Per svuotare Lampedusa dai migranti levano i trasporti pubblici ai siciliani
Ansa
L’azienda regionale cancella le corse: i mezzi servono per i trasferimenti di chi è arrivato nei giorni scorsi. Tensioni fra gli stranieri all’hotspot. I sindacati di polizia: «L’emergenza toglie personale ai territori».

Mentre Viminale e prefettura accelerano per alleggerire l’hotspot di contrada Imbriacola, al molo di Lampedusa la situazione resta complicata: gli sbarcati ma anche i migranti in partenza restano per molto tempo in fila, tra bivacchi e tensioni. La strada di accesso all’hotspot già all’alba si presenta con centinaia di persone, divise su due file, che aspettano di salire sulle navette per raggiungere il porto. Tutti o quasi hanno un asciugamano al collo o sulla testa per tentare di proteggersi dal sole. E proprio i tempi lunghi d’attesa hanno provocato piccoli disordini, con dei gruppi di nordafricani che hanno tentato di scavalcare la fila introducendosi nelle proprietà private per poi uscirne diversi metri più avanti, causando delle tensioni con chi rispettava l’ordine. È dovuta intervenire la polizia per evitare, dopo gli spintoni, anche la rissa. I volontari della Croce rossa hanno poi spiegato che c’era posto per tutti e che tutti avrebbero lasciato l’isola.

Anche decine di giovani nordafricani, stanchi di aspettare il loro turno dietro il cancello chiuso dell’hotspot, hanno iniziato a scavalcare la recinzione e utilizzando il passaggio che c’è sulla collina hanno provato a raggiungere chi era già lungo la strada, senza aspettare il loro turno. I poliziotti, però, li hanno riportati nel centro d’accoglienza, invitandoli a rispettare le disposizioni per evitare disordini.

«A noi è rimasta una sola speranza, che è quella di non essere lasciati soli», ha commentato il sindaco Filippo Mannino. Intanto oggi e domani, molte corse dell’Azienda siciliana trasporti (Ast) saranno cancellate e altre potrebbero subire dei ritardi. Più di trenta pullman dell’azienda partecipata dalla Regione, infatti, saranno utilizzati nei prossimi due giorni per far fronte all’emergenza migranti. Lo ha comunicato ieri l’assessorato regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli sbarchi intanto continuano, anche se con meno intensità. Durante la notte sono approdati in 204, fra cui molte donne e bambini, dopo che le motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza hanno soccorso cinque imbarcazioni. Nella mattinata, invece, sono sbarcate altre 140 persone, facendo salire a nove il numero dei barchini arrivati a partire dalla tarda serata di ieri. Il numero degli ospiti presenti all’hotspot di Contrada Imbriacola, però, riferisce la Croce rossa italiana, ieri mattina era sceso già a 3.800, come già anticipato dal commissario all’Emergenza migranti, il prefetto Valerio Valenti. E nel corso della giornata erano previste 2.500 partenze. «Stiamo facendo il possibile, e anche di più», ha spiegato il presidente della Croce rossa Rosario Valastro, che ha aggiunto: «Gli operatori e i volontari stanno garantendo pasti, accoglienza e soluzioni. Dopo i trasferimenti la situazione è più tranquilla, ma vorrei sottolineare la differenza tra chi sta a guardare e chi è operativo».

«Gli sbarchi continui stanno diventando uno dei problemi principali del Paese, perché oltre a mettere in ginocchio il nostro sistema di accoglienza distolgono dal controllo del territorio moltissimo personale delle Forze dell’ordine», tuona il segretario generale del Coisp Domenico Pianese. Secondo Pianese, «le attività conseguenti agli innumerevoli sbarchi stanno comportando una distrazione di risorse dalla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, in un’area, tra l’altro, particolarmente complessa e difficile in cui la criminalità organizzata prolifera. È assolutamente necessario, dunque, far fronte a questa emergenza non solo inviando più agenti negli hotspot, come sta già facendo il Viminale, ma anche attraverso assunzioni straordinarie tra le forze di polizia».

La nave Aurora, coordinandosi con le autorità italiane, ha soccorso 84 persone da due imbarcazioni in difficoltà a sud di Lampedusa: 36 erano su una barca di legno, 48 su una di ferro instabile. Il porto di sbarco assegnato è Catania, proprio per evitare ulteriore congestione nell’hotspot. Per verificare la situazione, Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, è stata in visita a Lampedusa: «Sono venuta per sostenere il popolo e il governo italiano perché le frontiere italiane sono anche le frontiere di tutta l’Europa. Dobbiamo cambiare la politica sui migranti dell’Unione europea per aiutare il governo italiano che oggi si trova solo ad affrontare questa crisi e anche il governo francese deve cambiare totalmente».

«La situazione è stata ed è abbastanza complicata», ha spiegato ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Abbiamo avuto una concentrazione di arrivi che ovviamente ci ha messo a dura prova nella gestione del sistema di accoglienza. Nonostante situazioni sicuramente non ordinarie c’è stata una tenuta». E ha precisato: «Ci hanno accusato di aver esagerato quando volevamo avere a disposizione procedure e metodologie per fronteggiare questa situazione. Qualcuno dice ancora che non abbiamo una visione o una previsione, invece proprio perché l’avevamo messo in conto ci siamo organizzati per tempo».

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