Si intensificano su più fronti e in più ambiti gli attacchi hacker in tutta Europa. Europol ha convocato una riunione investigativa con le forze di polizia di tutti i Paesi coinvolti negli attacchi informatici. Tra questi, naturalmente, anche l’Italia, finita nel mirino dei criminali informatici da almeno due settimane.

Hacker filorussi nel mirino delle istituzioni: Tajani minacciato sul dark Web

Ma è di ieri la notizia che anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani è sotto minaccia. Da almeno due settimane gli hacker avrebbero pubblicato sul dark Web dati e richieste di informazioni, a pagamento, sul vicepremier, sul procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, e sul capo della polizia postale, Ivano Gabrielli. Tra le ipotesi sugli autori c’è anche il gruppo filorusso «Noname057(16)».

Per il Garante della privacy «media, testate, siti Web e piattaforme per l’acquisizione, diffusione e ripubblicazione, con qualsiasi mezzo, di dati provenienti da attività illecite costituiscono a loro volta violazione della normativa sulla protezione dei dati personali, anche quando l’interessato è una figura pubblica». L’Autorità monitorerà la circolazione di dati e, se necessario, adotterà con urgenza provvedimenti di limitazione o divieto del trattamento chiedendo la rimozione dei contenuti.

Tajani ha rivelato che da giorni stanno diffondendo i suoi dati personali sul dark Web e ha assicurato che non si farà «intimidire in nessun modo. Criminali informatici cercano informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni, coinvolgono anche la mia famiglia e sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari. La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia».

I criminali informatici avrebbero reso disponibili, in cambio di denaro, schede dettagliate con curriculum, numeri di telefono privati, email e indirizzi delle abitazioni dei bersagli. Funzionari dell’intelligence parlano di un’indagine transfrontaliera tra i servizi europei per risalire all’origine delle minacce.

Tutta la politica, fatta eccezione per il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, ha espresso solidarietà per il titolare della Farnesina. «Esprimo la mia piena solidarietà al vicepresidente del Consiglio Tajani per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi e sulla diffusione sul dark Web di dati personali che lo riguardano.

Meloni e Schlein esprimono solidarietà, Crosetto avverte: «È guerra ibrida»

La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione», ha dichiarato il premier Giorgia Meloni.

Solidarietà arriva anche dal segretario del Partito democratico, Elly Schlein: «Attacchi informatici inaccettabili anche perché colpiscono le istituzioni del nostro paese e questo significa che bisogna alzare la guardia rispetto a questo tipo di minacce informatiche su cui dobbiamo assicurare che il nostro Paese paese sia adeguatamente attrezzato».

«Da quattro anni parlo con preoccupazione di guerra ibrida. Oggi tutti sembrano scoprirla, insieme alle nostre vulnerabilità di fronte agli attacchi cyber. Eppure continuiamo a sottovalutare anche altri aspetti come la guerra cognitiva: la profilazione delle persone, l’utilizzo dei dati e delle neuroscienze per influenzare i comportamenti, la manipolazione dell’informazione e la presenza sempre più pervasiva di attori ostili nello spazio digitale», ha commentato su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

«Tra qualche anno scopriranno anche la guerra cognitiva e le altre forme di guerra ibrida. E, come sempre, si stupiranno di non averla vista arrivare. Smettiamo di rincorrere le minacce e iniziamo ad anticiparle, anche rendendo più difficile portarle a termine. La sicurezza a 360 gradi deve diventare una priorità nazionale. Ora, non quando sarà troppo tardi», ha concluso.

Dai supermercati al tunnel del Brennero: gli attacchi informatici colpiscono le infrastrutture europee

Il caso Tajani arriva, come già spiegato, dopo giorni di attacchi. Nella notte tra l’1 e il 2 novembre, sono stati colpiti i sistemi di refrigerazione di alcuni supermercati in Svezia, Finlandia, Belgio, Lussemburgo, Estonia e Irlanda, con temperature alterate da remoto fino a 50 gradi in alcuni casi.

Tonnellate di cibo sono state buttate via. L’ondata ha toccato anche l’Italia, con la grande distribuzione in Sicilia colpita intorno alle 4 del mattino del 2 novembre. Così anche nella provincia di Treviso. Episodi che portano alla mente l’attacco che a ottobre ha interessato centinaia di supermercati francesi.

Attacco hacker al tunnel del Brennero: violati i sistemi della società Bbt

Ieri si è appreso anche di un grave attacco alla società Brenner Basis Tunnel, che si occupa della costruzione della mega galleria tra Italia e Austria sotto il valico del Brennero. La notizia, inizialmente lanciata dal quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung, è stata successivamente confermata dalla società che ha spiegato: «Bbt Se è stata oggetto di un attacco informatico mirato, nel corso del quale soggetti non autorizzati hanno avuto accesso a dati accessibili tramite Internet.

Non appena rilevato l’incidente, la società ha attivato i protocolli di sicurezza informatica, provvedendo all’immediato isolamento dei sistemi interessati e avvalendosi del supporto di specialisti esterni in cybersecurity per lo svolgimento delle necessarie analisi forensi.

Sono stati avviati tutti gli adempimenti previsti e sono state informate le autorità competenti. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’incidente non ha avuto ripercussioni sulle attività operative della società.

Sono tuttora in corso approfondimenti per accertare i dettagli dell’attacco. Le indagini sono in corso». Si tratta di un attacco avvenuto il 17 ottobre che avrebbe riguardato dati non accessibili al pubblico.

Sempre secondo quanto riferisce la società, l’attacco non ha comportato alcun rischio per i lavori in corso. Mentre sono i media austriaci, ma senza accuse da parte di chi indaga, a sospettare che dietro l’attacco ci sarebbe il gruppo russo «Everest», specializzato nel furto di dati sensibili.

Allarmi bomba sugli aerei e minacce ai media: l’Europa resta sotto attacco

Non cessano neanche gli allarmi bomba sugli aerei. In generale, non sono stati trovati ordigni e non sono state rilevate conseguenze significative sui ritardi complessivi della rete, pur fra controlli e perturbazioni per singoli collegamenti.

Le minacce hanno colpito anche testate giornalistiche in Irlanda, Regno Unito e Bulgaria. Dublino si prepara, intanto, a ospitare giovedì il vertice della Comunità politica europea e venerdì quello informale dei leader Ue.

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