La grana «Sole 24 Ore» sparisce dalla campagna elettorale di Confindustria
Roberto Napoletano (Ansa)
  • L’emergenza Coronavirus ha rischiato di far slittare la decisione dei saggi sui contendenti per la poltrona di Vincenzo Boccia. Carlo Bonomi è sempre in vantaggio, ma anche Licia Mattioli sta allungando le distanze su Giuseppe Pasini.
  • Poco spazio nei programmi al quotidiano di viale Monterosa. La vicepresidente piemontese è quella che dedica più parole al giornale diretto da Fabio Tamburini prossimo al cambio di formato in edicola.
  • L’ex direttore Roberto Napoletano contesta la costituzione delle parti civili a processo e intanto esce il suo nuovo libro «La Grande Balla».

Lo speciale contiene tre articoli

La scorsa settimana anche la battaglia per i nuovi vertici di Confindustria stava per saltare a causa dell’emergenza Coronavirus in Italia. Dopo il rinvio di un paio di incontri dei candidati con le associazioni territoriali in Veneto, infatti, c’è chi aveva proposto di spostare di qualche giorno la sfida per sostituire Vincenzo Boccia, dal momento che il 12 marzo il comitato dei saggi stabilirà chi saranno i nomi che si contenderanno la poltrona più importante di viale dell’Astronomia. Il meccanismo di elezione del presidente dell’associazione degli Industriali italiani è infatti un po’ macchinosa.

Da qualche mese Carlo Bonomi, Licia Mattioli e Giuseppe Pasini hanno annunciato la loro candidatura, ma dovranno comunque passare attraverso la tagliola del comitato dei saggi che verificherà che almeno due di loro possono avere qualche speranza di farcela il 26 quando il consiglio generale voterà a scrutinio segreto il designato. A questo punto a maggio l’assemblea generale nominerà il prossimo presidente. Gli incontri con le associazioni territoriali di questi mesi hanno rappresentato una fase preliminare della contesa confindustriale, dove i candidati hanno cercato consensi.

L’emergenza della scorsa settimana per il rinvio di alcuni incontri è poi è rientrata. Gli incontri saranno recuperati questa settimana. Per questo motivo Bonomi, Mattioli e Pasini continuano il loro tour elettorale in cerca di consensi. Come è noto Bonomi, presidente di Assolombarda, è quello che ha raccolto più firme per la propria candidatura. Vanta una buona percentuale sia nel consiglio generale, circa 80 consensi, sia di rappresentanza in assemblea, dove serve almeno un 20% di consensi per validare la propria candidatura. Mattioli è ferma a 55 mentre Pasini è più distante a 30. Il 9 si chiudono le danze. E il 12 spetterà ai saggi decidere tra chi sarà la sfida. Il problema è che al momento tutte le firme sono solo a voce, non è detto che all’ultimo possano esserci dei cambi di casacca. Bonomi è sicuro di passare le forche caudine dei saggi. Meno Mattioli e Pasini, con il secondo che potrebbe alla fine decidere di far convergere i suoi voti sulla prima per la sfida con il numero uno di Assolombarda.

Di sicuro alla fine di questi due mesi di campagna elettorale il sistema Confindustria appare più che mai diviso. Bonomi vanta consensi un po’ dappertutto, ma Mattioli ha raccolto molto nel Nord Ovest, tra Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria. Anche il Sud della Toscana appoggia la vicepresidente di Confindustria Piemonte, come alcune associazioni di categoria in Lombardia legate alla moda e al tessile. In Emilia Romagna, invece, Pasini e Mattioli si contendono diversi voti, dopo che l’ex candidato di Modena Emanuele Orsini ha deciso di appoggiare il presidente di Feralpi. Anche tra i giovani di Confindustria, in totale 6 voti a disposizione, 5 sono a favore di Bonomi mentre 1 per Mattioli. I programmi di candidatura saranno presentati ufficialmente il 12 marzo. Al momento ci sono solo linee programmatiche. Tra i punti più spinosi c’è la situazione del Sole24 Ore, il quotidiano di viale Monterosa quotata in Borsa finito stritolato nelle inchieste delle procura di Milano, in calo di vendite e con ricavi in flessione del 4,7% secondo l’ultima trimestrale di novembre.

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