Eccole qui le immagini che sono state mostrate a papa Francesco. Ecco i «video dei migranti torturati in Libia» che lo hanno fatto commuovere. Sono quelli citati, nei giorni scorsi, da Repubblica e da Avvenire. Nessuno, finora, li ha pubblicati. Ma è giusto mostrarli, in modo che i lettori possano farsi un’idea. Si tratta di immagini raccapriccianti, sconvolgenti. Ma che non hanno nulla a che fare con i migranti o con la Libia. Lo abbiamo scritto, ma conviene ripeterlo, anche perché sul Web continua a circolare una versione scorretta dei fatti.

Vediamo di riepilogare l’accaduto. Pietro Bartolo, il medico dei migranti di Lampedusa, ha consegnato al cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, alcuni filmati e alcuni scatti che – a suo dire – proverrebbero dai cellulari di alcuni stranieri sbarcati in Italia e dei loro parenti. Montenegro, a sua volta, ha fatto arrivare il materiale fino al papa. Nei giorni scorsi, Avvenire (che quei video e quelle foto le aveva ricevute all’inizio di luglio) ha pubblicato un articolo in cui raccontava il contenuto dei filmati. A corredo, ha pubblicato alcuni scatti, presentati in una didascalia come frammenti dei video. Quelle immagini, come molti debunker della Rete hanno dimostrato, sono false, nel senso che non si riferiscono alla Libia. Repubblica ha accuratamente evitato di commentare, non ha chiesto scusa e non ha ammesso di aver pubblicato un falso. Avvenire, invece, ha riconosciuto l’errore sulle foto. Ma ha ribadito che i video sono veri.

In effetti lo sono. Ma non sono stati girati in Libia né mostrano migranti. Almeno quelli che abbiamo visto noi. Già, perché anche la Verità ha potuto visionare tre di quei filmati. Il primo si trova integralmente online sul sito Liveleak, ed è stato girato in Brasile. Del secondo abbiamo reperito alcuni fotogrammi: di nuovo, il materiale è di origine brasiliana.

Abbiamo visto anche un terzo video, di cui però in rete ancora non troviamo traccia. Mostra un miliziano intento a sgozzare un giovane uomo con una specie di machete. Potrebbe essere stato girato in Libia, ma forse ai tempi della guerra contro Gheddafi.

In ogni caso, i migranti c’entrano poco o nulla.

Da non perdere

Opinioni

Belpietro: «Ranucci vittima di sé stesso»

L'arresto di Valter Lavitola svela una presunta trama volta a fabbricare un «attentato d'amore» ai danni del conduttore di "Report", Sigfrido Ranucci. Nel mirino dell'ordinanza c'è il disegno di trasformare il giornalista nel nuovo leader del campo largo attraverso un'abile…

Caso Fakir e scontri a Bologna: vergogna di sinistra
Opinioni

Caso Fakir e scontri a Bologna: vergogna di sinistra

A Bologna va in scena l'ennesimo dramma ideologico della sinistra dopo la morte di Fakir durante un intervento delle forze dell'ordine con la piazza che si infiamma tra scontri, auto incendiate e agenti feriti. In questa intervista di Francesco Borgonovo,…

Guerra sul manuale gender per i pediatri
Opinioni

Guerra sul manuale gender per i pediatri

La garante per l’infanzia, Marina Terragni, boccia la nuova guida Lgbt redatta dalle associazioni pediatriche Sip (Società italiana di pediatria) e Acp (Associazione culturale pediatri). Definito un testo privo di basi scientifiche aggiornate e ideologicamente orientato, il documento «Oltre lo…

I finti buoni, da Ranucci al Covid
Opinioni

I finti buoni, da Ranucci al Covid

Gianluigi Paragone e Francesco Borgonovo squarciano i veli dell'ipocrisia che unisce la politica post-pandemica e il giornalismo d'inchiesta televisivo. Il filo conduttore è il doppiopesismo di chi si erge a paladino della morale ma crolla davanti alle proprie contraddizioni.La Commissione…