linea dura del governo. Così si allinea al pensiero dominante e trascura le cause della tragedia migratoria.
  • La Corte dei conti sui buchi del sistema dell’ospitalità: «Profughi liberi di spostarsi senza controllo. Nessuna verifica sui fondi alle Ong».

Lo speciale contiene due articoli

Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, ieri ha voluto commentare la vicenda della nave Aquarius con una citazione tratta dal Vangelo secondo lui. «Ero straniero e non mi avete accolto», ha scritto su Twitter. Il riferimento biblico è a un passo di Matteo in cui si parla del giorno del giudizio. Per inciso, coloro che non hanno accolto il forestiero sono definiti «maledetti» e vengono spediti «nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli».

Chissà se il cardinal Ravasi vorrebbe davvero destinare Matteo Salvini al «supplizio eterno» per avere rifiutato l’ingresso nei porti italiani all’imbarcazione di Sos Méditerranée. Di certo c’è che il monsignore è un grandissimo esperto di accoglienza. Lui sì che ospita gli stranieri come Dio comanda. Non ci credete? Chiedete conferma ad Anna Wintour, la potentissima direttrice di Vogue. Quando si è presentata a Roma, alla Galleria Colonna, per il lancio della grande mostra Heavenly bodies (organizzata al Met di New York con la collaborazione del Vaticano), Ravasi era in prima fila, a fare gli onori di casa. Ha accolto la sua ospite Vip con tutti gli onori, si è fatto fotografare con lei e con Donatella Versace. Questa si chiama ospitalità!

Già nel 2015, dopo tutto, Ravasi ebbe a dire: «La Chiesa deve schierarsi dalla parte dell’accoglienza, pur comprendendo che comporta difficoltà, impegni e comprensione». Ma certo. per esempio, quando ospiti la Wintour, devi assicurarti che abbia tutte le attenzioni da lei richieste. Lo avete visto il Diavolo veste Prada? Beh, allora sapete quando la signora possa essere esigente…

Nel gennaio del 2017, il cardinale ha ulteriormente chiarito il suo pensiero in materia di immigrazione, con un articolo su Famiglia cristiana intitolato Gesù profugo nei profughi di questi tempi. Probabilmente, nessuno aveva avvisato il monsignore che i profughi veri sbarcati in Italia sono una minoranza piuttosto esigua. Purtroppo, dicevamo, gli stranieri incontrati da Ravasi sono un po’ particolari. Wintour a parte, bisogna dire che il cardinale ha accolto, all’inizio di marzo, anche Jallow Buba ventenne gambiano, e Ansu Sise, diciannovenne senegalese. Sono due musulmani, già ospiti della cooperativa Auxilium nel Cara di Castelnuovo di Porto. Ravasi li ha incontrati per consegnare loro le magliette della squadra di maratoneti della Santa sede, la Athletica Vaticana. I due, infatti, sono stati «adottati» dal team in segno di solidarietà (ma di certo le loro doti atletiche hanno aiutato).

L’accoglienza dei due podisti deve aver convinto Ravasi di essere un vero samaritano, uno che può bacchettare gli altri a partire dal Verbo divino. Sfortunatamente, il pubblico di Twitter non l’ha presa benissimo, anzi lo ha bersagliato d’insulti. Ma anche di commenti un pochino più garbati riguardanti l’immigrazione. Il Vangelo, non per nulla, dice «ero forestiero e mi avete accolto», ma non dice nulla a proposito di Cara, di lavoro in nero nei campi di pomodori, di criminalità organizzata, di guai per la popolazione residente eccetera. Tutto il lato oscuro dell’invasione il cardinale ha pensato bene di trascurarlo, utilizzando la Buona novella per sostenere il pensiero unico. E non è certo il solo. I gesuiti del Centro Astalli hanno dichiarato che «mettere in salvo vite è un atto di umanità che non può essere oggetto di trattative politiche o dispute tra governi». Il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas italiana, ha parlato di «sconfitta della politica». I missionari comboniani si sono detti «esterrefatti e indignati». Si è fatto sentire con il suo «appello a Salvini» pure Mussie Zerai, il prete eritreo che finì indagato dalla Procura di Trapani perché stranamente bene informato sulle posizioni dei barconi da soccorrere nel Mediterraneo.

Insomma, una bella fetta della Chiesa continua a schierarsi con decisione del fronte immigrazionista. Nessuno a cui sia venuto in mente il famoso «diritto a non emigrare» citato da Joseph Ratzinger. La linea è esattamente quella seguita da Ravasi: chi non apre le frontiere è un maledetto da consegnare alle braci infernali. Dispiace che i prelati siano così proni all’ideologia, ma non stupisce. Dopo tutto, tifare per gli immigrati, nel nostro Paese, è una moda seguita dalla maggioranza dei Vip e degli intellettuali. E se questa è la moda, anche l’uomo di Chiesa deve adeguarsi. Altrimenti Anna Wintour ci resta male.

Francesco Borgonovo


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