Dopo due mesi vissuti nel terrore e nella paura, una donna di 56 anni può dare un volto al suo aggressore. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Roma, hanno arrestato un cittadino congolese di 32 anni, accusato di aver aggredito, violentato e rapinato nella sua casa la signora.
Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, è stato rintracciato nella periferia capitolina e nel suo domicilio è stata trovata gran parte della refurtiva. L’aggressione è avvenuta nell’appartamento della vittima, nel cuore dello storico Rione Monti, a pochi passi dal Colosseo.
La ricostruzione tracciata dagli inquirenti descrive una sequenza drammatica: la donna è stata sorpresa alle spalle mentre rientrava nel proprio palazzo, spinta con la forza all’interno dell’appartamento, sequestrata, violentata e infine rapinata di tutti gli oggetti di valore che aveva in casa.
Roma, donna violentata e rapinata in casa: arrestato dopo due mesi il presunto aggressore
Secondo quanto emerso dalle indagini, la cinquantaseienne stava facendo ritorno a casa dopo una giornata di lavoro e non si sarebbe accorta minimamente di essere pedinata da un uomo a breve distanza. L’africano l’avrebbe afferrata con violenza dalle spalle, impedendole di parlare, e l’avrebbe costretta ad aprire la porta.
A quel punto la vittima, non potendosi divincolare, è entrata in casa con l’uomo che l’ha sequestrata all’interno della sua stessa abitazione. La donna, in preda alla disperazione più totale, non aveva alcuna libertà di movimento. Ed è stato in quel momento che l’immigrato avrebbe anche abusato di lei sessualmente.
Dopo averla violentata, sempre secondo quanto ricostruito dalle indagini, l’uomo ha fatto razzia di tutti gli oggetti preziosi e di valore che la donna possedeva: ha portato via orologi e gioielli, lasciando la malcapitata ferita e sotto choc sul pavimento.
Solo quando il suo aggressore è andato via, la donna ha trovato la forza di chiamare aiuto e allertare il 118. Sul posto sono giunti immediatamente i sanitari assieme ai carabinieri del comando provinciale di Roma.
La vittima è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola, dove è stato attivato immediatamente il protocollo sanitario e psicologico previsto per le vittime di abusi sessuali. I medici le hanno riscontrato lesioni fisiche e uno stato di gravissimo choc post-traumatico.
Dalle telecamere all’identikit: i carabinieri risalgono al 32enne fino al Trullo
Da quel momento in poi, gli investigatori si sono messi sulle tracce dell’uomo senza tralasciare alcun particolare. I carabinieri hanno effettuato diversi sopralluoghi nell’appartamento per consentire i rilievi tecnico-scientifici alla ricerca di tracce biologiche, impronte digitali e profili genetici lasciati dall’aggressore.
Contemporaneamente, i militari hanno setacciato la rete di videosorveglianza della zona, analizzando decine di ore di filmati registrati dalle telecamere pubbliche e dagli impianti privati delle attività commerciali del quartiere.
Dall’incrocio tra le immagini delle telecamere, le testimonianze raccolte nel rione e la descrizione fornita dalla vittima, gli investigatori sono riusciti a ricostruire un identikit preciso dell’aggressore. Le indagini hanno portato i carabinieri ben lontano dal centro storico, fino alla periferia sud-ovest della Capitale, nel quartiere del Trullo.
Qui i militari hanno individuato l’abitazione in cui si nascondeva l’uomo che corrispondeva a quell’identikit. In questo modo sono riusciti a risalire alla sua identità: un cittadino originario della Repubblica del Congo, di 32 anni, già noto alle forze dell’ordine e senza un lavoro fisso.
Refurtiva trovata in casa: l’uomo finisce a Rebibbia per sequestro, violenza e rapina
Durante la perquisizione domiciliare i carabinieri hanno trovato, nascosta all’interno di una stanza, la refurtiva sottratta alla cinquantaseienne, tra cui gli orologi e i gioielli che la vittima ha poi formalmente riconosciuto. Il giovane è stato arrestato e trasferito nel carcere di Rebibbia ed è accusato di sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina.
La Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la convalida del fermo e la misura della custodia cautelare in carcere.
La notizia dell’aggressione ha scosso profondamente il Rione Monti e tutta la Capitale, riaccendendo il dibattito sul problema della sicurezza urbana e sulla tutela dei cittadini che non sono più al riparo nemmeno tra le mura domestiche.
Da Roma a Milano, altri casi di aggressioni e violenze riaccendono l’allarme sicurezza
Un problema che non è circoscritto solo a Roma. Nei giorni scorsi, una coppia di fidanzati è stata aggredita all’esterno di un locale da un cittadino nordafricano «in stato di alterazione per alcol e droga». Lo scorso 4 luglio una jogger di origini straniere è stata violentata al Parco delle Cave di Milano mentre si allenava da un cittadino di origini egiziane, di 26 anni, che è stato poi arrestato.
La vittima ha raccontato ai poliziotti che un giovane di origini straniere l’aveva avvicinata con un pretesto e poi, con una furia inaspettata, l’ha improvvisamente spinta a terra, iniziando a palpeggiarla in modo violento nelle parti intime. Anche in questo caso sono state decisive le immagini delle telecamere di videosorveglianza e la testimonianza della vittima.
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