Le costruzioni sono tornate al centro delle strategie di sviluppo del Paese. Con la fine della stagione dei bonus e la fase conclusiva del Pnrr, il comparto è chiamato a trasformare la crescita degli ultimi anni in un modello strutturale fondato su innovazione, sostenibilità, rigenerazione urbana e programmazione di lungo periodo, per accompagnare la transizione digitale, energetica e industriale. È in questo scenario che si colloca il nuovo numero di Rapporto Costruzioni, dedicato alle politiche e ai protagonisti impegnati a ridisegnare il futuro della filiera.
Una rete integrata di competenze e valore In apertura spicca l’analisi di Emanuele Ferraloro, presidente di Federcostruzioni, che invita ad adottare una visione sistemica capace di riconoscere il valore strategico della filiera delle costruzioni: un ecosistema che integra progettazione, manifattura, tecnologie, energia e servizi e contribuisce in modo determinante alla crescita del Paese. Molte le sfide da affrontare, dalla digitalizzazione dei processi all’industrializzazione della filiera, fino alla transizione energetica e alle nuove politiche europee. «Occorre superare la logica degli interventi episodici e costruire una programmazione stabile, capace di dare continuità agli investimenti e di orientare lo sviluppo del settore nel medio-lungo periodo», sostiene Ferraloro. Solo una vera politica industriale potrà accompagnare il settore oltre la stagione del PNRR.
Piano Casa e patrimonio edilizio Grande attenzione va al Piano Casa del Governo Meloni, destinato a incidere sulle politiche abitative dei prossimi anni attraverso il recupero dell’edilizia pubblica, l’ampliamento dell’offerta di alloggi accessibili e il coinvolgimento dei capitali privati nei programmi di housing sociale. Un intervento che punta a coniugare rigenerazione urbana, inclusione e sviluppo. Per trasformare il patrimonio immobiliare in un motore di crescita è però indispensabile il contributo dei proprietari. Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, individua nella semplificazione normativa, nella riduzione della pressione fiscale e in incentivi più selettivi gli strumenti necessari per valorizzare gli immobili, rilanciare gli investimenti privati e favorire la riqualificazione delle città.
Strade più intelligenti e sicure Il tema delle infrastrutture è al centro dell’intervista a Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Anas, che illustra un piano di investimenti da 43,2 miliardi di euro nel decennio 2026-2035 per rafforzare i collegamenti strategici, accelerare la digitalizzazione della rete e migliorare l’integrazione tra strade, porti e logistica. «La sfida non è costruire più strade, ma realizzarle nei luoghi strategici e integrarle con le altre modalità di trasporto». Le parole chiave sono monitoraggio intelligente delle infrastrutture, manutenzione predittiva, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, e digitalizzazione della progettazione. L’obiettivo è una rete stradale più sicura, resiliente e connessa, capace di affrontare le sfide del cambiamento climatico e della nuova mobilità. Grande spazio è riservato alle anticipazioni di SAIE 2026, luogo privilegiato di confronto su tecnologie, materiali e nuove competenze, e di Asphaltica, manifestazione di riferimento per il settore delle pavimentazioni stradali e delle infrastrutture viarie, in programma in autunno a BolognaFiere. «La competitività del settore passa sempre più dalla capacità di fare sistema e il nostro quartiere fieristico è il luogo ideale per farlo», spiega il presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari. Quella delle costruzioni è una filiera complessa che coinvolge oltre tre milioni di lavoratori specializzati. Analisi economiche – a partire dal 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale del Cresme – scenari di mercato, approfondimenti normativi e testimonianze dei protagonisti fanno di questo numero di Rapporto Costruzioni una lettura aggiornata di un settore che si conferma leva strategica per la crescita, la competitività e la modernizzazione dell’Italia.