«Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera, affinché il Signore benedica questa missione in quei Paesi a me tanto cari». È con queste parole che ieri papa Leone XIV si è rivolto ai fedeli presenti in piazza San Pietro per chiedere vicinanza per il viaggio apostolico in America Latina, che inizierà domani e durerà fino al 17 novembre. Il Santo Padre sarà impegnato in tre Paesi: Uruguay, Argentina e Perù. Una trasferta significativa – la settima, considerando quella di San Marino – anche perché per nulla scontata dopo l’operazione al Policlinico Gemelli dello scorso 13 ottobre per una rimozione del lobo inferiore del polmone destro, a seguito dell’individuazione di un nodulo.
Leone XIV riparte dopo l’intervento al Gemelli
Il timore era di una «rimodulazione» se non perfino di un rinvio del viaggio, che invece dopo un ricovero durato appena quattro giorni ha visto Leone XIV in una ripresa tale da poterlo confermare. Come dichiarato da lui stesso nel chiedere preghiere, l’auspicio del Papa è che «questo viaggio possa rafforzare la fede, rinnovare la speranza, ravvivare il fuoco della carità e servire da stimolo per continuare a proclamare il Vangelo con gioia». Non sono parole di circostanza, vista l’importanza ecclesiale della meta del viaggio.
America Latina, il cuore cattolico del mondo
A dispetto, da una parte, dell’erosione interna di fedeli in atto da decenni e, dall’altra, dell’avanzata dell’evangelizzazione in Africa, l’America Latina resta difatti la regione più cattolica del mondo, con oltre 575 milioni di fedeli: il 40% di tutti quelli del pianeta. Recarsi a quelle latitudini significa dunque andare a incontrare, almeno demograficamente, il cuore pulsante della Chiesa cattolica mondiale; inoltre sono in programma incontri assai delicati, come quelli con alcune vittime di abusi commessi da membri del clero e della Chiesa.
Uruguay, la prima tappa della missione di Leone XIV
Tutto questo papa Prevost ovviamente lo sa benissimo e anche per questo, c’è da immaginare, chiede di essere accompagnato dalle preghiere. Del resto, il programma stesso del viaggio sarà assai intenso; lo ha fatto capire apertamente lo stesso segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, il quale ieri, a chi gli ha chiesto se il pontefice sia pronto, ha risposto: «Credo di sì. Adesso stiamo facendo le valigie, sono molto grandi perché il viaggio è lungo». Il viaggio comincerà domani in Uruguay, Paese dall’identità laica ma dalle radici cristiane dove, in una fitta agenda di incontri, Leone XIV resterà fino a sabato e dove, a Montevideo, avrà subito quello con le autorità in Plaza Independencia, luogo simbolico della storia nazionale.
Argentina, l’omaggio a Francesco nella sua Buenos Aires
Domenica, invece, con l’arrivo a Buenos Aires, inizierà la tappa argentina del viaggio. E qui non si può non richiamare un elemento a dir poco curioso: pur avendo compiuto diversi viaggi in America Latina, papa Francesco non era mai tornato nella «sua» Argentina; un incontro paradossalmente mancato attorno al quale sono negli anni fiorite varie ipotesi, ma che ci penserà il suo successore a realizzare a breve. Peraltro, proprio nella cattedrale di Buenos Aires è in programma un momento di omaggio alla memoria di Bergoglio in un luogo che conserva una testimonianza del suo legame con la Chiesa argentina.
Nella tappa argentina non mancheranno poi incontri con gli ultimi e i fragili, che il pontefice avrà per esempio visitando il Piccolo cottolengo Don Orione di Claypole, dove la Chiesa accoglie chi è più in difficoltà, così come incontrando i detenuti, in aggiunta a rappresentanti del mondo del lavoro, delle comunità cristiane, delle altre tradizioni religiose, delle équipe sinodali e, naturalmente, dei giovani.
Perù, il ritorno nei luoghi della missione di Prevost
Infine, dall’11 al 17 novembre, Leone XIV approderà nel «suo» Perù, essendo un Paese che conosce profondamente: lì è stato missionario e docente dal 1984 al 1999 e lì, dal 2015 al 2023, è stato vescovo di Chiclayo. Nel corso di questo pellegrinaggio, oltre a ritrovare luoghi e persone a lui care, probabilmente il Santo Padre toccherà temi di grande attualità quali le disuguaglianze sociali, la tutela dei popoli e la cura del creato.
Due, a quanto pare, saranno le direttrici e i fili rossi di questo viaggio in America Latina: l’ascolto verso i bisognosi, oltre che verso le vittime di abusi, e la chiamata alla santità, da intendersi non come ideale astratto bensì come chiamata all’impegno personale e comunitario. Ad augurare buon viaggio al Papa ci ha probabilmente pensato pure il celebre cantautore Bob Dylan, che ieri – coperto da un savonarolesco cappuccio scuro – è stato ricevuto da Leone XIV, che deve averlo a cuore avendone citato i versi nella prefazione di un libro sul disarmo.
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