Renault con l’elmetto: farà droni e suv militari
@Renault

Durante la Prima guerra mondiale, Renault progettò l’iconico FT-17, considerato il primo carro armato moderno della storia con torretta girevole, che cambiò le sorti del conflitto.


Prima dell’occupazione nel secondo conflitto bellico globale, le fabbriche producevano veicoli da ricognizione e carri come l’R35. Dopo il crollo della linea Maginot e lo sventolio della svastica sulla Tour Eiffel, gli stabilimenti Renault di Billancourt furono requisiti dai nazisti. Louis Renault fu costretto a convertire la produzione industriale per costruire veicoli militari, autocarri e componenti destinati alla Germania.

Nel 2026 la storia si ripete. La conversione dell’industria automotive in settore bellico è una strategia intrapresa da governi e costruttori per fronteggiare la crisi di sovrapproduzione (dovuta alla concorrenza cinese), il calo del mercato (segnato dalle illogiche disposizioni green di Bruxelles) e le esigenze di riarmo europeo patrocinate sempre dalla Commissione, visto che la spinta verso l’economia di guerra è guidata da piani di investimento comunitari. In Germania, per esempio, Volkswagen ha avviato trattative per convertire lo stabilimento di Osnabrück alla produzione di sistemi missilistici, mentre il governo tedesco valuta l’acquisizione di altri impianti tramite colossi della Difesa come Rheinmetall.

Se la linea italiana, per ora, rifugge da uno simile scenario, in Francia non la pensano così. Seguendo un po’ le smanie militare del presidente uscente, Emmanuel Macron, in settimana Renault insieme a Thales (colosso della Difesa francese, la Leonardo transalpina) entra nel settore della mobilità militare con 4Troop, un prototipo di veicolo civile multi-ruolo sviluppato per rispondere alle nuove esigenze operative delle forze armate terrestri.

Il mezzo è stato presentato al salone Eurosatory 2026 e combina una piattaforma derivata dalla produzione di serie Renault con le tecnologie di comunicazione, comando e supporto decisionale di Thales. «Il progetto punta a sfruttare la rapidità produttiva e le economie di scala dell’industria automobilistica civile per offrire alle forze armate una soluzione più flessibile e meno costosa rispetto ai tradizionali programmi militari. Il veicolo integra comunicazioni sicure, connettività tattica, coordinamento multi-sensore e strumenti di supporto alle decisioni potenziati dall’intelligenza artificiale», hanno comunicato le due società in una nota stampa.

Non più carri armati dalle linee produttive della Régie, dunque, ma auto «ibride»: metà vettura normale, metà mezzo militare. Presentato in versione ibrida a trazione integrale, 4Troop è in grado di gestire droni e robot, elaborare grandi quantità di dati e operare come centro di comando mobile configurabile in funzione della missione. Tra gli impieghi previsti figurano ricognizione, coordinamento sul campo, scorta, supporto logistico e controllo di aree sensibili. Il sistema vehicle-to-load consente, inoltre, di alimentare apparecchiature elettriche direttamente sul teatro operativo. Insomma, da auto a power bank il passo è breve. Secondo Renault, la soluzione può essere adattata a diversi veicoli della gamma, dai Suv ai veicoli commerciali, garantendo tempi rapidi di implementazione e sfruttando la rete post-vendita del gruppo per manutenzione e supporto logistico.

Ma non solo auto militari. Renault e Thales hanno firmato anche un accordo per la produzione di droni. Pardon, di un «sistema di munizioni telecomandate a corto raggio» chiamato Toutatis. Può «essere utilizzato dalle truppe sbarcate e lanciato da varie piattaforme (veicoli da combattimento, velivoli o piattaforme navali). Resistente alle interferenze elettromagnetiche e dotato di testata militare intercambiabile in funzione della missione, è in grado di neutralizzare bersagli come veicoli da combattimento, continuando a conferire potere decisionale all’uomo. In grado di funzionare anche tra gli sciami di droni, Toutatis è un sistema che si adatta alle evoluzioni delle esigenze operative», spiegano da Boulogne-Billancourt, sede storica di Renault. La produzione di queste munizioni telecomandate potrebbe cominciare dal 2027, con una capacità di 1.000 unità al mese fin dal primo anno.

In Francia un po’ tutti si stanno mettendo l’elmetto. Patrice Caine, ceo di Thales, spiega che la partnership «risponde alle esigenze delle forze armate e ai requisiti di un’economia di guerra». Proprio così: «economia di guerra». Al posto della giardinetta, dunque, anche Parigi sceglie il veicolo tattico innovativo. Che non si troverà in alcun autosalone. Non ancora.

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