Quando si muovono colossiu come Toyota, Bmw, Repsol e Bosch, qualcosa bolle in pentola. E quando lo fanno insieme….beh, è molto probabile che stanno pensando a qualcosa in grado di rivoluzionare il settore dei trasporti. In effetti, i due costruttori, il colosso dell’elettronica e il gigante spagnolo dei carburanti hanno lanciato un progetto pilota in Spagna per dimostrare, in condizioni di utilizzo reale, che i veicoli attualmente in circolazione possono essere alimentati esclusivamente con benzina rinnovabile al 100%.
Il progetto, che avrà una durata di sei mesi, prevede l’impiego di una flotta di circa 20 veicoli Toyota e Bmw alimentati con Nexa 95, la benzina rinnovabile al 100% di Repsol, supportati dall’avanzata tecnologia Bosch per la tracciabilità digitale del carburante. L’obiettivo della sperimentazione è fornire evidenze concrete, raccolte in condizioni reali, che dimostrino come i veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili possano essere introdotti efficacemente su larga scala, contribuendo al percorso europeo verso la decarbonizzazione della mobilità attraverso un approccio complementare e tecnologicamente neutrale, senza lasciare indietro nessuno. Bosch digital fuel twin, questo il nome del progetto, raccoglierà e verificherà i dati relativi ai rifornimenti provenienti da diverse fonti, tra cui i dati del veicolo, le stazioni di servizio e le transazioni effettuate con le carte carburante, garantendo un monitoraggio affidabile e trasparente dell’utilizzo dei carburanti rinnovabili. «Introduciamo la piena trasparenza digitale lungo l’intera filiera del carburante, consentendo di monitorare e verificare in modo affidabile i carburanti rinnovabili dal momento della loro immissione sul mercato fino al consumatore finale. Monitorando con precisione il consumo di carburante da parte dei singoli veicoli in tempo reale, stiamo creando le basi di fiducia e conformità normativa necessarie per favorire una maggiore accettazione dei carburanti rinnovabili nel settore della mobilità e dei trasporti», ha affermato Marko Babic, responsabile dell’area prodotto Bosch dedicata al Digital fuel twin.
Il progetto pilota si concentrerà su tre obiettivi principali: verificare la disponibilità della benzina rinnovabile sul mercato, facendo leva sull’infrastruttura di Repsol, attualmente l’unico operatore in Spagna a offrire benzina rinnovabile al 100% presso stazioni di servizio aperte al pubblico; valutare la maturità delle tecnologie di tracciabilità e certificazione digitale, grazie al sistema Digital fuel twin di Bosch, che certifica l’impiego dei carburanti rinnovabili lungo l’intero ciclo di vita; dimostrare l’impiego operativo delle flotte, evidenziando che i veicoli attualmente in circolazione possono essere alimentati fin da oggi con carburanti rinnovabili al 100% attraverso l’infrastruttura di rifornimento esistente. A differenza di soluzioni che richiedono nuove tecnologie per i veicoli o investimenti in infrastrutture dedicate, il progetto pilota utilizza auto Toyota e Lexus già esistenti, messe a disposizione da Toyota España, e veicoli della flotta Bmw. L’iniziativa evidenzia la possibilità di applicare fin da subito i carburanti rinnovabili su larga scala come soluzione drop-in per la decarbonizzazione del trasporto su strada. La benzina rinnovabile Nexa 95 di Repsol è prodotta a partire da materie prime conformi alla direttiva europea sulle energie rinnovabili e consente una significativa riduzione delle emissioni di gas serra rispetto ai carburanti fossili, mantenendo al contempo la piena compatibilità con gli attuali motori a benzina e con l’infrastruttura di rifornimento esistente.
Il progetto pilota è stato concepito per generare dati e informazioni solide a supporto del dibattito in corso a livello europeo sulle modalità di decarbonizzazione del settore automotive. In un contesto in cui le politiche dell’Unione europea sono attualmente concentrate prevalentemente sull’elettrificazione, l’iniziativa mira a dimostrare che i carburanti rinnovabili possono svolgere un ruolo complementare e scalabile nella riduzione delle emissioni di CO2. «I dati e i risultati intermedi del progetto pilota saranno condivisi con i decisori politici europei, gli operatori del settore e i media, contribuendo al confronto sulla neutralità tecnologica e sulla possibile integrazione dei veicoli alimentati a benzina rinnovabile nei futuri quadri normativi», spiegano le aziende coinvolte. Se l’Europa non decide, insomma, lo fanno i costruttori: ingegnarsi per non morire di eurogreen.
«Con il progredire della transizione, sta diventando chiaro che c’è un rischio crescente che i criteri previsti per i veicoli a zero emissioni entro il 2035 non siano pienamente raggiungibili», spiega Pascal Ruch, vicepresidente corporate & governmental affairs di Toyota motor Europe, «In uno scenario del genere, i carburanti rinnovabili possono contribuire a colmare il divario per garantire la neutralità carbonica, soprattutto se combinati con tecnologie ibride e ibride plug-in. Questo progetto pilota mira a dimostrare come i carburanti rinnovabili possano dare un contributo significativo e sostenibile alla decarbonizzazione di oggi, sia per i veicoli nuovi che per quelli esistenti».
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