L’automobile si conferma il mezzo preferito dagli italiani per raggiungere la meta delle vacanze estive. La sceglie l’80% dei patentati, spinto soprattutto dal desiderio di libertà di movimento, autonomia e comfort. Ma insieme ai vantaggi restano le difficoltà tipiche dei lunghi viaggi: traffico, stanchezza e cali di attenzione.
È quanto emerge da una ricerca realizzata da YouGov per Ford, che fotografa le abitudini degli automobilisti italiani alla vigilia dell’esodo estivo e mette in luce il crescente interesse verso le tecnologie di assistenza alla guida. Secondo l’indagine, il viaggio medio verso la destinazione delle ferie è di circa 500 chilometri per tratta, mentre il 7% percorre oltre mille chilometri. A spingere verso l’auto sono soprattutto la libertà di spostarsi una volta arrivati a destinazione (58%), l’autonomia nell’organizzazione del viaggio (54%) e il comfort (52%). Per i giovani tra i 18 e i 34 anni pesa maggiormente anche la scarsità di alternative di trasporto.
Se il viaggio in auto continua a rappresentare un simbolo di indipendenza, non mancano però gli aspetti più impegnativi. Il 43% degli intervistati indica la stanchezza come la principale conseguenza delle lunghe ore al volante, mentre il 40% lamenta affaticamento fisico. Il traffico è considerato l’elemento più stressante dal 34% dei patentati, soprattutto tra gli over 55, mentre i più giovani segnalano con maggiore frequenza sonnolenza e affaticamento della vista.
Particolarmente significativo il dato relativo ai colpi di sonno: il 32% degli automobilisti dichiara di averne sperimentato almeno uno durante la guida e, tra questi, circa un terzo afferma che l’episodio si è verificato più volte. Non sorprende quindi che stanchezza e perdita di concentrazione siano considerate tra i principali rischi dei lunghi trasferimenti autostradali.
In questo scenario cresce la fiducia nei sistemi avanzati di assistenza alla guida (Adas). L’86% dei patentati ritiene che contribuiscano ad aumentare la sicurezza nella guida in autostrada, mentre l’81% si dichiara favorevole a tecnologie che assistono il conducente senza sostituirlo. Tra le soluzioni più evolute si sta facendo conoscere la guida assistita di Livello 2, già nota a un italiano su quattro e sperimentata dal 6% degli intervistati. Si tratta di sistemi in grado di gestire accelerazione, frenata e mantenimento della corsia in specifiche condizioni, mantenendo però il conducente al centro della guida grazie a dispositivi che ne monitorano costantemente l’attenzione. Oltre otto utenti su dieci riconoscono a queste tecnologie un contributo sia in termini di sicurezza sia nella riduzione della fatica durante i lunghi viaggi. Tra i sistemi oggi disponibili figura anche Ford BlueCruise, che consente la guida hands-free sulle tratte autostradali abilitate, monitorando costantemente lo sguardo del conducente e intervenendo con avvisi progressivi fino all’arresto controllato del veicolo in caso di mancata risposta.
La ricerca evidenzia anche come gli italiani adottino comportamenti prudenti. Il 72% effettua una sosta entro le prime tre ore di guida, spesso prima di accusare un’eccessiva stanchezza, mentre oltre l’80% preferisce viaggiare prevalentemente durante le ore di luce.
Per mantenere alta la concentrazione, la strategia più diffusa resta ascoltare musica o la radio (63%), seguita dalle conversazioni con i compagni di viaggio (55%). Il partner è il compagno ideale per il 62% degli intervistati, davanti a familiari e amici. Anche sul fronte commerciale emerge una preferenza netta: il 56% degli italiani vorrebbe che la tecnologia di guida assistita di Livello 2 fosse inclusa di serie nell’auto, mentre solo il 6% preferirebbe un modello in abbonamento.
La fotografia che emerge è quella di un Paese che continua a fare dell’automobile il mezzo privilegiato per le vacanze, ma che guarda con crescente interesse alle tecnologie capaci di rendere i lunghi viaggi più sicuri, confortevoli e meno stressanti, senza sostituire il ruolo del conducente.
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