Nonostante sia ancora in convalescenza dopo il ricovero al Gemelli, papa Leone XIV non ha rinunciato all’udienza generale in piazza San Pietro e al bagno di folla tra le circa 30.000 persone che si sono radunate per ascoltarlo.
Dopo la pioggia torrenziale che ha bagnato la capitale, il Pontefice è uscito in auto scoperta per benedire i fedeli e tanti bambini, che sono stati uno degli argomenti del suo discorso. Il Papa ha infatti affermato che «la fecondità dell’amore coniugale si esprime nella procreazione dei figli, il dono più eccellente del matrimonio», citando la costituzione pastorale Gaudium et spes, e ha esortato il mondo della politica e della cultura a «collaborare alla promozione del matrimonio e della famiglia».
L’importanza della famiglia nella visione di Leone XIV
Un compito, questo, che il Papa ha definito «più che mai urgente». «La Chiesa lo sa bene, come dimostra la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio», ha affermato Leone XIV. «Fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali. La Santa Famiglia di Nazaret ci illumini nel cammino e protegga le famiglie del mondo intero».
Il Pontefice ha ricordato che proprio la famiglia è «il fondamento della società» e «una scuola di umanità più ricca». Ha inoltre definito il matrimonio come «un’intima comunione di vita e d’amore coniugale», fondata sulla «piena fedeltà» e sulla «indissolubile unità» degli sposi. «Non limitandosi all’attrattiva erotica, che pure integra in sé, l’amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza», ha detto il Papa. «Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio».
Leone XIV ha anche sottolineato che «la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura, evitando «l’aborto come l’infanticidio» poiché la vita «mai va scartata».
Il ricordo dei sacerdoti uccisi in Spagna
Alla fine dell’udienza, il Papa ha ricordato i sacerdoti uccisi durante la guerra civile spagnola (1936-1939). «Sabato scorso, a Ibiza, sono stati beatificati don Juan Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa del secolo scorso», ha detto il Pontefice. «La loro testimonianza ci incoraggia a fare della vita un’offerta d’amore a Dio e ai fratelli».