- Con la sentenza 982/2024, l’organo con sede a Palazzo Spada ha stabilito che l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale non può rifiutarsi di determinare le piccole quantità prelevabili nel regime di caccia in deroga, altrimenti paralizza tutta la procedura.
- Dal 17 al 19 febbraio, negli spazi espositivi di Veronafiere, torna Eos Show, la quarta edizione della fiera dedicata a caccia, pesca e tiro sportivo.
Lo speciale contiene due articoli.
La sentenza emessa dal Consiglio di Stato nelle scorse settimane può rappresentare una sorta di alba nuova per il mondo della caccia italiana e per tutti i cacciatori. L’organo ausiliario del governo, infatti, con la sentenza 982/2024 ha risolto una questione amministrativa che durava da sette anni, quando nel 2017 Ispra e Regione Liguria aprirono un contenzioso in tribunale per quanto riguarda la caccia in deroga. Da ora in poi, infatti, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale non potrà più rifiutarsi di stabilire e comunicare alle Regioni i numeri relativi alle piccole quantità prelevabili che permettono alle singole Regioni stesse di attivare la caccia in deroga.
Molto soddisfatto Francesco Bruzzone, deputato della Lega che nel 2017 vestiva il ruolo di presidente del Consiglio regionale in Liguria: «Finalmente si apre un capitolo nuovo sul fronte della caccia in deroga per le Regioni» – ha commentato – «la caparbietà e la determinazione questa volta hanno premiato, e il risultato ottenuto, cioè la possibilità di attivare il prelievo venatorio in deroga, non solo per la caccia, ma anche per il rifornimento dei richiami vivi tramite gli impianti di cattura autorizzati, oggi è possibile per tutte le regioni che vorranno richiederlo».
La sentenza del Consiglio di Stato arriva dopo un lungo percorso giudiziario amministrativo, durante il quale il Tribunale amministrativo regionale non aveva compreso a fondo l’incidenza della questione su tutto il movimento venatorio. Prima di questa pronuncia, infatti, la mancata definizione delle piccole quantità prelevabili dai cacciatori, stabilita su base nazionale e poi ripartita localmente, causava una brusca interruzione di tutta la procedura amministrativa, ingolfandola e paralizzandola. Nel 2019 Regione Liguria decise di impugnare la sentenza con cui il Tar si era pronunciato in maniera contraria sulle deroghe, sottolineando che Ispra non aveva fornito i numeri delle piccole quantità prelevabili. Un meccanismo che ha impedito fin qui a ogni singola Regione di attivare le deroghe.
Un passaggio importante quest’ultimo, evidenziato dallo stesso Bruzzone, che al sito di informazione specializzato www.bighunter.it, ha dichiarato: «La sentenza del Consiglio di Stato dice chiaramente che Ispra doveva e deve dare i dati per la piccola quantità delle specie richieste dalle regioni per il prelievo in deroga». Il deputato della Lega, archiviata la soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato, ha invitato tutte le associazioni venatorie a guardare con più ottimismo al futuro: «Siamo giunti a un risultato vittorioso che determina una nuova realtà. Entro alcuni mesi, le Regioni interessate potranno chiedere a Ispra i dati della piccola quantità per il prelievo venatorio in deroga e Ispra dovrà rispondere fornendo i dati».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >