I tedeschi abbracciano la linea italiana sulla transizione ecologica per l’automotive. La plenaria dell’Automotive regions alliance (Ara) con le 40 Regioni appartenenti è stata l’occasione per ribadire le preoccupazioni del settore dell’auto e trovare strategie comuni. I land tedeschi presenti (Baviera, Sassonia e Baden Wurttemberg) hanno condiviso alcuni principi cardine del Manifesto Lombardo (un documento promosso dalla Regione Lombardia per il settore automobilistico e la mobilità sostenibile) tra i quali la necessità di adottare il principio della neutralità tecnologica e quello di utilizzare i biocarburanti per abbattere le emissioni del parco circolante. È una svolta per i tedeschi che fino ad oggi hanno sempre parlato di e-fuel e che rafforza il lavoro del Pirellone di sostegno all’industria dell’automotive.
Nella due giorni di incontri a Strasburgo un ruolo centrale è stato svolto dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Guido Guidesi, che in qualità di presidente dell’Automotive regions alliance sta lavorando per spingere la Commissione europea a rivedere la tabella di marcia del Green deal per il settore dell’auto. Vanno ricordati i problemi che sta creando lo stop ai diesel Euro 5, su direttiva europea, anche se probabilmente slitterà di un anno, grazie a un intervento della Lega.
Guidesi ha ribadito alle Regioni europee la «necessità di apportare correttivi rispetto alle attuali direttive della Commissione Ue così da evitare quello che potrebbe essere ricordato come il suicidio economico più importante della storia». A oggi il 75% della produzione potenziale in Europa è di fatto fermo: nel continente sono a rischio 500.000 posti di lavoro. In Italia il numero delle vetture prodotte nel 2024 è stato inferiore del 20%, con punte del 30% per i componentisti, rispetto al 2019. Si tratta di un settore che solo in Lombardia conta oltre 30.000 aziende e 100.000 lavoratori, con un fatturato complessivo di 40 miliardi di euro.
La plenaria è stata l’occasione per consegnare l’aggiornamento del Manifesto dei Carburanti Rinnovabili lombardo con l’obiettivo di far sentire la voce dei territori e incidere sulle decisioni della Commissione e del Parlamento europeo. Guidesi ha sottolineato che la Lombardia è stata «la prima a lanciare grida di allarme nel silenzio più assordante, e a predisporre documenti scientifici grazie al supporto del cluster della mobilità lombarda e delle università. Inoltre ha creato alleanze con le Regioni europee».
La Lombardia in effetti dal 2021 ha svolto il ruolo di capofila nella battaglia per salvaguardare il comparto.
Intanto proprio per le auto a batteria alcune case rinviano l’uscita di nuovi modelli. È il caso della Ferrari che, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, ha posticipato i piani per il suo secondo modello completamente elettrico, previsto per il 2026, almeno al 2028, a causa della scarsa domanda di veicoli a batteria di lusso ad alte prestazioni. Ferrari vende modelli ibridi dal 2019 e il prossimo ottobre presenterà il suo primo veicolo elettrico, in un processo in tre fasi che culminerà con un’anteprima mondiale nella primavera 2026. Le prime consegne ai clienti sono previste per ottobre 2026.
Intanto continuano i problemi per Citroën a causa dei dispositivi salvavita. Il ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, ha chiesto il blocco dei modelli C3 e Ds3 (prodotti rispettivamente tra il 2009 e il 2017 e tra il 2009 e il 2019) a causa di un problema di sicurezza agli airbag Takata. La decisione è arrivata dopo che l’11 giugno scorso, un modello difettoso aveva causato una seconda vittima. Il problema riguarda il possibile deterioramento del propellente interno dell’airbag, che potrebbe causare il suo scoppio con troppa forza in caso di incidente, provocando lesioni gravi o morte.
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