Poste da record. Ora l’integrazione con Tim
Matteo Del Fante (Imagoeconomica)
Nel primo trimestre, per il gruppo ricavi a +5% e utile netto in crescita del 19%. Paga la scelta di creare un ecosistema integrato di servizi che va dai pacchi all’energia e alle Tlc. L’ad: «Il progetto Polis va a gonfie vele. Noi più consegne di tutti gli altri insieme».

Partenza record di Poste nel 2025. Il primo trimestre si chiude con numeri senza precedenti per il gruppo: ricavi pari a 3,2 miliardi (+5% su base annua) e un utile netto che vola a 597 milioni (+19%). Dice l’amministratore delegato Matteo Del Fante presentando il rendiconto alla comunità finanziaria: «Siamo lieti di annunciare risultati molto soddisfacenti in tutte le aree di business».

Sono il frutto della capacità di adeguamento del gruppo che da semplice «postino» si è trasformato in distributore integrato di servizi. È lo stesso Del Fante a ricordarlo: «Questi numeri rappresentano un’ulteriore conferma della solidità del nostro modello di business, della nostra disciplina e della nostra capacità di adattarci in un contesto dinamico». Una solidità confermata anche dal margine operativo che cresce del 13% a 796 milioni di euro, e dal dividendo complessivo previsto per l’esercizio, pari a 1,08 euro per azione – circa 1,4 miliardi di euro in totale da destinare agli azionisti entro giugno.

Come ha ricordato Del Fante oggi Poste è un ecosistema integrato di servizi. Un modello che include finanza, logistica, pagamenti digitali, energia e ora anche telecomunicazioni. L’integrazione sempre più solida con Tim, di cui è azionista di riferimento con il 24% ne è un esempio. «Il cliente ha bisogno di una vita semplice», ha detto Del Fante, «e questo significa potergli offrire servizi diversificati in modo integrato e capillare».

Nel campo della logistica, l’azienda ha conquistato la leadership spinta dal boom dell’ecommerce e da investimenti mirati in automazione. Il risultato è sorprendente: «Consegniamo da soli più pacchi di tutti gli altri corrieri messi insieme», ha dichiarato l’amministratore delegato. Il postino diventa così figura centrale evolvendosi da semplice vettore a operatore multiservizio.

Ma è il progetto Polis a incarnare, più di ogni altro, la visione di Poste italiane: trasformare gli uffici postali, soprattutto nei piccoli Comuni, in veri e propri hub di servizi pubblici e privati. Un modello di prossimità che riempie un vuoto lasciato da altri attori istituzionali e che riafferma il ruolo di Poste come riferimento sociale oltre che economico. «È un fiore all’occhiello», ha detto Del Fante, e a ragione.

Infine, l’adesione all’Opa di Banco Bpm su Anima, che ha permesso un incasso di 267 milioni di euro «Tutte le business unit hanno contribuito alla crescita dei ricavi», conclude Del Fante.

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