All’estero il settore sta crescendo più della media delle Borse. In caso di tagli dei tassi la situazione andrebbe ancora meglio. Sella sgr: «Sono interessanti Deutsche telekom, la francese Orange e la portoghese Nos».

L’industria delle telecomunicazioni, in questa complicata fase di mercato, sta registrando buoni risultati e, come nel caso di questo trimestre, performance decisamente migliori rispetto alla media dei mercati azionari di riferimento.

Il mondo delle Tlc, come lo chiamano gli esperti, «rappresenta inoltre, insieme ai settori Technology e Consumer staples (i titoli tecnologici e i beni di consumo, ndr), una delle tematiche più in crescita da inizio anno, segnale di un aumento d’interesse degli investitori verso uno dei comparti che ha subito le trasformazioni più profonde nel corso degli ultimi anni», spiega Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti am sim.

Nonostante le Tlc abbiano dunque svolto un ruolo primario nel guidare l’evoluzione tecnologico comunicativa di questo periodo storico, si tratta ancora di un mondo in grande rinnovamento che interessa in particolare i principali colossi del settore e che va di riflesso a influenzarne l’andamento.

«L’elemento positivo che caratterizza il settore delle Tlc», aggiunge Alessio Rocci, gestore azionario di Sella sgr, «è che sono svincolate dai rischi geopolitici. In aggiunta, nel caso in cui le Banche centrali dovessero ulteriormente tagliare i tassi, le società beneficerebbero di una possibile rinegoziazione del debito a tassi più convenienti, il cui beneficio insieme a un rapporto prezzo dividendo superiore al 5% rende potenzialmente attrattivo il settore. D’altro canto», continua Rocci, «la regolamentazione nel settore diventa più favorevole per il consumatore finale e la competizione tra gli operatori si acuisce, il che porta le Tlc a non aumentare eccessivamente gli investimenti in un contesto di incertezza. In alcuni casi, la soluzione per creare valore, abbassare il debito e rendere i dividendi sostenibili è la separazione della rete, che però pur avendo molto senso finanziariamente è di più difficile realizzazione dal punto di vista operativo. All’interno di questo settore possiamo annoverare tra le società più interessanti: Deutsche telekom, Orange e la portoghese Nos».

In effetti ci sono buon occasioni di investimento nel settore. Gli esperti di Ambrosetti am sim fanno notare che, in tre anni, il Lyxor msci world communication services tr ucits etf ha reso il 14,6%, dopo che nel 2018 i mercati hanno sofferto non poco. Lo stesso vale per lo Spdr msci world communication services ucits etf che, nello stesso arco di tempo, è cresciuto del 12,6%. Bene anche l’Xtrackers msci world communication services index ucits etf, che in 36 mesi è salito del 15,5%.

Ci sono poi i singoli titoli che, va detto, hanno sentito maggiormente del saliscendi dei mercati del 2018. Il colosso americano Verizon, ad esempio, è salito del 7,7%, il titolo della tedesca Deutsche telekom in 36 mesi del 6,1%. Meglio ancora è andato il titolo di Vivendi, tra i maggiori azionisti di Telecom Italia, che in tre anni è cresciuta del 60,6%.

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