«Anche se adesso nega sapeva di McCarrick». Viganò smentisce Bergoglio
  • Dopo molteplici conferme sugli abusi perpetrati dal cardinale americano, il Pontefice in un’intervista afferma di non ricordare. L’ex nunzio insiste: «Fui io ad informarlo».
  • Nella versione originale del confronto con la reporter messicana, il Santo Padre vacilla e non esclude di esser stato ragguagliato sugli scandali sessuali. Ma nella traduzione italiana risulta che fosse all’oscuro.

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«Di McCarrick non sapevo nulla, ovviamente, niente, niente. L’ho detto diverse volte, che non sapevo, non ne avevo idea. E quando questo dice che mi ha parlato quel giorno, è venuto … E non ricordo se me ne ha parlato. Se è vero o no. Non ne ho idea». Dopo nove mesi, Papa Francesco risponde così a una delle domande fondamentali sollevate dal memoriale dell’ex nunzio negli Stati Uniti, Carlo Maria Viganò, pubblicato dalla Verità nell’agosto 2018. Lo ha fatto rispondendo alle domande della vaticanista messicana Valentina Alazraki, di Televisa, dicendo appunto che di McCarrick, il cardinale statunitense oggi ridotto allo stato laicale per abusi, non sapeva nulla nel giugno 2013. E non ricorda se Viganò gliene avesse parlato.

«Che il Papa abbia detto di non sapere nulla è una bugia», ha risposto Viganò in una dichiarazione di commento rilasciata al portale Web Lifesitenews. «Fa finta di non ricordare cosa gli ho raccontato di McCarrick, e fa finta che non sia stato lui a chiedermi di McCarrick in primo luogo». In effetti nel memoriale dell’ex nunzio si racconta che durante l’udienza concessa dal Papa a Viganò il 23 giugno 2013 sarebbe stato Francesco a chiedere: «Il cardinal McCarrick com’è?». Alla domanda, scriveva Viganò nel memoriale, «gli risposi con tutta franchezza e se volete con tanta ingenuità: «Santo Padre, non so se lei conosce il cardinale McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i vescovi c’è un dossier grande così su di lui. Ha corrotto generazioni di seminaristi e di sacerdoti e papa Benedetto gli ha imposto di ritirarsi ad una vita di preghiera e di penitenza». Il Papa non fece il minimo commento a quelle mie parole tanto gravi e non mostrò sul suo volto alcuna espressione di sorpresa, come se la cosa gli fosse già nota da tempo, e cambiò subito di argomento».

A supporto del fatto che un dossier su McCarrick potesse davvero essere presente in Vaticano, come asserito da Viganò, abbiamo dato conto ieri sulla Verità parlando del rapporto pubblicato dal sacerdote Anthony Figueirido, già segretario personale dello stesso McCarrick. Secondo questo scambio di comunicazioni tra l’ex cardinale e Figueirido, le restrizioni a McCarrick sarebbero state comunicate dal cardinale Giovanni Battista Re, allora prefetto della Congregazione per i vescovi, nel 2008, durante il pontificato di Benedetto XVI. E di queste restrizioni, dovute alle accuse che gravavano sullo stesso McCarrick per comportamenti inappropriati con seminaristi, erano a conoscenza almeno anche il nunzio a Washingotn, Pietro Sambi, e il cardinale Donald Wuerl. Viganò ha dichiarato a Lifesitenews che quelle «lettere cantano», peraltro sappiamo che almeno dal 2000 in Vaticano erano a conoscenza delle accuse sui comportamenti di McCarrick, come ha dimostrato una corrispondenza resa pubblica nel 2018, dopo la pubblicazione del memoriale Viganò, dal domenicano statunitense Bonifacio Ramsey.

Viganò, interpellato dal vaticanista Aldo Maria Valli, ha dichiarato che «i fatti emersi in questi mesi hanno sempre provato quanto da me affermato e quindi parlano da sé ed ora sono stati ulteriormente confermati dai documenti rilasciati da monsignor Figueiredo. Il Papa sapeva di McCarrick e sa e sta coprendo anche altri casi simili».

Da questo botta e risposta emerge un’altra domanda: perché Francesco, se non ne sapeva nulla, ha atteso nove mesi per rispondere a Viganò? Il Papa nell’intervista alla Alazaraki dice di non aver risposto perché «non avevo letto tutta la lettera, allora ho pensato che confidavo nell’onestà dei giornalisti e vi ho detto: “Guardate, qui avete tutto, studiate e traete voi le conclusioni”. E questo avete fatto, perché il lavoro l’avete fatto voi, e in questo caso è stato fantastico. Ho fatto molta attenzione a non dire cose che non erano lì ma poi le ha dette, tre o quattro mesi dopo, un giudice di Milano quando lo ha condannato».

Il riferimento è alla lunga disputa circa l’eredità del patrimonio familiare dell’ex nunzio con suo fratello, don Lorenzo Viganò, per cui il tribunale ha ordinato a Carlo Maria di pagare una somma al fratello. «Quello che papa Francesco ha detto riguardo alla sentenza milanese e la mia famiglia non ha nulla a che fare con nulla, perché è stato completamente chiarito», ha dichiarato l’ex nunzio a Lifesitenews. «Era solo una divisione della proprietà tra fratelli. L’ho accettato per fare pace. Né io né mio fratello abbiamo fatto appello alla sentenza, quindi la storia è finita lì. E non ha niente a che fare con McCarrick. È una delle tante storie che hanno sollevato per distruggere la mia credibilità».

La possibilità che il Papa possa mentire ovviamente ripugna, vista l’autorità morale e religiosa che rappresenta, però, se davvero non ne sapeva nulla, restano alcune domande in sospeso. Perché Francesco non reagì di fronte a quello che gli raccontava Viganò? Dopo quell’incontro del giugno 2013, e poi dopo la pubblicazione del memoriale nell’agosto 2018, il Papa o altri in Vaticano hanno chiesto notizie alla Congregazione dei vescovi su Mc Carrick, laddove dovrebbe esserci un dossier «grande così su di lui»? E, infine, perché Mc Carrick, almeno fino al 2017, in barba ad ogni restrizione, sembra aver svolto un ruolo diplomatico internazionale per conto della chiesa su alcuni dossier importanti come il rapporto con l’Islam e quello con la Cina?

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